Nudo, arte e decoro. Oscillazioni estetiche negli scritti d'arte del Cinquecento propone un'ampia ricerca sul tema della raffigurazione del nudo nel periodo del suo massimo splendore: il Rinascimento. Attraverso la voce dei maggiori teorici dell'epoca, il volume ripercorre le vicende e i giudizi che segnarono i destini delle più celebri opere del tempo. Dai tumulti che accompagnarono, fin dal loro nascere, gli splendidi ma "indecenti" ignudi del Giudizio Universale di Michelangelo alle aspre censure della controriforma, dalle rassicuranti fattezze dei corpi di Raffaello fino alle bellezze muliebri di Tiziano. La lettura incrociata delle opere e dei testi letterari svela il mondo vivo e pulsante degli artisti e offre un denso ritratto del dibattito estetico quattro-cinquecentesco.
Si tratta di un libricino molto piacevole, che parla di un tema decisamente attuale nel dibattito artistico del XVI secolo, quello del nudo: a livello tecnico, teorico e di diffusione delle immagini, in un momento storico in cui l'arte dell'Italia centrale ruotava attorno agli insegnamenti di Michelangelo. Non c'è una ricerca accanita delle fonti, ma solamente un commento e un'esposizione di quelle più note, da Alberti a Vasari, da Dolce a Borghini. Però è scritto bene, in maniera semplice e si lascia seguire senza difficoltà. Una lettura interessante.