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Concertino per rane. Poesie

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61 pages, Paperback

Published January 1, 1990

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Giovanni Orelli

32 books1 follower
Giovanni Orelli (Bedretto, 30 ottobre 1928 – Lugano, 3 dicembre 2016) è stato uno scrittore e poeta svizzero in italiano e dialetto bedrettese. Studiò a Zurigo e alla Cattolica di Milano, dove ottenne la laurea in filologia medioevale e umanistica con Giuseppe Billanovich. Trascorse gran parte della sua vita a Lugano, dove - fino all'età del pensionamento - fu professore nel locale liceo cantonale. La sua carriera letteraria iniziò nel 1965 con il romanzo L'anno della valanga (Premio Veillon). Nel 1972, con il romanzo La festa del ringraziamento, Orelli fu insignito del Premio Schiller. Nel 1997 ottenne il premio Gottfried Keller per l'insieme della sua opera. Il 17 maggio 2012 a Soletta la Fondazione Schiller gli conferì, assieme a Peter Bichsel, il massimo premio letterario svizzero, il Gran Premio Schiller, per l'insieme della sua produzione letteraria.

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July 22, 2021
Corrente
1. Dei favolosi regali a mia moglie

"Potessi inventare, cara, il miracolo di Keplero
che non avendo nulla da regalare
nel Capodanno del 1611
colse per un amico un Nichts,
un fiocco di neve: di nix,
uno dei diecimila che gli cadevano addosso
tutti esagonali e con raggi pinnati
ognuno come un diamante sapientemente tagliato:

[...]

e poi andare
dietro le canne in verticale
disposte da Lanfranco e Wiligelmo con licenza
dei superiori, bene sonanti come quelle di
Giovanni Sebastiano Bach,
dietro i cancelli del paradiso,
asciutto un angolo di prato:

noi due, e fare l'amore."


-


Tombeau
2. Di chi ti contende i figli

"[...] Essere vorrei, sono tua madre,
gancio catena anello
per aggrapparti, per attraccare, caro.

Oppure,
presso gli ormeggi al riparo
di una darsena bianca di prima neve,
attirami giù tu, raccoglimi
negli invisibili fondali,
o lo dirò, un giorno o l'altro, agli arenili
di questo braccio di lago.

Non farò resistenza. Scivolerò
dentro il nero dell'acqua.
Sarò un'ombra, un lieve moto d'onda.
Mi metterò il vestito della festa.
Ti porterò i vestiti dell'inverno."


-


Giga
1. Degli arnesi deposti

"Quando si leverà il fischio
della sirena e, come dicono i massoni,
avrò deposto gli arnesi,
mandi qualcuno per raccomandata
la mia testa agli specialisti cinesi
loro sanno quale liquame già sperimentato coi Ming
conserverà il lucido cranio
che ha fatto ridere bambini a Pechino
e a Shangai: si voltavano
additavano alle madri
pur me pur me, come nel Purgatorio Dante,
bonzo fuggito da un convento del Tibet.

Fate, rane, anche voi, a occhi aperti, sogni
intorno al dopo-morte? che nessuno
vuole ascoltare, o, dannate ai pantani,
vi accartocciate come le pallide
foglie dei meli non protetti dalla plastica
dei teloni che brillano metallici
nella notte argentata da un vento
del nord, razziante, a metà maggio?"
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