Il romanzo racconta la storia di Nadia, una ragazza che vive nel ricordo dell’amore per il suo giovane fidanzato, morto qualche anno prima in un incidente d’auto. Ogni notte si sveglia di soprassalto alla stessa ora e l’unico modo che riesce a distrarla dall’insonnia è sedersi davanti a una tela bianca e dipingere i ritratti della donna dai capelli rossi, che puntualmente compare alla fine dei sui sogni.
La svolta nella sua vita arriva con Arturo, un ragazzo con il quale condivide nient’altro che passione notturna. Il ragazzo, direttore di una casa editrice, una mattina scopre accidentalmente i suoi quadri e, colpito soprattutto da quello a cui Nadia sta lavorando al momento, decide di utilizzarlo come copertina del romanzo “La cattiva”, di imminente pubblicazione.
Il romanzo, a causa dell’improvvisa morte dell’autore, ha un successo insperato e Nadia, insieme ai suoi quadri, si ritrova catapultata in un contesto troppo grande, con una visibilità che non riesce a gestire. Durante l’evento di presentazione del romanzo, Nadia si sente fuori luogo e a disagio sotto i riflettori. Ma per sua grande fortuna riesce a fuggire da quella serata con Sofia, l’unica che sembra capirla tra tutta quella gente…
Nato nel 1990 a San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, vive a Roma da anni. Ha pubblicato diversi romanzi con Watson Edizioni, tra cui Non contate su di me con il quale, nel 2018, ha vinto il premio Leggo QuINDI Sono. Attualmente lavora come social media manager in ambito sportivo e editoriale. Molto attivo sui social con lo pseudonimo di @antipatiagratuita.
La storia non è banale, ma non è certo straordinaria. Credo che questo scrittore abbia del potenziale, ma mi sembra un romanzo molto immaturo. Il mio non è un giudizio negativo, ma vuole essere uno sprone per stimolare la ricerca del miglioramento, soprattutto per quel che concerne lo stile narrativo.
Peccato, avevo delle aspettative molto alte su questo libro. Ma, aldilà di quelle (molto belle devo ammetterlo) due o tre frasi che vengono pubblicate anche su Instagram, é un libro scialbo, che a tratti risulta senza senso, scrittura leggera e scorrevole ma sicuramente non da vero scrittore.
Nadia si sveglia ogni notte alle 3.30 a causa del solito incubo. Rivive quella notte di amore e dolore. Una volta sveglia la raggiunge Arturo, il ragazzo che ha conosciuto su un app di incontri e con cui scambia pochi attimi di piacere per poi restare da sola in una stanza solo sua in cui dipinge. È il volto di una donna, la stessa su ogni tela o bozzetto, una donna dai lunghi capelli lunghi. Ignora chi possa essere, ma quando Arturo scopre i suoi quadri se ne innamora e ne vuole uno per il nuovo libro che sta per pubblicare. Ancora una volta Antonio Schiena gioca con le anime dei suoi lettori, questo libro scava, di pagina in pagina, portando alla luce un aspetto del nostro quotidiano e mostrandolo anche a quei lettori che preferirebbero non vedere, non sentire, non parlare, il semplice gesto di reagire e andare avanti a vivere. L’unico problema di questo libro è che è perfetto, per chi si ritrova in Nadia, trovare una Sofia o anche un Arturo che diano la spinta giusta a reagire, a costringerla/o a vivere il presente, potrebbe sembrare impossibile, invece è proprio nell’immobilità dell’esistere si sbaglia e questo libro, offre uno spunto a tutti quei lettori che cercano un motivo per affrontarla la vita, nonostante tutto. Questo genere di libri li trovo lenti, prolissi e con l’arroganza di spiegare, tra le righe, come si può reagire. Questo volume invece non ha pretese: se lo si legge come semplice storia, ci si affeziona alla protagonista e quando tutti i nodi vengono al pettine non si può far altro che applaudire l’evoluzione del personaggio (sto sul vago perché non voglio fare spoiler), ma se si va oltre alla semplice narrazione, ecco che questo libro racconta di vite difficili da affrontare, di un passato incatena le vite, e offre una alternativa all’infinito bisogno di non crescere, di non affrontare il mondo e i rapporti umani. In definitiva torno a confermare cinque stelle per questo autore che ha stregato le masse con la sua Antipatia Gratuita e che invece come un pifferaio magico libera i suoi lettori di quel cinismo e la sfiducia nel genere umano.
Un sogno che diventa ossessione, una stanza segreta e un incontro inaspettato. All'inizio la storia sembra un assemblaggio di fatti ed eventi per nulla legati tra loro, ma poi la trama viene svelata e ci si rende conto di quanto sia stato abile l'autore a ingannarci con il suo intreccio elaborato e, in un certo qual modo, raffinato ed elegante. Lo stile è senza fronzoli, ma non privo di frasi memorabili. I personaggi vengono indagati a fondo, fanno scelte umane che li rendono tridimensionali e non semplici figurine di carta. Il titolo è una promessa in divenire, un invito a non cedere ai colpi sferrati dalla vita, per quanto duri e violenti possano essere, perché in fondo "andrà tutto bene". In definitiva, lo consiglio a tutti.