San Miniato, 22 luglio 1944. Nell'assolata estate toscana, un'esplosione all'interno del Duomo massacra 56 persone, radunate dai tedeschi in attesa di sgomberare il paese. E proprio i tedeschi vengono subito imputati della strage, nonostante l'intera giornata sia trascorsa sotto il fuoco dell'artiglieria americana. A guerra conclusa, una Commissione d'inchiesta ufficializza le colpe. A nulla serve una spoletta statunitense rinvenuta dentro al Duomo, scomodo indizio che scompare misteriosamente insieme alle fotografie che testimoniavano la dinamica dell'eccidio... L'autore riapre il caso, analizzando puntigliosamente i verbali della Commissione d'inchiesta del comune di San Miniato. Emergono omissioni ambigue, smarrimenti di reperti, incomprensibili dimissioni di personaggi in vista della città. Con la consulenza tecnico-balistica di tre illustri periti militari, Paoletti rimuove il velo di una verità «politicamente corretta» sostenuta con accanimento per più di mezzo secolo.