Un figlio e suo padre, raccontati nel loro stridente rapporto d'amore e di educazione alla vita, in cui c'è chi detta le regole e i tempi, e chi li deve seguire. Per il protagonista "diventare grande" significa bruciare ogni tappa nel gioco, nello sport, nel sesso e persino nella morte. Bisogna fare tutto bene e soprattutto presto. Così vuole il padre, proprietario di ogni suo pensiero, in una rincorsa verso la crescita che travolge debolezze, paure, sentimenti. Fino a quando il suo mito va in frantumi, e con lui si sbriciolano miseramente tutte le certezze: niente più traguardi, niente più amore.
da questo libro mi aspettavo qualcosa di diverso: il racconto del rapporto tra padre e figlio, peccato che si sia trasformato nel racconto delle esperienze sessuali del protagonista OK, l’adolescenza è un periodo di transizione abbastanza duro, però speravo che non si perdesse in questo limbo, come invece è successo
allo stesso tempo l’ho trovato un libro complicato: due persone che si trovano l’una di fronte all’altra, separate da un muro che loro stesse hanno costruito pensando di abbatterlo un libro che ancora una volta racconta di quanto la mancanza di comunicazione possa essere più che pericolosa, fatale - sarebbe stato bello leggere anche il punto di vista del padre, un impacciato che non sa come avvicinarsi al figlio
bella l’idea di diluire il “presente” alla fine di ogni capitolo, strategia che mi ha permesso di voler arrivare alla fine al più presto ed è proprio la fine il riassunto di tutto un po’ prevedibile ma allo stesso tempo spiazzante, triste, fredda ma calda e piena d’amore allo stesso tempo… perché non è vero che non si vuole bene a nessuno
Quando hai voglia di crescere ti attacchi a qualsiasi occasione che ti faccia avanzare di un passo e se questa occasione ti viene offerta da quello che è il tuo eroe, cioè tuo padre, puoi stare tranquillo che avrà un sicuro successo. Ma cosa accade se poi il tuo eroe ti dà un consiglio che lui stesso disattende? Cosa succede se la vita ti offre l’imprevedibile per cui tuo padre non ha la ricetta giusta? Vediamo tutto attraverso gli occhi del protagonista, nella sua crescita attraverso gli anni cruciali dell’adolescenza, tra i 13 e i 17. E ci sentiamo partecipi delle sue avventure, forse anche troppo, tanto che non possiamo non essere solidali con lui nelle scelte che compie, anche se ci disgustano le sue azioni. Forse è proprio questo che disturba un po’ nel libro: il fatto che qualsiasi desiderio sarà realizzato e comunque ne esca una persona che lui stesso definisce spregevole. Ed il titolo è così servito..
C'è una buona capacità di scrittura e una buona fluidità del testo. Su questo non si discute ed è da elogiare. Una penna molto buona, che ha solo bisogno di maturare. Si, perché pecca un po' sul resto. Insisto tanto sui personaggi, anche in altri recensioni, perché sono convinto che una delineazione precisa dei suddetti sia quello che porta il testo ad un livello superiore e che permette di evitare alcune scelte che invece lo fanno scadere. In particolare, qui si sente un assenza di "approfondimento" delle scene, soprattutto all'inizio. Tendono ad essere affrettate, a sembrare più un riassunto che un racconto vero e proprio. E' un susseguirsi che non si sofferma su nessun punto in particolare, senza far entrare il lettore nella vicenda ma facendogliela scorrere davanti, come quando un amico al bar racconta cosa gli è successo il giorno prima. Questo perché si vuole aggiungere alla storia mille esperienze (che si sarebbero anche potute evitare, bastava scrivere bene tutti i personaggi e approfondire quelle più buone) ma senza una struttura solida dietro e, a parte il protagonista (anche su di lui ci sarebbe da discutere, ma, rispetto al resto, diciamo che va bene), tutti i personaggi sono delle macchiette fumose senza differenziarsi davvero se non per il nome. E i dialoghi, ridotti all'osso, sono neutri e senz'anima. Un po' come (indovina un po'?) i personaggi. Il tema trattato è abbastanza banale, e forse non tanto condivisibile; ma ehi, qui si entra nel puro soggettivo. Conviene metterci un punto, perché magari qualcuno potrebbe apprezzarlo e persino trovarci degli spunti di riflessione. Nonostante tutto è un buon testo e l'autore è bravo. Si vede che dentro non c'è solo una storia, ma anche un pezzo di lui, e la cosa mi intenerisce.