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Così allegre senza nessun motivo

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Gertrude Stein ha detto "l'America è il mio Paese, Parigi è la mia città". È così anche per Patti, Manu, Lily, Alice, Yumiko e Sandra: Parigi è la loro città, una casa scelta per (ri)costruire la propria vita quando ormai sentivano che il luogo dove erano nate non le accoglieva più o non le accoglieva abbastanza. Sono donne diversissime accomunate da una grande passione, quella per la letteratura: le loro strade infatti sono confluite nel club di lettura Les Chiennes Savantes, dove si confrontano su saggi e romanzi, e insieme raccontano sé stesse, le passioni che le animano e le difficoltà con cui spesso devono fare i conti. Una polifonia al femminile, un mosaico di splendide donne che non hanno mai smesso di essere ragazze e continuano ad affrontare la vita con la tenacia, la caparbietà e il fuoco che da sempre le anima.

189 pages, Paperback

Published June 1, 2019

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Rossana Campo

33 books21 followers

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5 stars
6 (4%)
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25 (20%)
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2 stars
36 (29%)
1 star
10 (8%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Delfi.
132 reviews23 followers
February 27, 2020
Quale allegria
Mi spiace tanto aver pensato alla splendida canzone di Lucio Dalla, mentre leggevo questo libro e anche quando l’ho finito; ma penso anche che questo pensiero possa essere stato ispirato, inconsciamente, dal desiderio di risarcirmi dalla bruttezza della lettura.
A parte che di allegro non ho trovato praticamente nulla, mentre un titolo come “Così noiose e per svariati motivi” sarebbe meglio calzato sulla copertina di questo volumetto.
Vado quindi ad argomentare il mio giudizio.
1. Le protagoniste, tutte indistintamente, sono oche starnazzanti; si incontrano per commentare libri, hanno messo su uno pseudo circolo di lettura, ma più che altro si incontrano per gustare e commentare a gogò con gli aggettivi più triti, le prelibatezze che la padrona di casa acquista o cucina per le suddette riunioni, commenti che comprendono anche il “io faccio il bis”, “eh, ma poi ingrassi!”
2. Parigi è uno sfondo, la citazione di luoghi un modo per confermare che siamo a Parigi, eh! ma chi se ne frega! Se per incontrare un gruppo di donne svalvolate bisogna vivere a Parigi, meglio me ne rimanga nella mia Italia, le svalvolate sono ben diffuse ovunque! Anche gli svalvolati, se è per questo
3. Stereotipi in grande generosità, con particolare insistenza sulle caldane pre-post menopausa, per non parlare dei luoghi comuni sui rapporti sessuali, che siano omo o etero. Ora, io di rapporti omo non m’intendo, ma possibile che donne lesbiche usino parole come “mi ha preso subito?” “Tu non devi andar subito al sodo una volta che hai conosciuto una donna” e via dicendo.
4. Scrittura pochissimo accurata, qualche anacoluto - lasciamoli a Manzoni, per la miseria! - dialoghi insignificanti, posso dire proprio scemi? non sarà politicamente corretto, ma sincero sì.
5. Situazioni del pari insignificanti: due amiche (amiche?) finiscono per litigare rotolandosi a terra e colpendosi con pugni, la voce narrante, la Patti, un microcosmo di vacuità, pensa, e cito testualmente: “ma ero lì bloccata col mio tronchetto in mano, ho pensato che dovevo metterlo via, dovevo proteggere anche il dessert dalla furia di Alice” Giusto! - dico io - Salviamo almeno il dessert!
6. E poi il colpo di scena finale, “Mamma, sei proprio tu! Figlia mia, ti ho ritrovata!” Non sono le parole del libro, ma la mia sintesi personale, genere telenovela, insomma!
Concludo dicendo che non ero prevenuta nei confronti di Rossana Campo: anni e anni fa avevo letto il leggero, ma gradevole “In principio erano le mutande”: ecco, era meglio rimanere al principio.
Profile Image for Giaele Lovato.
Author 2 books8 followers
August 13, 2019
Bello, bello, bello.

Forse un po' lento in alcuni punti, ma oltre ad un intreccio di storie molto interessante e accattivante, fornisce grandi spunti di varie letture grazie ai titoli che leggono Pat, la protagonista, e le sue amiche del club del libro.
Anzitutto parla di donne che hanno un'età che va dai 40 ai 50 anni, quindi affrontano tematiche di vita vissuta (con tutto il bagaglio emotivo che una donna può avere) ma soprattutto del presente, dimostrando che ci si può sempre reinventare anche quando si finisce a terra. Non importa l'età, l'orientamento sessuale e il colore della pelle; in questo libro c'è tutto quello che manca al giorno d'oggi: l'integrazione.

La fine non è una fine, così come l'inizio non è un inizio. Si entra nella storia quando è già iniziata, e finisce senza mettere un punto e stop, così come molti altri libri lasciano il gusto dell'immaginario.

Interessanti i dialoghi scritti senza essere evidenziati da virgolette o altro; sembra di essere seduti a tavola con queste donne mentre discutono.
Profile Image for Floriana Amoruso.
1,343 reviews12 followers
July 2, 2019
https://labibliotecadellibraio.blogsp...
Letto e recensito da Iaia
Ci sono 6 amiche italiane che vivono a Parigi, si incontrano una volta alla settimana per parlare di libri. Sono donne la cui età va dai 45 ai 50 anni, ma ancora piene di vitalità. Ognuna di loro ha le sue caratteristiche, lavora, ha problemi e tra di loro c'è una bella affinità. Una di queste è Patti, di cui si conosce qualcosa del suo passato, mentre delle altre non si sa quasi niente.
E' scritto in modo insolito.
I dialoghi non sono evidenziati con i due punti e il trattino, ma non crea alcuna confusione.
Non sono molto soddisfatta della storia, perché c'è un epilogo che non spiega granchè e il finale mi ha lasciato spiazzata. Visto che nel libro si toccano argomenti importanti, il non conoscere come si conclude ciò che era iniziato non mi è andato giù. Quindi, secondo il mio personale parere e mia logica, non posso dare una buona valutazione.
Profile Image for GiulsProietti.
75 reviews7 followers
September 26, 2019
2,5/5

Sarebbe stato 3/5, non fosse stato per l'agnizione finale che ha immediatamente trasformato la scena in una commedia plautina.
Complice il mio non essere esattamente compresa nella fascia di pubblico cui il volume è diretto, in molti punti ho trovato difficile immedesimarmi e farmi trasportare dalla narrazione. Trovo che sarebbe molto divertente vedere questo libro trasposto in un film, la forma "letteraria" si addice meno alla storia.
Nonostante io abbia trovato interessanti alcuni passaggi, in particolare, probabilmente perché li sentivo più vicini a me, quelli che riportavano i ricordi della protagonista, l'impressione generale è quella di un'opera dipinta con tratti grossolani in cui i personaggi non spiccano se non per caratteri estremamente stereotipati.
Profile Image for Gabriella.
174 reviews2 followers
May 22, 2022
La cosa importante, parlando di pregiudizi è non pensarsi mai immuni.
Quando ho iniziato a leggere questo libro ho provato un po' di fastidio; ho pensato che le descrizioni delle donne fossero troppo incentrate sulle caratteristiche fisiche e, mi sono detta, che una donna dovrebbe avere maggiore considerazione e cura, che quelle stesse etichette avrebbero potuto facilmente ricadere sulla stessa protagonista o le sue più care amiche.
La verità è che un giudizio del genere è frutto probabilmente del pregiudizio positivo che ho sull'omosessualità, che è limitante quasi quanto quello negativo; bisogna riconoscere che c'è pluralità ovunque e che ciascuno, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, è lontano/a dall'essere perfetto/a e ha diritto a non esserlo, senza per questo deludere le attese di nessuno.
Quindi, dopo questo avvio un po' stentato, ho trovato nelle pagine di questo libro un universo che mi sono resa conto di conoscere davvero marginalmente e che malgrado l'evidenza ho sempre avuto la pretesa di comprendere, senza mai essermi in realtà interrogata troppo a riguardo.
L'ambientazione, ovvero la città di Parigi, aiuta sicuramente a definire tutto senza attribuire connotazione di straordinarietà, ogni elemento risulta naturale; per questa ragione suona davvero stridente l'intervento di chi si fa invece portatore di un punto di vista retrogrado e lontano dal sentimento che permea l'intero volume.
Ci sono poi tanti elementi forti e duri all'interno e forse questo è l'interrogativo che resta alla fine, se non sia ancora venuta al mondo una generazione che, per esprimere se stessa collocandosi nell'universo LGBTQ+, non debba necessariamente attraversare una piccola grande quotidiana fatica di Sisifo, prima di trovare il proprio posto nel mondo (per chi ci riesce).
Profile Image for Veronica.
57 reviews
August 16, 2019
Con questo romanzo ho scoperto un'autrice che non mollerò più!
La storia di un gruppo di amiche in menopausa, o in prossimità di questa, che si ritrovano ogni settimana a parlare, e sparlare, di un libro scritto esclusivamente da una donna, e nel frattempo si perdono tra litigi, lacrime, risate e riflessioni sul ruolo femminile nella società moderna, mi ha davvero rapito.
Mi sono presa un pomeriggio ad ascoltarle e mi sono subito sentita parte di questo vivace gruppetto. L'argomento più dibattuto è stato ovviamente l'amore, che fosse tra uomo e donna, donna con donna, o madre figlia, poco importava. Quasi tutte hanno raccontato di se stesse, delle proprie paure e delle rivincite prese. Ma è Patti che ho seguito maggiormente, ovvero la voce narrante. Con lei sono andata indietro nel tempo, alla sua fragile adolescenza in simbiosi con la sua strampalata amica del cuore Linda, la stessa che lascerà un vuoto incolmabile nella Patti diventata adulta, incapace di non buttarsi a capofitto in relazioni con donne che approfittano del suo buon cuore.
Per fortuna, il passato toglie, ma il passato è anche capace di ridare indietro seppur in forma diversa.

Libro davvero bello, che offre diversi consigli di lettura per approfondire il tema femminista e femminile.
2 reviews
December 20, 2025
Gertrude Stein ha detto "l'America è il mio Paese, Parigi è la mia città". È così anche per Patti, Manu, Lily, Alice, Yumiko e Sandra: Parigi è la loro città, una casa scelta per (ri)costruire la propria vita quando ormai sentivano che il luogo dove erano nate non le accoglieva più o non le accoglieva abbastanza. Sono donne diversissime accomunate da una grande passione, quella per la letteratura: le loro strade infatti sono confluite nel club di lettura Les Chiennes Savantes, dove si confrontano su saggi e romanzi, e insieme raccontano sé stesse, le passioni che le animano e le difficoltà con cui spesso devono fare i conti. Una polifonia al femminile, un mosaico di splendide donne che non hanno mai smesso di essere ragazze e continuano ad affrontare la vita con la tenacia, la caparbietà e il fuoco che da sempre le anima.
Profile Image for Alba.
738 reviews11 followers
September 24, 2019
Rossana non fallisce mai. Un libro di donne, donne un po' matte forse ma sempre assieme, sempre allegre, a cercare di capirsi. Un 'mai sentita così bene' dove ke ragazze, ora cresciute, affrontano con coraggio l'età della menopausa.
Profile Image for Lucrezia Arienti.
105 reviews1 follower
January 19, 2020
Mi spiace ma l'ho trovato veramente poco interessante. Ci ho messo più di due mesi a leggere 200 pagine, ogni due perdevo interesse e passavo ad altro...
Profile Image for Sara .
10 reviews12 followers
August 7, 2023
3.5, storia carina, finale frettoloso
Profile Image for Svalbard.
1,144 reviews68 followers
December 15, 2020
Un altro appuntamento con Rossana Campo, la scrittrice che praticamente sta accompagnandomi nella vita come un’amica che non si vede spesso ma per la quale l’affetto rimane immutato, a partire da quel suo primissimo libro, “In principio erano le mutande”, da me apprezzatissimo ma schifato senza nemmeno aprirlo dalla mia ragazza di allora, alla quale non andava giù il titolo evangelico-giovanneo (era una persona religiosa anche se del tutto a modo suo) ed era troppo lontano dai suoi amati Tolstoi e Dostoevskij. Un altro tentativo, oltre a Tondelli, di creare un’intesa letteraria finito nella pattumiera.

Il clima di questo libro ricorda un po’ il “Mai sentita così bene”: un gruppo di amiche quasi interamente italiane expat a Parigi, che si trova per fare delle letture, generalmente di autrici donne e tendenzialmente femministe. Il tutto intercalato da memorie di esperienze personali, e da altre vicende vissute dall’io narrante al di fuori delle riunioni. Diciamo che le ragazze, che lì avevano tipo 30 anni, qua veleggiano attorno ai 50, e molta della allegria scanzonata tardo-adolescenziale di quell’epoca è solo un ricordo. Sia pure con l’umorismo che nei libri della Campo non manca mai qui si affrontano delusioni, amarezze, la consapevolezza che il messaggio femminista non è sufficiente a evitare di rompersi le ossa contro il muro, tutto il repertorio del potere fallocratico-maschilista-eccetera che viene compulsato più per abitudine, spesso con ironia, che per il fatto di crederci davvero (tanto che spesso le attempate ragazze, ancora in vena di innamoramenti e passioni, finiscono per sbattere la faccia in questioni di cuore proprio come delle adolescenti ingenue e acritiche).

E non è che tra donne le cose vadano molto meglio. La protagonista-io narrante è lesbica (evidentemente l’autrice, dichiaratamente bisessuale e capace di raccontare con ammirevole imparzialità sia rapporti etero che lesbo, qui ha dato corpo alla seconda metà della sua identità sessuale) ma questo non le impedisce di essere usata e gettata via da altre donne che hanno solo voglia di divertirsi un po’ (ohibò, proprio come le donne dicono che generalmente fanno tutti gli uomini, o quasi) o, viceversa, fare lo stesso. O trovarsi a dover fare da “pattumiera” per paranoie, malinconie e drammi esistenziali di altre donne (presente, io mi sono ritrovato molto in questo: “Prende a fissare il bicchiere quasi vuoto che ha davanti. Ho paura di vederla scoppiare ancora in lacrime, non vorrei diventare il suo muro del pianto. Ripenso all’immagine sorridente e leggera che questa donna mi ha fatto vedere la prima volta, al bar di Rachida. Questo genere di cose, le belle signore che mi mostrano il retrobottega deprimente delle loro stupende vetrine, ne ho avuto abbastanza. All’inizio mi dicevo che non era male, significava che con me si sentivano libere di essere sé stesse, sincere, autentiche, niente finzioni né maschere. Poi mi è venuto il dubbio di essere stata trasformata in una strizzacervelli gratuita o in una pattumiera. E non l’ho trovato molto sexi.”) Il tutto si conclude con una colossale scena madre che coinvolge, tra le altre, un’amica-innamorata d’adolescenza rediviva come artista a Parigi e una ragazza misteriosa e inattuale, una specie di Amélie (comunque la Campo non fa la stupidaggine di tirare in ballo il personaggio cinematografico come termine di similitudine, tipico di scrittori incapaci di descrivere e inventarsi personaggi originali). E essere lesbiche, comunque, non pare affatto facile, c’è sempre una madre in agguato a sentenziare che è una vergogna.

Chiuso il libro con un sorriso, un po’ d’amarezza e un rimpianto: che gli uomini, nonostante tutto, non riescono ancora a parlare di sé con la stessa apertura e la stessa sincerità. E quando ci provano vengono accolti malissimo (vedi le ripugnanti reazioni che qui su Anobii è riuscito a mettere insieme l’ultimo libro di Piccolo, “L’animale che mi porto dentro”).

Al prossimo incontro, Rossana.
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