Al vanaf het begin van de menselijke geschiedenis, zijn we in beweging. Door het nomadisch bestaan van de eerste volkeren, maar ook door natuurrampen, klimaatverandering, oorlog en hongersnood hebben mensen zich over de hele wereld verspreid. Migratie is dus al zo oud als de weg naar Rome, maar waarom is het dan nu zo politiek gevoelig? Waarom vertrekken migranten? Waar gaan ze naartoe, in welke aantallen en om welke redenen? En vormen migranten een bedreiging voor de sociale en politieke orde? Al deze vragen worden beantwoord in dit gezaghebbende boek van een van de meest toonaangevende migratiewetenschappers van Groot-Brittannië. Dit prachtige boek behandelt de lange geschiedenis van migratie, bespreekt veel regio's en thema's, en geeft context en kleur aan een van de meest urgente kwesties van onze tijd. De tekst is aangevuld met een reeks levendige kaarten, foto's en krachtige grafische afbeeldingen.
ROBIN COHEN is emeritus hoogleraar ontwikkelingsstudies aan de Universiteit van Oxford en voormalig directeur van het International Migration Institute. Hij bekleedde wetenschappelijke functies terwijl hij onderzoek deed in o.a. Nigeria, Zuid-Afrika en Amerika en is een autoriteit op het gebied van internationale migratie en de culturele en sociale gevolgen hiervan. Hij schreef eerder Frontiers of identity: the British and the others, Global diasporas: an introduction en Migration and its enemies.
📚 "Migrazioni" di Robin Cohen: le mappe per capire perché ci spostiamo fin dall'inizio dei tempi
In questi anni sentiamo molto parlare di migrazioni e migranti, un argomento scottante e attuale, usato spesso per cavalcare le paure di molte persone. Migranti visti a volte come minaccia alle nostre tradizioni, ai nostri posti di lavoro, come attori di un fenomeno nuovo o in aumento.
Ma in realtà, come spiega bene Robin Cohen nel suo "Migrazioni - Storia illustrata di popoli in movimento" (Giunti, 2019) l'essere umano si muove e si sposta fin da quando esiste e la nostra cultura attuale - con quelle che chiamiamo "tradizioni" - non è altro che il frutto di un mix sempre in cambiamento ed esposto a continui scambi.
Non è facile rendere immediata la lettura di una questione così complessa, ma Cohen (sociologo, professore emerito di studi sullo sviluppo ed ex direttore dell'International Migration Institute dell'Università di Oxford) ha raggiunto l'obiettivo. Il suo è un libro che - pur fermandosi in certi punti alla superficie, ma per approfondire tutto servirebbero intere enciclopedie - vale davvero la pena leggere. E allora ecco tre buoni motivi per farlo:
1️⃣ Il libro è un insieme di mappe, illustrazioni, grafici e infografiche che rendono la lettura molto immediata e ricca di dati e numeri sulle migrazioni nel corso del tempo ma anche nella geografia, con spazio anche a interviste ed episodi specifici per spiegare meglio. Sono diversi gli elementi presi in esame: il fattore storico-temporale, certamente, per dimostrare che l'uomo si sposta da quando esiste, ma poi anche quello geografico per spiegare in che modo ci si sposta e per andare dove, e infine quello sociologico per mostrare le cause degli spostamenti, permanenti o temporanei.
2️⃣ Per comprendere, come dicevo prima, che l'uomo si sposta da sempre. Il libro inizia esaminando gli spostamenti dei primi esseri umani. Siamo convinti che i nostri antenati siano comparsi un po' in tutto il mondo contemporaneamente, ma non è affatto così: dalla "partenza" in Africa circa 200mila anni fa, si arriva alla punta del Sud America, popolata "solo" 10mila anni fa, compiendo un percorso abbastanza preciso e molto affascinante, ricco di storia, evoluzione, scambi.
3️⃣ Quando pensiamo ai migranti tendiamo sempre a pensare a popolazioni molto povere o tormentate dalla guerra che, mosse dalla disperazione, si muovono da un luogo per raggiungerne uno di maggior benessere. Ma il libro prende in esame il fenomeno a 360 gradi, parlando dunque anche delle migrazioni climatiche (molti dicono che saranno la sfida del futuro, ma in questo "futuro" ci siamo già dentro in realtà da diverso tempo), gli emigrati previdenziali e le "lifestyle migration", gli studenti internazionali che si fermano nel Paese in cui hanno studiato. Infine il libro dedica capitoli a parte ad altri aspetti della mobilità e dei suoi disagi, come il turismo di massa. Un libro in grado di aprire la mente, adatto a tutti, davvero da leggere.