Abitudine, stabilità, nessuna sorpresa. Nessun pericolo. Tutta la mia vita si è adattata a una routine inattaccabile che mi fa sentire sicura, sin da quando ho lasciato Londra. Vivo di scadenze imposte, di attimi rubati e secondi concessi. Vivo delle emozioni che si mostrano in rintocchi cadenzati ben precisi, i quali mi permettono di interpretare il linguaggio silenzioso, la mia unica costante. Almeno fino a quando i suoi maledetti occhi non trafiggono di nuovo i miei. E il tempo smette di scorrere. Stephen Holland mi ha trovata persino in questo piccolo e celato angolo di mondo, e adesso implora il mio aiuto. Sta cercando i miei occhi, proprio come un tempo. Ma accettare significherebbe tornare dove tutto è cominciato e non posso rischiare di cadere di nuova in quella sincronia che mi ha imprigionata già una volta. Non posso divenire di nuovo schiava di quegli occhi policromatici che un tempo rappresentavano la mia salvezza. Oggi la mia condanna.
Mi ero detto che mi sarebbe bastato un solo istante per guardarla negli occhi e riprendere fiato, poi l’avrei lasciata andare di nuovo. Mi sbagliavo. Mi sono sempre sbagliato su tutto da quando Megara De Medici è entrata in collisione col mio mondo, diventando l’emozione in grado di fermare il tempo. La mia unica emozione. Non avrei dovuto seguirla fino a questo paesino troppo piccolo per esistere e, di sicuro, non avrei dovuto invadere il suo spazio personale. Ma non ho avuto altra scelta, non quando i fantasmi corrotti di un passato sfocato e senza colori che speravo di aver tumulato stanno strepitando per irrompere nel presente. Ciò che conta è che resti dove possa vederla. Così che io riesca a capire come combattere per lei. Ti salverò, Megara. Ti ho trovata. Ti vedo. Ti ho sempre vista.
Deborah P. Cumberbatch è sempre stata dipendente da tre elementi: caffè, pizza e libri.
Lettrice compulsiva, è ossessionata dalle parole e dalla magia che possono creare con il loro semplice intrecciarsi: ha un amore incondizionato per qualunque buon libro, sono sempre stati un porto sicuro in mezzo al caos della vita. La lettura e la scrittura hanno sempre avuto il sapore di casa per lei. Il suo modo per respirare.
Cresciuta con la Disney, ha fatto suo il mantra del creatore di universi che le ha insegnato a nonarrendersi mai: “Se puoi sognarlo, puoi farlo. Ricorda sempre che questa intera avventura è partita
Ho iniziato questa dilogia pensando ad un normale Office romance, invece Deborah mi ha spiazzato, una storia assurda nelle emozioni, tanti segreti, tante cose non dette e tanto amore in tutte le sfaccettature. Stephen e Meagara, il loro rapporto è fin da subito di odio e passione, si percepisce la loro tensione sessuale ai massimi livelli, ma sono colleghi e questo complica tutto ma ci sarà un gioiello puro che farà da Cupido, la figlia di Stephen, Lily.
Ho amato questa dilogia ai massimi livelli, l’ho divorata, ho amato tutto e tutti e grazie a Deborah per avermi fatto passare dei giorni meravigliosi, mi ha fatto sognare, grazie.
«Ogni maledetto giorno, Megara De Medici. Da quando ti ho vista la prima volta, non riesco a ricordare un attimo in cui tu non mi abbia invaso la testa. I pensieri. Le parole. Le emozioni. Sei dentro di me ogni maledetto istante. Sei la mia emozione.»
"Ibi ego" è il secondo volume della dilogia Lie Detectors e seguito di "Ibi tu". La storia riprende circa due anni dopo l'epilogo del primo libro che mi aveva lasciata nel panico e smarrita. Megara ora vive in Irlanda, ha lasciato Londra, ma soprattutto la sua famiglia, la Holland Investigation ed anche lui: Stephen, che però non ha lasciato la sua testa ed il suo cuore, nonostante tutto. Proprio mentre cerca di rifarsi una vita, Stephen ritorna all'improvviso e solo incrociando i suoi occhi dopo due anni, Megara riprende a respirare e si sente finalmente a casa, anche se non dovrebbe essere così. Stephen non può stare lontano dalla "sua emozione", ma più di tutto la deve proteggere da un passato che, a volte, torna per aggiustare i conti. E così propone alla ragazza di aiutarlo in un caso investigativo, ma per farlo Megara dovrà tornare a Londra. Cosa farà, seguirà ancora gli occhi dell'unica persona che l'ha sempre vista?
«Grazie, Stephen» dice con calore. «Per cosa?» «Per avermi ritrovata.» «Sempre.» Io ti troverò sempre, maledetta donna.
Lo confesso, avevo paura di iniziare questo romanzo perché con il seguito di un libro non si sa mai. C'era il rischio di rimanerne delusa dopo le emozioni che avevo provato con il primo. Ebbene, non è stato così. Anche questa volta Deborah mi ha tirata dentro la storia e mi ha fatto provare un caleidoscopio di emozioni che sicuramente Stephen e Megara avrebbero letto sul mio viso: dalla sofferenza alla rabbia, dalla dolcezza all'amore, dall'ansia alla sorpresa per dei colpi di scena assolutamente sensazionali ed imprevedibili!
Mai come in questo libro la vita di Megara, di Stephen e del team dedicata alla cinesica e alle indagini si intersecherà con la loro vita privata. E, a mio avviso, questa volta Deborah è riuscita a creare dei casi ancora più elaborati e coinvolgenti a livello emotivo rispetto ai precedenti, da veri e propri telefilm americani. Non posso dirvi assolutamente nulla perché è tutto da scoprire, ma posso dirvi che alcuni momenti saranno difficili e commoventi a causa delle persone che ne sono coinvolte. Ma poi per dare una carezza ad esse e al lettore ogni tassello andrà al suo posto, perché così doveva andare, perché così il filo del destino vuole e sarà davvero bellissimo.
Il rapporto tra Stephen e Megara, invece, sembra essere ormai rovinato dall'evento di due anni prima, proprio loro, che sono uno l'evento sincrono dell'altro. Ma gli occhi non mentono mai, Megara vede in profondità quelli di Stephen, ci legge dentro e capisce che si nasconde qualcosa di non detto. Allora lo metterà alle strette in ogni modo possibile per far uscire quella verità che potrebbe ancora salvarli. Stephen tenterà in tutti i modi di resistere e di proteggere la sua "piccola volpe" da questo passato ingombrante e pericoloso che sta tornando, ma l'amore è ancora lì, intatto e l'attrazione ancora troppo potente per fare finta di niente. Anche grazie alla sorpresa dei capitoli con il punto di vista di Stephen conosciamo nuovi suoi lati, come l'essere combattivo per la sicurezza di Megara e soprattutto uno Stephen vulnerabile, che in alcuni momenti metterà a nudo le sue emozioni. E se già il mio amore per lui era alto, in questo libro raggiunge livelli sconfinati. Mi ha fatto battere il cuore, mi ha commossa, mi ha fatta sospirare sia per quello che dice sia per quello che non dice. È un uomo che sembra essere di ghiaccio e inespugnabile, ma che in realtà nasconde un mondo e che quando ama lo fa totalmente, anche a costo di soffrire pur di proteggere le persone a lui care. Non riesco nemmeno a spiegarlo a parole perché Stephen è da conoscere tra le pagine.
Forse dicendo che nella vita vera sogno uno come lui o niente, per rendere più chiara l'idea. Lui così rigido con le sue emozioni, poi è in grado di farti sciogliere nelle tue.
«Che tipo di emozione sono, Stephen?» «Quella che dà un senso a tutte le altre.»
Anche Megara in questo volume l'ho adorata ancora di più. Per il suo mestiere difficilissimo, che potrebbe soffocarti per la potenza delle emozioni che ogni caso comporta, ma lei le affronta sempre portando a termine il suo lavoro con empatia, testardaggine, coraggio, gentilezza e mettendoci il cuore. Lei crede che l'essere così umana sia il suo punto debole, ma in realtà, come le dice Stephen, è il suo punto di forza e vi assicuro che se non fosse stato per lei tante persone non si sarebbero salvate. E poi l'ho adorata come ragazza che si rialza sempre come una guerriera, nonostante le delusioni che sembrano essere causate dalla persona in cui riponeva la fiducia più assoluta. E l'ho adorata per essere stata il contenitore di emozioni di Stephen, il suo porto sicuro quando lui ne aveva più bisogno. Anche quando lui non avrebbe voluto.
«Ma c’è una cosa che proprio non vuoi capire» dice con voce roca e imponente come il suo corpo. Non manifesta alcun cenno di esitazione, nessuna scintilla che mostri pentimento per le sue parole o disagio. Ha appena affermato quella che per lui è una verità assoluta, un dogma. «Tu, Megara. Solo tu.Tu sei il mio qualcosa di sacro.»
Ritroveremo anche qui gli altri membri della famiglia come Tara, Sarah, Thomas, Neil, il piccolo e tenero Alex, soprattutto la piccola e fantastica Lily, ma con qualche new entry molto speciale. Perché questa storia non riguarda solo Stephen e Megara ma tutti, come spesso accade nei romanzi di Deborah.
Che dirvi, è stato un viaggio stupendo e ho fatto fatica a trovare le citazioni da inserire qui perché sono una più meravigliosa dell'altra. Ho fatto fatica a scrivere queste righe perché tante cose sono accadute nel libro ed ognuna di loro mi ha suscitato qualcosa. Le scrivo con una certa nostalgia perché Deborah è capace di farti sentire dentro al romanzo e parte di una famiglia. E quando la si lascia c'è sempre questo senso di vuoto iniziale. Non riuscivo ad abbandonarli tanto che gli ultimi dolci ed emozionanti capitoli li ho letti con il contagocce per non farli finire. Questa dilogia con i suoi personaggi mi è entrata nel cuore, quindi non la lascerò andare del tutto perché si è presa un bel pezzo di me. Ma sono anche sicura che non sia proprio un addio, vista la sorpresa sul finale, che non avrei mai detto di anelare così tanto! (Deborah, tu sai 😂)
Grazie Deborah, sai scrivere di emozioni ma sai anche farle provare. Sono stata proprio fortunata l'anno scorso ad aver trovato per caso sulla mia strada un tuo romanzo perché mi ha permesso di conoscere te non solo come autrice, ma anche per la splendida ragazza che sei. Grazie Megara, Stephen, la piccola Lily e tutti gli altri per avermi permesso di entrare nella vostra caotica, ma stupenda famiglia e di farne parte, con il cuore e con la mente.
«Amore mio. Te lo prometto.» Sfiora le mie labbra con le sue, pronunciando le successive parole in un respiro che diventa di entrambi. «Ovunque tu andrai, io là sarò. Per sempre.»
Review Tour – Ibi ego di Deborah P. Cumberbatch – contemporary romance e volume conclusivo della dilogia Lie Detectors, pubblicato in self lo scorso 20 marzo
Datemi “un quarto di secondo”, non sono pronta a parlarvi lucidamente di questo libro, datemene un altro perché non riesco a lasciare andare Stephen, Megara, Jax e soprattutto Thomas. Lo sapete, ho un debole per il fratellino del fulgido dottor Holland, e a dirgli arrivederci proprio non riesco. Sono passati otto mesi dalla pubblicazione di Ubi tu, primo volume della dilogia Lie Detectors, periodo di tempo in cui la mia partner in crime Roberta Moscato delle Cosmo ed io abbiamo minacciato più o meno velatamente la piccola “nanuzza” malefica, Deborah P. Cumberbatch, di riempirla di botte, se non ci avesse dato al più presto un seguito, un finale, delle armi per far fuori Stephen Holland. Perché ricordate tutti come è finito Ubi tu, giusto?
Lo ricordate il senso di frustrazione, la rabbia e le parolacce che abbiamo urlato? Io ricordo pure un Kindle lanciato contro il muro. Mi sono più volte chiesta come la nostra adorata autrice avrebbe fatto quadrare il cerchio avendo lasciato tantissima carne al fuoco e una Megara tradita in maniera brutale dall’unico uomo che era riuscito a farle credere di nuovo nell’amore, Stephen, la sua emozione, il suo evento sincrono. Lo stesso uomo che da buona sicula che si rispetta avevo promesso di uccidere con le mie mani, o con la frittata di carciofi e patate che mi ha regalato, giusto ieri sera, un avvelenamento da cibo. Perché una sicula può perdonare ad un uomo qualsiasi cosa, i calzini lanciati fuori dal cesto della biancheria, i suoi vuoti di memoria per anniversari e date importanti, ma un tradimento, vero o presunto, una sicula come la sottoscritta non solo non lo perdonerà mai, ma troverà tantissimi modi fantasiosi, che comprendono anche pene corporali, per far fuori il fedifrago.
Ti ho odiato, Stephen, ti ho odiato per gran parte della narrazione, e pur intuendo le tue motivazioni continuavo a mandarti le mie maledizioni. Non mi hai incantata con i tuoi occhi dal colore indefinito, anche se questa volta per far sbollire la mia rabbia, non quella sacrosanta di Megara, ma la mia, l’autrice ci ha permesso di aprire una finestra nei tuoi pensieri. A differenza di Ubi tu, infatti, in Ibi ego troviamo anche il POV del nostro Dottor Emozioni, e questo ha reso la narrazione non solo più fluida, ma ci ha dato la possibilità di conoscere meglio un personaggio che nel primo libro avevo paragonato ad un automa.
Sono passati due anni dall’ultima volta che gli occhi di Megara hanno incrociato quelli di Stephen, due anni in cui la nostra lie detector, mollato il lavoro a Londra, si è rifugiata a Doolin, un paesino dell’Irlanda occidentale. Ha ricominciato la sua vita, ha abbandonato il suo sogno, la sua famiglia fatta di amici, ha rinunciato alla piccola Lily, la figlioletta di Stephen, e insegue la felicità insegnando in una piccola università irlandese. Non ha più avuto alcun contatto con l’uomo che l’ha tradita, facendo scomparire la luce dal suo sguardo. Ma Stephen non l’ha mai lasciata andare veramente, ha continuato a seguirla con discrezione, l’ha tenuta lontana negandosi la possibilità di essere felice. Ed è grazie ad un cold case mai risolto che va a riprendersi la sua piccola emozione.
“Un solo istante. Mi ero detto che sarebbe bastato un solo istante per guardarla negli occhi e riprendere fiato, poi l’avrei lasciata andare di nuovo. Mi sbagliavo. Mi sono sempre sbagliato su tutto da quando Megara De Medici è entrata in collisione col mio mondo. Diventandone il centro di gravità.”
Puntando sulla ambizione della sua piccola volpe, la strega che gli ha rubato il cuore, convince Megara a tornare a Londra per seguire un vecchio caso mai risolto, legato alla morte di un docente universitario. Un caso che ha deciso di riaprire perché non ama che ci siano indagini irrisolte nel suo lavoro, ed è convinto che solo Megara possa far luce sulla vicenda.
La donna accetta di tornare al suo vecchio impiego a condizione di non avere alcun contatto con il suo mentore, non vuole di nuovo lasciarsi ammaliare dall’uomo che credeva sarebbe stato il suo evento sincrono, la sua unica emozione. Ma sarà capace di tenere separati cuore e ragione? Saprà opporsi a ciò che le detta il cuore? Perché i gesti di Stephen sono inequivocabili, l’ha tradita perché non l’amava, ma i suoi occhi, i suoi occhi raccontano un’altra storia. E Megara ha tutta l’intenzione di andare fino in fondo.
Non potete capire la mia fatica nel parlarvi di questo libro senza potervi raccontare di più. Ho cercato di mantenermi volutamente ai margini, non sono entrata nello specifico, perché Ibi ego dovete viverlo lasciando defluire tutte le emozioni che vi regalerà. Non vi racconterò niente che possa rovinare la vostra esperienza di lettura. Posso però dirvi che Deborah si è superata: se avevo premiato Ubi tu con uno smeraldo, Ibi ego merita una miniera di pietre preziose. Stiamo parlando di una autrice poco più che ventenne che mi ha accalappiato con la sua penna avvolgente. Questa nanuzza merita di essere corteggiata da grandi case editrici , merita di vivere del suo lavoro di scrittrice, merita tantissime lettrici adoranti, perché è brava, ma brava davvero. Non lascia niente al caso, e ve ne renderete conto leggendo Ibi ego. C’è tantissimo studio dietro la stesura del romanzo, i due casi presentati in questo libro si fondono a meraviglia con la narrazione, diventando complementari alla storia. Rappresentano le risposte alle domande che ci eravamo poste alla fine di Ubi tu, per comprendere il perché delle scelte di Stephen, perdonarlo e concedergli il giusto finale felice. Consapevoli di dover lasciare andare due personaggi strutturati a meraviglia, scandagliati e spogliati di tutto il loro vissuto.
È solo un libro, me lo ripeto sempre, ma se riesce a creare un’onda anomala, se cementifica nuovi rapporti – Deborah non lo sa, ma grazie ad Ubi tu ho conosciuto un’altra incredibile blogger che parla di sé in terza persona, la metà della mia mela, la parte folle che manca per un TSO immediato: Roberta Moscato, fai ciao ciao con la manina –, se un libro ha un tale potere, allora ben vengano queste emozioni.
E continuo a ripetere che è solo un libro, ma arriva in un momento di grande dolore e incertezza. Costretti a casa, prigionieri di un virus che ha deciso di piegarci ma che non riuscirà a spezzarci, Ibi ego è la risposta per staccare la spina, per spegnere i pensieri, per emozionarsi e commuoversi, e lasciarsi andare ad un arcobaleno di colori scintillanti.
È solo un libro, è vero, per�� è scritto con il sudore della fronte di una piccola ma grande autrice, che ancora una volta si avvale dell’editing di quella che lei chiama fata madrina, Mandy Moon, eccellenza assoluta nel campo delle correzioni.
E infine, è solo un libro, ma ha scosso il mio lato cinico, ha regalato lacrime di commozione, evasione, e quando un’autrice ha questo potere non si può fare a meno di leggerla.
Riconfermo lo smeraldo e mi auguro che anche altri personaggi della dilogia abbiano la loro storia, e di esche durante la narrazione Deborah ne ha lanciate tantissime. Sta a voi coglierle e unirvi a me per torturarla affinché si sbrighi a raccontarcele.
Eccoci al secondo libro della serie Lie detector: la storia riprende circa un anno dopo dalla fine di Ubi tu, dopo l’evento che ha stravolto completamente la vita della protagonista lasciandola con il cuore a pezzi.
Megara adesso vive in Irlanda, insieme al padre, dove si sono creati una nuova vita. Lei insegna all’università dando anche una mano a risolvere alcuni casi, mentre il padre ha aperto un locale. Megara sembra essere riuscita a dare un senso alla sua vita, grazie all’insegnamento e al padre che le è stato vicino. Ma nonostante l’equilibrio che ha trovato non è felice, manca qualcosa alla sua vita. Ma ecco che all’improvviso si rifà vivo Stephen che le chiede aiuto per un caso che non è mai riuscito a risolvere.
Anche se non vorrebbe, un senso di giustizia la fa accettare e quindi torna a Londra, da quella famiglia che si è costruita. È stato un piacere ritrovare tutti i personaggi del primo libro. Soprattutto Thomas, che, devo dire, apprezzo sempre di più.
Un pregio del libro sta nel doppio pov che permette di conoscere meglio Stephen, cosa pensa, cosa sente e perché compie determinate scelte. I personaggi sono tutti caratterizzati in modo giusto, dando spazio a ognuno. I protagonisti si scontrano, incontrano e dovranno darsi moltissime spiegazioni. Cadranno le maschere e le emozioni prenderanno vita.
In questo libro ci sono moltissimi colpi di scena e alcuni davvero imprevedibili, cosa assai apprezzabile. La scrittura dell’autrice è fluida, coinvolgente. Unica nota negativa: in alcuni punti vengono ripetuti concetti già espressi chiaramente nelle parti precedenti e la cosa spezza il ritmo del racconto e l’immersione del lettore, appesantendo un po’ troppo il testo.
Ciononostante, Ibi Ego resta una buona prova, che conclude un ciclo ben pensato. Un romance interessante e fuori dagli schemi, assolutamente da leggere.
In questo brutto periodo sono di nuovo qui a rompervi le scatole, per parlarvi del nuovo romanzo di Deborah Cumberbatch, Ibi Ego.
Vi dico subito che si tratta di un secondo volume, perciò per chi non volesse leggere spoiler, consiglio la lettura del primo Ubi Ego.
Ora vi parlerò un po’ della storia...
I nostri protagonisti, Megara De Medicis e Stephen Holland, distanza l’uno dall’altro, li abbiamo lasciati indifesi, hanno fatto degli errori che entrambi pagano, soprattutto Stephen.
Sono passati due anni dal quel fatidico giorno, due anni in cui la vita di Megara è stata stravolta del tutto.
Ha lasciato Londra, le è stato offerto un impiego come insegnante a Limerick e nel tempo libero va ad aiutare suo padre a Doolin, un piccolo paesino dell’Irlanda, dove ha aperto un locale.
Ha cercato di dimenticare, di farsi una nuova vita ma nel momento in cui Stephen torna nella sua vita, come un tornado che sta per travolgerla, lei si trova in difficoltà.
Non lo ha mai dimenticato ma quello che le ha fatto è stato terribile e non ha intenzione di perdonarlo.
Stephen, d’altro canto non ha mai dimenticato la donna che lo ha fatto sentire vivo per la prima volta e stavolta, più che mai ha bisogno di lei.
Riuscirà a riportarla a Londra o Megara rinuncerà a lui per sempre?
Ora vi dirò il mio parere!
Per quanto mi riguarda la storia tra Megara e Stephen non ha rivali, come ti sanno coinvolgere loro, nessuno mai.
Un romanzo che mi ha preso sin dalle prime pagine, che mi ha emozionato, mi ha fatto riflettere su quanto la vita può essere imprevedibile e sulle sorprese che ci riserva.
Deborah tratta vari argomenti come la psicologia, spiegandocela nei minimi dettagli ma anche l’autismo in tutte le sue forme, facendoci capire quanto la nostra esistenza a volte può essere complicata.
La struttura del romanzo è come sempre impeccabile, lo stile di scrittura è lineare, omogeneo e permette al lettore d’immedesimarsi completamente nel romanzo.
Basta così! Non voglio dirvi altro!
Andate a leggerlo e non ve ne pentirete! Ve lo garantisce la vostra Ariel!
Un grande in bocca al lupo a questa fantastica scrittrice!
Sono passati due anni da quando Megara ha lasciato Londra, la Holland Investigation Agency e lui. Due anni in cui si è costruita una nuova quotidianità, facendo quello che tanto ama: la lie detector. Risolve casi per un’agenzia di Doolin e insegna cinesica all’Università locale. Due anni per lasciarsi alle spalle il dolore, il cuore a pezzi e i ricordi legati inevitabilmente a Stephen Holland.
Nonostante la distanza, nonostante le ferite ancora sanguinanti, Megara pensava davvero di essere riuscita a lasciarsi tutto dietro, ma quando i suoi occhi incontrano nuovamente quelli di Stephen, le sue convinzioni crollano. È bastato un attimo, è bastato incatenarsi a quegli occhi che sanno di mare in tempesta per ricadere nella trappola dei ricordi. Stephen è determinato a riportarla a Londra, chiede… implora il suo aiuto per un caso irrisolto di sedici anni fa, dopodiché la lascerà libera di scegliere se restare o continuare a scappare. Accettare significa ritornare laddove tutto è cominciato, ma la curiosità, la voglia di mettersi in gioco con un caso difficile come quello che le sta proponendo è una proposta troppo allettante, ma Megara è una guerriera che lotta per la verità e per la giustizia. Non si è mai abbastanza pronti per affrontare i demoni del proprio passato, ma se c’è una cosa che Stephen le ha insegnato, è che è possibile indossare una maschera e una corazza per difenderci da chi, già una volta, ci ha fatto del male, nascondere le proprie emozioni e far sì che non siano loro a vincere. Tornare per affrontare definitivamente le proprie paure e vincerle…
È questo che amo dei segnali cinesici: essi sono involontari, ma sempre legati ad un’emozione, pronti per accompagnare un discorso, sostituirlo, completarlo.
Secondo volume della dilogia Lie Detectors. Un’autrice che è stata una piacevole scoperta e una storia che promette di regalare incredibili emozioni. Aspettavo con una certa impazienza questo romanzo, curiosa di sapere come si sarebbe evoluta la storia tra Megara e Stephen, e mi complimento con l’autrice per non aver deluso le mie aspettative… anzi, per averle ampiamente superate.
Non parliamo di un romance come tutti gli altri, questo è qualcosa che va oltre, che scava nelle emozioni umane, che prende la vostra psiche e la porta alla luce del sole, che mette in dubbio tutto, a partire dal linguaggio emozionale, dalla comunicazione involontaria del nostro corpo. Gesti, posture, atteggiamenti che per noi sono semplice routine, all’occhio attento di un lie detector possono diventare un modo per leggere chi noi siamo e la vita che viviamo, come una sorta di mappa del tesoro. Movimenti impercettibili che durano frazioni di secondo, impossibili da cogliere se non con un occhio allenato come quello dei nostri protagonisti.
«Hai detto che ho qualcosa che tu non hai… cosa sarebbe?»
Mi fissa, soppesando attentamente la risposta, come se la sua vita dipendesse da questo. Da me. «Non ti limiti a osservare le emozioni» risponde con voce gutturale. «Tu le ascolti. Le senti. Sei la donna che sente tutto questo e questa è la tua più grande forza. Questo aspetto di te, questo tuo dono, ti porterà laddove io non potrò mai accedere.»
In questa storia non avremo un romance che prevale sulla suspense, ma i due elementi andranno di pari passo, dove finisce uno inizia l’altro, riscoprendo due personaggi che fanno cadere le loro difese quando si trovano vicini… troppo vicini. Mi era mancato tanto il caro Dottor Robot, che non fa trasparire nulla, e tutta la famiglia di vita della dolcissima Megara. È stato come tornare a respirare dopo essere stati a lungo in apnea, come se quegli stessi personaggi di carta fossero diventati gli amici di sempre, quelli con cui passare del tempo, quelli in grado di strapparti un sorriso quando tutte le tue difese cadono e le lacrime sono l’unica compagnia che vorresti. È stato confortevole tornare ad abbracciare Thomas e Neil, vedere, o sarebbe meglio dire percepire la felicità sui loro visi e per essere riusciti finalmente a superare la paura dei pregiudizi. Ci troveremo immersi in casi complicati, che non sembrano avere una risoluzione… i lettori stessi si troveranno a vestire i panni di Megara, inizieranno a fare congetture, penseranno di essere nella direzione giusta a chiudere un nuovo caso e improvvisamente si troveranno a dover fare i conti con nuove e sconvolgenti rivelazioni.
«Sai… ho sempre avuto l’impressione che nella tua testa frullino milioni di emozioni ma ti consenta di mostrarne solo alcune» dice, fermandosi accanto alla sua auto. «Quali?» le chiedo, desiderando passarmi la lingua sulle labbra, come se potessi assaporarla in quel nuovo angolo buio, dove il mondo ha semplicemente smesso di esistere. «Quelle meno pericolose.»
Ho letto questa storia come se stessi assistendo direttamente alla riprese della mia serie tv preferita, e una miriade di emozioni mi ha tenuto compagnia in questo lungo e incredibile viaggio. Per alcuni capitoli ho trattenuto il fiato, in altri mi sono emozionata; alcuni casi mi hanno fatto venire la pelle d’oca come se ne fossi la diretta protagonista. Il cuore andava a mille e verso la fine mi sono trovata a piangere, come se sentissi il bisogno di far uscire tutto quello che sentivo dentro. Se avete avuto modo di conoscere Megara e Stephen nel primo romanzo, Ubi Tu, allora vi invito a leggere questo libro per riscoprire le stesse emozioni che vi hanno già fatto provare. E posso affermare con certezza che è uno dei libri migliori di questo 2020 che è ancora solo al suo esordio. Cara Deborah, come ti ho già detto in privato, ti sei veramente superata. Mi prendo le ultime righe di chiusura per dirti grazie. Grazie per questo viaggio introspettivo alla ricerca di sé. Grazie per fatto emergere tutte le emozioni che teniamo intrappolate dentro di noi e che abbiamo paura di mostrare. Grazie per questo incredibile viaggio in compagnia di due protagonisti al cui occhio non sfugge niente. Grazie per aver regalato a ognuno di loro il lieto fine che meritavano.
Quanto sono stata stupida!! È questo che mi sono ripetuta più e più volte durante la lettura di questi bellissimi libri, vi starete chiedendo perché? Beh! Dovete sapere che è da tanto che avevo messo in lista questa dilogia di Deborah, ma non so perché qualcosa mi ha sempre frenata, c'era sempre un motivo per rimandare, non trovavo mai l'input giusto per iniziare, rimandavo sempre a favore di altre letture, poi Deborah mi ha dato l'opportunità di poter collaborare e finalmente è arrivato il momento anche per me di conoscere Stephen e la sua piccola Volpe.
Inizialmente non era mia intenzione scrivere un unica recensione; non l'ho mai fatto prima d'ora, ma onestamente non appena ho finito il primo libro ho capito che se avessi scritto le recensioni separatamente inevitabilmente avrei rischiato di fare spoiler e inoltre questo è un libro dove non è ammessa la più piccola distrazione. Quindi senza perdere tempo mi sono immersa nella lettura del secondo volume constatando di aver fatto la scelta più giusta, perché ho capito che sono poche le cose che si possono svelare. La storia è talmente complessa, intrigante e piena di colpi di scena che non potevo rischiare di dire qualcosa in più. Sarebbe stato un peccato mortale. Quindi mi limiterò solo a descrivere i personaggi,per il resto, lascio che siate voi a scoprirlo e, vi assicuro che non tutto è come sembra e a tutto ci sarà una spiegazione.
«Sei un libro chiuso, sigillato, nascosto in una cassaforte gettata in mare persino, ma in qualche modo lo so.»
Megara De Medici ha un dono, sin da ragazzina ha imparato a leggere le emozioni scritte sul volto delle persone, nei gesti, nei silenzi, nelle contraddizioni, e scoprire quale sia la verità meglio di una macchina della verità.
Diventata adulta riesce a realizzare il suo sogno di diventare una "Lie detector" ed entrare a far parte della "Holland Investigation Agency" lavorando a fianco dell’uomo che indirettamente le ha salvato la vita;il più grande esperto di linguaggio paraverbale, non verbale, e di cinesica, Stephen Holland.
Stephen Holland è un esperto nel suo campo, legge le emozioni sul volto delle persone, ma altrettanto abilmente riesce a nascondere le sue di emozioni, tranne quando si trova in compagnia della piccola Lily, l'unica con cui riesce a sorridere.
Un personaggio complesso, enigmatico, un robot privo di qualunque emozione. Solo i suoi occhi di un profondo blu riescono a far trasparire quello che cerca di nascondere, attraverso un linguaggio che supera le parole, un sussurro di emozioni che va oltre ogni verità.
Nonostante la sua armatura e i suoi silenzi ho imparato a conoscerlo, entrandomi nel cuore e, coi suoi sguardi cupi e freddi e il suo fascino misterioso è riuscito a farmi innamore.
«La mia certezza è che adesso, in questo momento, non vorrei essere in nessun altro posto che qui. Con te e Lily. A vedere un cartone mentre il mondo resta là fuori. È un buon inizio, dottoressa De Medici?»
L'autrice è stata bravissima non solo a mantenere vivo l'interesse sulla storia per via dei casi che Megara e Stephen devono risolvere ma anche sul mistero che avvolge le vite dei nostri protagonisti rendendo la lettura intrigante, coinvolgente e adrenalinica al punto da perderci il sonno, perché si, non vi nego che ho fatto notte pur di leggere e scoprire ciò che si nascondeva tra le pagine.
I temi trattati sono tutti di forte impatto emotivo, descritti in maniera talmente dettagliata da far capire che l'autrice ha una profonda conoscenza della materia e ha compiuto uno studio molto accurato, la cinesica mi ha sempre affascinato, guardavo una serie televisiva che si basava su questa teoria e leggerlo in un libro l'ho trovato molto originale.
«Non appena ti ho vista, io ho ricominciato a sentire tutto. Tu sei tutto quello che crea emozioni, Megara De Medici, anche quando una persona non vorrebbe provarle. E ti ho odiato per questo, ma amarti è stato inevitabile. Amarti è l’unica cosa giusta che ho fatto da molto tempo.»
Per quanto riguarda i personaggi secondari li ho amati tutti e tutti sono stati fondamentali per la storia, dalla famiglia acquisita di Megara, Sarah e Tara coi rispettivi compagni Jinxi e Lucas e il piccolo Alex, una menzione speciale va al fratello di Stephen, Thomas un amico e fratello che tutti vorremmo al nostro fianco e poi la piccola Lily, quanto l'ho amata, ho riso e ho pianto quanto e più di Megara ogni volta che interveniva con la sua vocina da furbetta, perché si, l'ho sentita, ho percepita la sua dolcezza come se fossi anche io parte integrante della storia.
Non so se sono riuscita ad esprimere a pieno la bellezza di questo libro, l'intensità delle emozioni che ho provato per tutto il tempo e il vuoto che mi è rimasto nel cuore non appena sono arrivata a leggere la parole fine, vi basti sapere che ho riletto gli ultimi capitoli perché non ne avevo ancora abbastanza (e io non lo faccio mai, una volta terminato un libro passo subito al prossimo senza girarmi mai indietro) però lasciare andare Megara e Stephen e come dire addio ad un familiare con la consapevolezza di non rivederlo più.
Ubi Tu e Ibi Eco sono Megara e Stephen due unità distinte, eppure non si può immaginare l’uno senza l’altro. Sono la sincronicità, la legge delle coincidenze.
PS.
Mi manca già questa pazza famiglia perciò non vedo l'ora di leggere la storia su Jax e poterli ritrovare di nuovo tutti insieme.
PPS.
Per quanto riguarda il caffè, la penso come Megara 😅😅 soffro sempre per la sua mancanza ogni volta che vado in Inghilterra a trovare i miei figli, quella è acqua sporca zuccherata e spesso bruciata, 🤮🤮 quindi anche io come lei opto per la cioccolata quando vado a trovarli. 😜😜
Ed eccomi al secondo romanzo di questa dilogia scritta da Deborah Cumberbatch. E’ stata una vera scoperta questa autrice che, poco più che ventenne, ha già un’ottima padronanza della scrittura e uno stile ben delineato. Avevamo lasciato Stephen e Megara alla fine di Ubi tu alle prese con le loro vite intrecciate da un destino incerto. Piano piano si sono aperti, conosciuti e fidati. Piano piano si sono guardarti, scoperti e riconosciuti. Piano piano si sono mossi, catturati e liberati. Stephen, un veleno per le emozioni di Megara. Megara, una speranza per le sensazioni di Stephen. Due anni, un tempo indefinito ma contornato dalla paura, dalla delusione, dalla sofferenza. Megara si rialza e ricomincia. Due anni di sguardi nascosti, di contatti invisibili, di felicità negata. Stephen continua e sopravvive. Un caso irrisolto e la vita torna respirare. Un processo primitivo ed incosciente che agisce come sincronia e parte dalla sopravvivenza: in una danza emotiva Megara e Stephen rientrano in sintonia grazie a quei gesti e a quelle espressioni che li hanno uniti e divisi. Testa e cuore potranno collaborare? Quanto pericoloso sarà il contagio emotivo? Sarà la persona più forte a definire lo stato emotivo?
«Che tipo di emozione sono, Stephen?» Un momento in bilico tra passato e presente. «Quella che dà un senso a tutte le altre.»
PERCHE’ LEGGERE QUESTO ROMANZO: Perché l’autrice dopo avermi fatto conoscere il mondo della cinesica, una tecnica che permette di conoscere a fondo i movimenti e le espressioni del corpo, mi ha riportato da Stephen e Megara: sono un libro aperto da scrivere e una scrittura turbolenta da leggere. In questo secondo romanzo c’è anche il punto di vista di Stephen che mi ha permesso di entrare meglio in empatia con il suo personaggio, così chiuso, ostile e nebuloso. La scrittura della storia ne ha sicuramente giovato perché ha arricchito una buona parte emozionale. Empatizzare significa mettersi nei panni dell’altro, tener conto della sua prospettiva di vita e dei suoi sentimenti. È un’arte che non tutti sono capaci di applicare alle proprie relazioni con gli altri, ma Stephen e Megara, ne sono maestri. Le sfide e i casi irrisolti portano nuovamente i due protagonisti a ritrovarsi vicini anche se lontani, a guardarsi senza vedersi. Si spogliano del passato, si vestono di un presente incerto e si ricoprono di un futuro che non può che essere loro. Domane e risposte che vengono analizzate fino all’osso, soluzioni che sembrano impossibili ma che alla fine trovano il giusto motivo. Finalmente le scelte affrontate nel primo romanzo vengono qui giustificate e ampliate. Ognuno trova il suo posto ma non senza fatica e paura. La scrittura di Deborah è intensa e carica di mille sfumature che portano il lettore ad analizzare i protagonisti alla ricerca dei loro pensieri più reconditi. Molto brava nello studio e nell’espressione di quei concetti, così precisi, che è riuscita a rendere intriganti e cuciti a pennello negli abiti che ha indossato a personaggi forti. La famiglia, gli amici, l’amore, il rispetto, il lavoro, tutti temi che sono ben descritti, approfonditi e che arricchiscono la vita dei protagonisti e contornano i loro mondi tanti diversi quanto simili all’inverosimile.
DAL MIO PUNTO DI VISTA: Una dilogia intensa, sia come emozioni che come parole. Sono due romanzi lunghi, una lettura impegnativa da punto di vista concettuale ma che non perde intensità, anzi, ne guadagna capitolo dopo capitolo. È proprio l’intensità che caratterizza lo stile di scrittura di Deborah e queste storie lo confermano. Interessante lo studio e l’originalità della storia che porta il lettore a soffrire con i protagonisti e con i personaggi corali. Bella la scelta dell’age gap tra i protagonisti, ironia e amore vanno a braccetto e lasciarsi coinvolgere sarà un gioco d’espressioni.
È ancora una volta Deborah fa la sua magia anche con il capitolo conclusivo della dilogia. Che Deborah fosse brava ve lo avevo già detto, ma che riuscisse a insinuarsi sotto pelle già dal prologo, beh, questa è un'altra storia.
Alcune storie si scelgono, altre invece sembrano trovarti da sole, come se sapessero già che tu ne hai bisogno. È successo così con la dilogia 𝐋𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐜𝐭𝐨𝐫𝐬. Non è facile per me oggi parlare di questo romanzo, entro in punta di piedi perchè la paura di non rendergli giustizia e tanta.
Il cliffangher con cui si conclude il primo volume, lascia l'amaro in bocca, tanti punti di domanda e la voglia di prendere a calci e non solo, Stephen.
Mi sono chiesta il perché così tante volte che credevo di non ottenere risposte e invece in questo volume Deborah mette tutti i tasselli a loro posto e finalmente il quadro è completo.
Non tocca a me pero dirvi cosa accade, posso invece dirvi come mi sono sentita e perché mi sia piaciuto.
È innegabile il lavoro svolto dall'autrice, che non si è fermata a una semplice scelte di vocaboli o nozioni di psicologia, qui entriamo in contatto con parti della nostra psiche, viviamo e respiramo tutto il vissuto dei due protagonisti quasi fossimo loro compagni di viaggi.
Non sapevo cosa fosse la cinesica, forse da amante di serie crime qualche volta mi è capitata di vederla mettere in atto in tv ma non mi sono mai soffermata sulla sua utilità.
Deborah è brava nell'intrecciare questo ramo della psicologia dall'intera trama, senza offuscare la storia d'amore o la bellezza dei suoi protagonisti.
Stephen, in questo volume ad un certo punto si arrende alla sua "sacra emozione" e getta via l'armatura da freddo e insensibile e ci fa entrare nel suo passato. Un passato che lo ha segnato e ridefinito. Un passato mai dimenticato che ad un certo punto torna a chiedere il conto.
Mi ha spiazzata conoscere ogni suo più intimo pensiero, ho pianto per il ragazzino che è stato, i suoi flashback sono pugni nello stomaco, ma ci fanno capire il perché di tante cose e una fra tutte, la scelta di ferire Megara.
Avevo intuito qualcosa, ma mai tutto quello che ha vissuto. Stephen è immenso, come il suo cuore, pronto a proteggere coloro che ama, la sua principessa Lily, suo fratello Thomas a cui ha, sempre evitato di "vedere" e infine con lei, tutto ciò che farà per Megara ci farà innamorare ancora di più del dottor Holland.
Megara non è fragile, al contrario è una guerriera che lotta per riprendersi l'uomo di cui si è innamorata ed è pronta a portare le stelle a chi non li ha mai viste.
I casi che questa volta risolveranno sono i tasselli mancanti, le risposte che tanto attendevamo, come quello del piccolo Jeremy, un colpo al cuore e tante lacrime.
In questo volume la famiglia, quella allargata e folle che circonda Stephen e Megara sarà più che mai fondamentale, così come l'amicizia o l'essere fratelli non per forza di sangue, ad un certo punto capirete come il "guardarsi le spalle" nella vita abbia un valore inestimabile.
La storia tratta, come avrete ben capito, temi abbastanza delicato e Deborah lo fa con rispetto e delicatezza, wusdi avesse paura di fare ulteriore male ai protagonisti.
𝐈𝐛𝐢 𝐞𝐠𝐨, sono Stephen e Megara Un uomo che torna a respirare grazie alla "sua emozione". Una giovane donna che ha in sé tutti i colori del mondo. Sono speranza e voglia di ricominciare. Sono paure da affrontare e coraggio di scrivere nuove pagine ricche di emozioni.
Difficilmente dimenticherò questa dilogia, così come impossibile sarà riavere indietro il mio cuore, ma lo lascio volentieri nelle mani di Stephen.
Amata immensamente, non posso che consigliarne la lettura.
Eccomi qui, a distanza di qualche mese dal primo libro per parlarvi di questo secondo volume e sì, lo ammetto ho impiegato fin troppo tempo a farlo ma solo perché ero davvero tanto arrabbiata con Stephen e quella che io consideravo la sua codardia. L’uomo, infatti, alla fine del primo libro c’è l’aveva messa tutta per cancellare Megara dalla sua vita compiendo il più atroce dei tradimenti e costringendomi quasi ad odiarlo. Lo so qualcuno potrebbe dire che sono estrema ma la loro storia mi aveva così coinvolto, ero entrata così in sintonia con la bella Megara da aver sentito sulla mia pelle tutto il suo dolore. Per fortuna, nonostante i suoi propositi è proprio Stephen a non riuscire a dimenticare l’unica donna in grado di farli vedere ciò che si è sempre negato e con un nuovo e affascinante cosa la fa rientrare nella sua vita, sempre ponendo le sue condizioni. Ma è un illuso, Megara scopre il suo bluff e l’uomo non avrà più vita facile, non che l’avesse avuto nemmeno prima.
Che stupida sono stata ad aspettare che mi sbollisse la rabbia, sì certo Stephen per certi versi è da prendere a testate ma ora che l’autrice ha dato voce anche ai suoi pensieri, ai suoi desideri ci ho messo poco a capitolare e ad innamorarmi di nuovo di lui perché i personaggi di Deborah sono così, si fanno amare anche quando vorresti odiarli, ti entrano sotto la pelle anche quando sei consapevole che hanno mille difetti.
Megara è l’amica che vorresti al tuo fianco nei momenti bui e in quelli belli, saprebbe essere la tua ancora di salvezza e la pazza che ti sprona a fare delle follie per il puro gusto di farle. Stephen è l’uomo che ti fa impazzire con i suoi repentini cambi di umore ma una volta che avrai capito quello che nasconde sotto strati e strati di cemento armato messo a protezione del suo cuore non vorresti più lasciare andare.
Anche in questo secondo volume c’è stato un susseguirsi di colpi di scena che hanno chiarito tutti i dubbi e le perplessità che avevo avuto e mi hanno tenuta incollata alle pagine fino all’ultimo rigo. Quindi, non fatevi spaventare dalla corposità della duologia e lasciatevi travolgere da loro due, dai loro segreti, dai loro desideri, dalle loro paure, sapranno tenervi buona compagnia, sapranno regalarvi quelle emozioni che Stephan si è negato per quasi tutta la sua vita e che solo la peronalità di Megara ha saputo risvegliare.
Ho aspettato il seguito di Ubi tu come un assetato in cerca di acqua, senza riuscire a liberarmi delle emozioni provate durante la lettura. E ho provato, credetemi, ho provato! Ma come si fa a prendere le distanze da una storia così intensa, diversa e unica? Come si fa a non pensarci, soprattutto quando attendi con ansia, non il finale (potrei leggere di Megara e Stephen ancora e ancora), ma il suo continuo, il suo evolversi, le sue verità? Bé, io non ci sono riuscita e ho atteso Ibi ego fino allo stremo, certa che Deborah P. Cumberbatch non mi avrebbe delusa. Come facevo a saperlo? Perché non puoi fallire quando sei un’autrice dallo stile ineguagliabile, quando utilizzi parole, analogie, metafore e similitudini in modo pazzesco, quando padroneggi un argomento con cognizione di causa e dovizie di particolari, quando riesci a raccontare una storia d’amore così intensa stringendo un patto con le emozioni: tu le studi, le rispetti, le ponderi, e loro ti permettono di giocarci, di farle tue, di riversarle su personaggi che nessuno potrà fare a meno di adorare!
Ibi ego è la degna conclusione di Ubi tu: stesso livello, stessa intensità, stessa passione!
Ancora una volta Megara e Stephen vi condurranno nel loro mondo stravolgendone gli equilibri e accompagnandovi in un viaggio meraviglioso, una battaglia, un susseguirsi di emozioni, una montagna russa con tanto di giro della morte! Non sarete pronte ma affronterete tutto armate di fazzoletti per asciugarvi le lacrime e sorrisi per andare avanti. I due protagonisti dovranno darsi, e darvi, moltissime spiegazioni. Finalmente cadranno le maschere e le emozioni prenderanno vita.
Megara voleva qualcuno che la vedesse: Stephen l’ha sempre vista. Sempre. Come lei ha visto lui.
E voi? Voi siete pronte a vederli davvero?
Io lo sono stata e ora fanno entrambi parte di me.
Come al solito la Cumberbatch non mi ha deluso! O meglio: avevo paura, lo ammetto. Di solito i secondo volumi tendono ad essere meno belli dei primi o comunque a rovinarne la storia...ma Ibi ego non ha fatto altro che migliorarla senza ombra di dubbio!!!😍💯 Dato il plot twist del finale del primo volume, ero curiosissima di vedere come si sarebbe risolto il problema principale (del secondo) che serviva fondamentalmente per sciogliere l'ostacolo che creava al procedimento della storia. E l'ha fatto a meraviglia 💕 Ho talmente tante cose in testa a cui penso di questo libro che al momento le perdo e non riesco a metterle per iscritto. Il passato di Stephen è qualcosa di talmente oscuro che non sarei mai riuscita a pensare a cose del genere, venendo dal primo volume che comprendeva solo il pov di Megara. A proposito, il multipov è stata quella chicca in più che ha incrementato il mio interesse: il modo in cui lui vede "la sua luce" megggara, qualche retroscena o anticipazione del prologo... Insomma, di roba ne è uscita fuori e dire che sono soddisfatta è dire poco! Ho inserito questa dilogia della mia libreria nella sezione "preferiti" all'istante. Bisogna leggerli entrambi e innamorarsi perdutamente del rapporto di Stephen e Megara❤️ (E il finale?????? Mi viene da piangere🥹😍💯👶🏼👨👩👧👦)
Uno splendido finale per questa duologia che merita tantissimo! Un colpo di scena incredibile, sono rimasta esterrefatta e non riuscivo più a staccarmi. Leggetela, non ve ne pentirete!
Ho ufficialmente finito il secondo ed ultimo volume della saga e devo ammettere che sono euforica, già mi mancano. Il secondo volume lo trovo più bello e completo del primo, sarà per le vicende più intense quasi soft dark ed il doppio POV. Sono contenta di aver scoperto per caso questa dilogia, non vedo l’ora di leggere altro ancora dell’autrice 🧚♀️