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L'amore va nell'umido?: Raccolta differenziata dei miei disastri sentimentali

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"Se la merce è rimasta sullo scaffale, un motivo ci sarà..." Daniela, che passati i trent'anni osa essere ancora single, se l'è sentito dire più di una volta. È una frase che la fa arrabbiare, si rifiuta di essere paragonata a un barattolo esposto al supermercato, ma una parte di lei vuole sentirsi scelta, desiderata, ha bisogno che lo sguardo maschile certifichi che in fondo non è poi tanto male, anche se ogni volta che si guarda allo specchio vede solo un ammasso di imperfezioni da correggere, dentro e fuori. E così decide di farsi un profilo sulla app di incontri più gettonata del mondo, dove un sacco di sue amiche hanno trovato l'amore, o se non altro del sesso più o meno soddisfacente: Tinder.Questo libro è l'esilarante resoconto di un anno di incontri con uomini conosciuti on (e off) line, un fenomenale campionario di situazioni imbarazzanti e buchi nell'acqua, un bestiario straordinario di esemplari di maschio di ogni habitat e specie, dal bipolare stagionale allo Shrek di Roma Est, dal sosia di Padre Pio al turista americano in cerca della dolce vita.Ma è anche un manifesto in difesa dell'imperfezione e della confusione esistenziale, un vademecum per ragazze che non si piacciono abbastanza ed è, soprattutto, il prezioso racconto della stagione decisiva nella vita di una donna: quella in cui impara finalmente ad accettarsi, affrontando i fantasmi del passato e facendo pace con i propri reali desideri.

196 pages, Kindle Edition

Published March 3, 2020

28 people want to read

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Daniela Delle Foglie

4 books2 followers

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
8,016 reviews237 followers
April 28, 2020
Mari Riss - per RFS
.
“…Non far parlare di sé una donna a un primo appuntamento è un errore da principianti, si sa. Ma non far parlare di sé una donna nevrotica, che va in analisi tre volte alla settimana, è un reato perseguibile per legge…”



Ciao a tutti, amanti della lettura!

Daniela delle Foglie ci delizia con un’antologia di disgrazie sentimentali da lei vissute e raccontate in chiave ironica; già dalle prime pagine mi sono immedesimata in alcune delle sue esperienze e durante la lettura pensavo: “Cavolo, come ti capisco”. Sfido qualunque donna che non si sia sentita almeno una volta insicura, qualunque sia stata la causa di tale insicurezza, a non avvertire la medesima connessione con la nostra autrice.

Daniela, superati i trent’anni, è ancora single, mia zia Elena direbbe zitella, ma gli anglicismi rendono tutto molto più elegante e ci inducono a cambiare i nomi alle cose per farcele piacere. Quando una donna non si piace e non sta bene con se stessa, tende sempre a trovare nuovi motivi per non piacersi finendo, inevitabilmente, per non essere apprezzata anche dagli altri. Ciò è quanto fa anche Daniela, pur anelando a quello che tante di noi desiderano: un uomo che ci veda davvero e ci faccia sentire belle e desiderate; un uomo che ci guardi con adorazione, con quella stessa estasi che t’illumina gli occhi davanti alla vetrina di una pasticceria quando sei a dieta!

L’uomo giusto sembra arrivare con Marcello che guarda Daniela, solo lei, facendola sentire bella; peccato che abbia sei anni in meno e, si sa, se un uomo ha una relazione con una donna più giovane, tutti gli stendono il tappeto rosso e lo venerano come un “Conquistador”, ma se è una donna a frequentare un uomo più giovane è una pervertita che se la fa con i ragazzini.

Ah la coerenza, questa sconosciuta! Ricordo ancora una discussione, avuta con un mio amico sul fatto che Quentin Tarantino sia diventato padre a cinquantasei anni. La sua affermazione è stata: “E qual è il problema”? Qual è il problema… immaginate se fosse una donna ad avere un figlio a quell’età da un uomo di vent’anni più giovane. Sono certa che avete colto il punto.

La relazione con Marcello dura poco (il perché lo scoprirete leggendo) e Daniela, dopo un periodo di stasi, approderà alla scelta di iscriversi a Tinder; da questo momento ne vedremo di tutti i colori.

Questo libro è dominato da un linguaggio colloquiale, ma ben articolato, irriverente e ridanciano al punto giusto. La vena comica con cui l’autrice racconta la propria vita è una lente d’ingrandimento che risalta difetti e insicurezze che ognuno di noi ha. Siamo circondati da un mondo che una certa TV ci spaccia come patinato e perfetto, alimentando ulteriormente quei dubbi su noi stessi che sono già di per sé un tarlo nella testa. Si tratta tuttavia di una facciata che nasconde una realtà tutt’altro che paradisiaca.

Certo, per noi donne, la vita non è mai stata facile. Siamo il frutto delle rivoluzioni che le nostre antenate hanno portato avanti con coraggio e duro lavoro. La Par Condicio che oggi è per noi scontata e che vederci negata ci irrita, era in passato impossibile. Eppure, con nostra buona pace, non è così raro vedere ancora la sorpresa negli sguardi altrui di fronte a una donna che fa un lavoro considerato prettamente maschile.

Ed ecco che scattano di nuovo insicurezza e dubbio perché noi donne siamo cerebrali e sezioniamo ogni pensiero, ogni atteggiamento, ogni sguardo, come uno scienziato analizza una cellula al microscopio. Siamo fatte così, c’è poco da fare, ma anche in ciò sta la nostra ricchezza.





Rispetto a noi, i maschi appaiono come creature più semplici e alcuni ritratti che ci propone l’autrice, non sempre trasmettono un’immagine positiva della categoria seppur rivista in chiave comica (leggendo le pagine sugli uomini inutili non riuscivo a smettere di ridere).

Si tratta però della conferma che anche gli uomini hanno le loro insicurezze, solo che spesso le nascondono dietro atteggiamenti spavaldi.

Morale della favola: siamo due facce della stessa medaglia, personalità intricate, nate per alimentare questo grande circo che è la vita. Le delusioni non mancheranno, ma esse sono necessarie per fortificarsi e giungere alla conferma che, per ciascuno, c’è una persona degna del nostro amore e della nostra indiscussa attenzione: Noi Stessi.

Se avete voglia di una lettura poco impegnativa, ma non banale, godetevi questa sorta di “biografia” dal gusto pirandelliano.
Profile Image for Sonia Donelli.
2,513 reviews114 followers
April 2, 2020
http://www.esmeraldaviaggielibri.it/b...

Buongiorno smeraldi e benvenuti alla tappa inaugurale dedicata a L’amore va nell’umido?: Raccolta differenziata dei miei disastri sentimentali di Daniela Delle Foglie pubblicato da Mondadori il 3 marzo. Si tratta di una spiritosa autobiografia (riveduta e corretta) che narra le esperienze di Daniela nel mondo di Tinder, ma non solo, in questo romanzo c’è molta verità, tanta introspezione e il percorso intrapreso da Daniela per arrivare finalmente a conoscere e ad amare se stessa. Dopo averlo letto, consiglio anche a voi di farlo, ho ritenuto che la scelta migliore per raccontarvelo sia un’intervista a Daniela stessa. Buona lettura

Apriamo con una domanda che può apparire banale, ma che nasconde parecchie insidie: chi è Daniela Delle Foglie nella vita di tutti i giorni?
Daniela è una trentenne come tante che cerca di costruirsi un futuro facendo un lavoro che ama e coltivando le sue passioni. È una trentenne che adora andare a cena fuori, ma odia andare in palestra, è una che non può fare a meno di condividere il bello e il brutto della vita con le sue amiche parlandone nella chat di gruppo di WhatsApp.

Ho letto il tuo libro L’amore va nell’umido? e mi sono stupita di quanto tu ti sia donata al lettore, quanto è stato difficile farlo?
In realtà scrivere di me mi serve per vivere meglio, fare chiarezza davanti alla pagina bianca mi aiuta ad affrontare le difficoltà. Questo libro era necessario per poter andare avanti e superare certi nodi. Chiaramente quando si va così a fondo la paura del giudizio altrui è inevitabile, quindi sì, in certi momenti ho quasi pensato fosse meglio mandare tutto all’aria e non “concedermi” tanto. Ma nel corso della mia vita ho letto libri di altre donne che mi hanno aiutato a sentirmi meno sola in alcuni periodi difficili, quindi il pensiero di poter essere in qualche modo d’aiuto a qualcuno mi ha fatto andare avanti.

La terapia ha un ruolo fondamentale, nonostante i metodi poco ortodossi del tuo ex analista. È stato più terapeutico scrivere L’amore va nell’umido? o sfogarsi con lui?
Entrambe, nel senso che questo libro senza la terapia molto probabilmente non ci sarebbe stato. Tutto quello che ho capito di me lo devo al lavoro che ho fatto su quel lettino. E ci tengo a sottolineare che il lavoro l’ho fatto io, perché la terapia funziona solo se tu ti metti davvero in gioco e se sei disposta ad affrontare i tuoi “fantasmi”. Sicuramente scrivere questo libro è stata la degna conclusione di un percorso analitico importante.

“Se la merce è rimasta sullo scaffale, un motivo ci sarà…” questa frase mi ha molto colpito, specie in questi giorni di assalto ai supermercati che hanno dimostrato che alcuni prodotti non vengono scelti nemmeno quando si pensa stia sopraggiungendo l’Apocalisse. Ci sono uomini che, appena incontrati, ti hanno fatto pensare a questa frase?
No, perché sono stata culturalmente schiava anche io dell’idea che se un uomo è single lo è principalmente perché lo sceglie. Idea sbagliatissima. Ora sto cercando di liberarmi di tali costrutti mentali e di cercare di non giudicare gli altri in base a queste categorie. Si è single per tanti motivi, ma nessun essere umano aldilà del genere viene “scelto” come un prodotto. Fortunatamente siamo molto di più di un pacco di pasta. E comunque povere penne lisce lasciate sugli scaffali… a me non dispiacciono affatto, anzi d’ora in poi le comprerò per solidarietà!

Nel libro scrivi: Ci sono state tantissime Ilarie nella mia vita, tantissime amiche a cui mi sono avvicinata per sentirmi più brutta. Quando hai preso coscienza di esserti autoinflitta questa pena?
Sicuramente l’analisi ha aiutato! Ma il campanello d’allarme vero è stato quando mi sono resa conto che mi capitava spesso di parlare di alcune mie amiche che consideravo molto belle agli uomini che frequentavo come per farmi dire da loro che erano meglio di me. Un meccanismo di autosabotaggio da Oscar!

Sei dovuta passare attraverso incontri disastrosi e uomini improbabili conosciuti su Tinder per scoprire che l’unico amore di cui hai bisogno è per te stessa. Credi che l’esperienza di Tinder abbia accelerato questo processo di consapevolezza?
Si, perché è stato come andare a sbattere contro il muro e risvegliarmi dopo una bella botta con quella consapevolezza in più. Ma non lo consiglierei, sarebbe meglio arrivarci senza farsi male.

Noi siamo coetanee e questo mi ha permesso di comprendere appieno i riferimenti musicali degli anni Novanta. La tua disamina sui testi di Max Pezzali mi ha fatto molto ridere nonostante non li avessi mai visti sotto quell’ottica. Hai mai proposto un pezzo sulla musica anni Novanta in una serata Stand-up comedy? Sono certa che avrebbe un riscontro pazzesco.
No, ma in effetti è un’ottima idea! Ci penserò!

Ho letto dalla tua biografia che sei autrice e sceneggiatrice di tre fiction che io seguo: Non dirlo al mio capo, Che Dio ci aiuti e Don Matteo, quale ti diverte di più scrivere?
Sicuramente Che Dio ci aiuti! Anche perché è la serie a cui sono più affezionata visto che ci ho lavorato per più tempo.

Io sono follemente innamorata di Che Dio ci aiuti, Suor Angela, Suor Costanza e Azzurra sono i miei personaggi preferiti, sono tue creazioni?
Loro no, perché sono subentrata nel gruppo di scrittura alla terza stagione. I personaggi che sono nati dal mio contributo sono Alice (la ragazzina della terza stagione) e soprattutto Valentina.

Chiudiamo con la domanda più difficile: Daniela, quanto ti ritieni felice oggi?
Coronavirus a parte, oggi sono contenta della mia vita. “Felice” è una parola troppo grossa, fa quasi paura pronunciarla. Quando lo siamo io e le mie amiche diciamo che siamo “felicine”… così evitiamo la “big word”. Quindi sì, diciamo che sono “felicina” 🙂
Profile Image for Barbi  - Books Hunters Blog.
150 reviews6 followers
July 1, 2020
Daniela Delle Foglie, in questa prova letteraria “L’amore va nell’umido?”, si cimenta con se stessa, si indaga, prova a capirsi.

Quella ritratta in questo libro è una donna che si guarda attraverso gli occhi degli uomini che incontra, sperando di potersi vedere bella, piacente. Il suo modo di osservarsi e valutarsi deve essere filtrato dallo sguardo altrui. Perché se provasse ad arrangiarsi, a riflettersi in uno specchio, troverebbe una verità difficile da accettare: vedrebbe una creatura imperfetta, con troppi difetti. Inaccettabile.

Ma anche misurarsi con gli altri non è uno scherzo. Alla ricerca disperata dell’uomo perfetto, che la faccia sentire come lei ha bisogno di sentirsi, Daniela si trova ad affrontare una serie di incontri, nella vita reale come in quella virtuale, attraverso app e social.
È questo racconto di avventure amorose che mi ha lasciata molto perplessa.

Non tanto gli accadimenti in sé, quanto la descrizione che ne esce degli uomini. Già perché se è vero che Daniela ha incontrato davvero quelli di cui parla, trovo improbabile che possano essere presi come esempio di intere categorie. Uomini che dal racconto escono privati della loro personalità intera e completa, a favore di un inserimento molto più generico in categorie determinate dai loro comportamenti. Esemplari, più che uomini. Maschi di una specie. Ho trovato troppe generalizzazioni, inutili stereotipi, luoghi comuni triti e ritriti.
L’autrice sceglie l’approccio comico per narrare queste sue vicende, ma anche su questo punto ho avuto molti dubbi.

See more: https://bookshuntersblog.com/2020/03/...
Profile Image for De Lucca.
182 reviews
September 28, 2023
Non è il mio genere di libro, ma devo dire che mi è piaciuto tantissimo, soprattutto il fatto che non si vittimizzava ma anche lei si prendeva le sue colpe. Mi ci sono rivista molto in lei, sopratutto perché si autosabotava e le sue parole mi hanno dato la forza per smettere di farlo.
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