Mari Riss - per RFS
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“…Non far parlare di sé una donna a un primo appuntamento è un errore da principianti, si sa. Ma non far parlare di sé una donna nevrotica, che va in analisi tre volte alla settimana, è un reato perseguibile per legge…”
Ciao a tutti, amanti della lettura!
Daniela delle Foglie ci delizia con un’antologia di disgrazie sentimentali da lei vissute e raccontate in chiave ironica; già dalle prime pagine mi sono immedesimata in alcune delle sue esperienze e durante la lettura pensavo: “Cavolo, come ti capisco”. Sfido qualunque donna che non si sia sentita almeno una volta insicura, qualunque sia stata la causa di tale insicurezza, a non avvertire la medesima connessione con la nostra autrice.
Daniela, superati i trent’anni, è ancora single, mia zia Elena direbbe zitella, ma gli anglicismi rendono tutto molto più elegante e ci inducono a cambiare i nomi alle cose per farcele piacere. Quando una donna non si piace e non sta bene con se stessa, tende sempre a trovare nuovi motivi per non piacersi finendo, inevitabilmente, per non essere apprezzata anche dagli altri. Ciò è quanto fa anche Daniela, pur anelando a quello che tante di noi desiderano: un uomo che ci veda davvero e ci faccia sentire belle e desiderate; un uomo che ci guardi con adorazione, con quella stessa estasi che t’illumina gli occhi davanti alla vetrina di una pasticceria quando sei a dieta!
L’uomo giusto sembra arrivare con Marcello che guarda Daniela, solo lei, facendola sentire bella; peccato che abbia sei anni in meno e, si sa, se un uomo ha una relazione con una donna più giovane, tutti gli stendono il tappeto rosso e lo venerano come un “Conquistador”, ma se è una donna a frequentare un uomo più giovane è una pervertita che se la fa con i ragazzini.
Ah la coerenza, questa sconosciuta! Ricordo ancora una discussione, avuta con un mio amico sul fatto che Quentin Tarantino sia diventato padre a cinquantasei anni. La sua affermazione è stata: “E qual è il problema”? Qual è il problema… immaginate se fosse una donna ad avere un figlio a quell’età da un uomo di vent’anni più giovane. Sono certa che avete colto il punto.
La relazione con Marcello dura poco (il perché lo scoprirete leggendo) e Daniela, dopo un periodo di stasi, approderà alla scelta di iscriversi a Tinder; da questo momento ne vedremo di tutti i colori.
Questo libro è dominato da un linguaggio colloquiale, ma ben articolato, irriverente e ridanciano al punto giusto. La vena comica con cui l’autrice racconta la propria vita è una lente d’ingrandimento che risalta difetti e insicurezze che ognuno di noi ha. Siamo circondati da un mondo che una certa TV ci spaccia come patinato e perfetto, alimentando ulteriormente quei dubbi su noi stessi che sono già di per sé un tarlo nella testa. Si tratta tuttavia di una facciata che nasconde una realtà tutt’altro che paradisiaca.
Certo, per noi donne, la vita non è mai stata facile. Siamo il frutto delle rivoluzioni che le nostre antenate hanno portato avanti con coraggio e duro lavoro. La Par Condicio che oggi è per noi scontata e che vederci negata ci irrita, era in passato impossibile. Eppure, con nostra buona pace, non è così raro vedere ancora la sorpresa negli sguardi altrui di fronte a una donna che fa un lavoro considerato prettamente maschile.
Ed ecco che scattano di nuovo insicurezza e dubbio perché noi donne siamo cerebrali e sezioniamo ogni pensiero, ogni atteggiamento, ogni sguardo, come uno scienziato analizza una cellula al microscopio. Siamo fatte così, c’è poco da fare, ma anche in ciò sta la nostra ricchezza.
Rispetto a noi, i maschi appaiono come creature più semplici e alcuni ritratti che ci propone l’autrice, non sempre trasmettono un’immagine positiva della categoria seppur rivista in chiave comica (leggendo le pagine sugli uomini inutili non riuscivo a smettere di ridere).
Si tratta però della conferma che anche gli uomini hanno le loro insicurezze, solo che spesso le nascondono dietro atteggiamenti spavaldi.
Morale della favola: siamo due facce della stessa medaglia, personalità intricate, nate per alimentare questo grande circo che è la vita. Le delusioni non mancheranno, ma esse sono necessarie per fortificarsi e giungere alla conferma che, per ciascuno, c’è una persona degna del nostro amore e della nostra indiscussa attenzione: Noi Stessi.
Se avete voglia di una lettura poco impegnativa, ma non banale, godetevi questa sorta di “biografia” dal gusto pirandelliano.