Quasi tre anni e due occhi curiosi che guardano il mondo con stupore: Woody è un cane di razza basenji, cresciuto sempre con la sua adorata padrona, una ragazza giovane e allegra che lui ama sopra ogni cosa. Finché un giorno, aprendo gli occhi, Woody scopre che tutto è cambiato: il mondo che conosceva, pieno di gioia, avventure e affetto, è stato sostituito dal buio e dalla sporcizia di una gabbia. Come è finito lì dentro? Perché? E, soprattutto, come può tornare dalla sua padrona? È da queste domande che comincia la storia di Woody: una storia in cui, a poco a poco, si affacciano i segni di qualcosa di terribile, un evento drammatico di cui Woody è l’unico testimone. E come tutti noi il piccolo basenji sarà costretto a confrontarsi con domande che pesano sulla sua innocenza. Che cos'è il Bene? Che cos'è il Male? E come ci si può mettere al sicuro, essere felici, in un mondo che finisce per tradire la meraviglia? Una storia comica, drammatica e commovente, raccontata dalla suggestiva voce del protagonista. Una testimonianza del fatto che la differenza tra umani e animali non sta nel pelo, negli artigli o nella coda, ma nello sguardo sulla vita e nel rapporto con gli altri.
Una deliziosa 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶. La narrazione è raccontata dalle 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗻𝗲 e fra sensibilità speciale di un compagno domestico e punti di vista non umani ho alternato cuore, malinconia e qualche sorriso: 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶. Federico Baccomo è geniale e trasformista, ha una 𝗽𝗲𝗻𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮 e mai banale ed anche questa volta muta il suo linguaggio "animalizzandolo" con un lessico infantile che però mi ha riportata a quei rapporti viscerali cane/padrone con un'intensità senza tempo.
Come descrivere questo libro. Woody è un romanzo scritto da un cane. No, non voglio offendere il signor Baccomo, credo dia davvero davvero difficile scrivere come scriverebbe un cane. Ecco, il romanzo sembra scritto da un cane, Woody, che descrive gli avvenimenti della sua vita in maniera semplice e volutamente sgrammaticata (perché è un cane). Inizialmente si fa fatica a seguirlo in maniera lineare, se si è adulti ecco. Poi la storia di Woody conquista e il cuore si scioglie.
Penso che se mi chiedessero di raccontare la violenza di genere a un bambino la troverei una sfida difficile da raccogliere. Eppure è sufficiente un solo ingrediente: un cagnolino di razza Basenji. Woody viene cresciuto con amore dalla sua padrona e lui farebbe di tutto per proteggerla perché la ama più di ogni cosa, anche se spesso non capisce il motivo dei molti divieti che gli vengono imposti e dei suoi comportamenti in generale. Così come non si spiega il cambiamento che avviene quando nella loro vita fa la comparsa un uomo. Dapprima il clima sembra molto felice, ma a un certo punto l’equilibrio si rompe e niente sarà più come prima. Federico Baccomo è riuscito in un’impresa secondo me epocale: parlare della violenza di genere con un linguaggio molto semplice e allo stesso tempo addentrandosi nella brutalità dei suoi effetti. Si parla ad esempio del senso di impotenza delle vittime, dei danni fisici e morali, dell’inefficacia da parte della giustizia di riuscire a intervenire per tempo e dell'onta a cui vengono sottoposte le vittime nel momento in cui chiunque mette in dubbio gli orrori subiti. Ovviamente non dovete aspettarvi un grande approfondimento sui risvolti psicologici e sulle radici di questo fenomeno. Woody è un cane e in quanto tale non è capace di analizzare così a fondo tutti questi risvolti. Ma va bene così se teniamo bene a mente che questo titolo si rivolge, principalmente, ai più piccoli. Tenero, immediato, diretto, divertente e straziante. Tutti questi aggettivi sono gestiti in maniera divina all’interno di appena 96 pagine. Tuttavia ci sono piccoli difetti che mi hanno fatto storcere il naso: - Di tanto in tanto l'incanto del leggere i pensieri di un cane si incrina, in particolare quando vengono riportati per interi i discorsi ascoltati dal peloso. - Trattandosi di un libro illustrato, avrei voluto più illustrazioni. Quelle presenti si contano sulla punta delle dita di una sola mano.
Nonostante non sia un libro facile da reperire (il numero di copie disponibile è sempre altalenante), ne vale davvero la pena. Tutti, grandi e piccoli, abbiamo bisogno di continuare a leggere queste storie. Anche se pensiamo che non sia necessario perché sappiamo snocciolare a memoria la definizione di "Violenza di genere". C'è sempre qualcosa da imparare e io mi porto a casa una consapevolezza in più e un piccolo supereroe nel cuore.
Esattamente 5 giorni fa ho conosciuto Federico Baccomo che ha presentato a 'Mare di Libri' il suo nuovo romanzo Woody . Non sono andata all'evento con lo spirito di comprare un altro libro, anzi, ma Baccomo è stato così eccelso nel leggere quasi interamente la sua opera che non ho potuto fare altrimenti. Ha fatto ridere ed emozionare il pubblico in tutti i momenti giusti, ma dato che questa non è una recensione su un autore ma sul suo prodotto devo purtroppo cambiare l'oggetto della mia attenzione.
Woody è un breve libro sulla vita dell'omonimo cane, raccontata come se fosse lui stesso a tenere la penna nella zampa. Lo stile è ovviamente particolare ma non pesante, anzi, Woody è simpaticissimo e le sue espressioni e descrizioni sono deliziose.
Andavamo a fare gite vicino a vasca da bagno grandissima, chiamata: mare o a cogliere piccoli alberi con Padre di Padrona Signor Giuseppe, chiamati: funghi.
Insomma davvero uno spasso. Ma non per questo Baccomo ci racconta la solita lieta storiella, per l'intera narrazione Woody si sta chiedendo perché è chiuso in gabbia da tre giorni, e ci racconta la sua vita fino al momento che l'ha cambiata. Con un forte istinto e una fedeltà infallibile per la padrona Woody ci racconta di giustizia e violenza in una storia che strappa qualche lacrima e qualche risata.
Quella di Woody, un vero eroe, è una storia delicatissima, come delicato è il modo dell'autore di affrontare la narrazione di temi brutali, attraverso gli occhi fedeli e luminosi di un cagnolino. Mi è piaciuto e lo consiglio! I genitori di batuffoli pelosi (perché sì, io del mio cane sono la mamma e non la padrona) non potranno non commuoversi davanti alla tenerezza e all'innocenza di questo libricino, pensando al proprio cucciolo ❤️
La voce narrante di questo romanzo breve è quella di un cane e sebbene il romanzo abbia delle splendide illustrazioni, forse il modo migliore per goderne appieno è farselo leggere, ascoltando l’audiolibro come ho fatto io.
Perché Baccomo ha inventato un vero e proprio linguaggio per far esprimere il suo protagonista, un linguaggio che ha una sua propria struttura, una punteggiatura e un lessico che forse lèggendo diventa un po’ faticoso da seguire, ma ascoltato funziona benissimo.
Il punto di vista del cane, che in quanto animale è un essere puro, estraneo alle logiche umane, che si pone al di là dei concetti di bene e di male, è perfetto per parlare di violenza, e in particolare di violenza sulle donne sia perché, come già detto, il cane, a differenza di un animale umano, uomo o donna che sia, ha un’istintività che lo porta a reagire alla violenza senza cercare di giustificarla, contestualizzarla, razionalizzarla ma vedendola solo per quello che è: qualcosa che minaccia la vita della sua amata padrona e che va fermata.
Sia perché il cane come la donna e come gli animali in generale, è un essere spesso oggettificato e abusato, di cui non si riconosce la soggettività e il diritto alla felicità ma solo la possibilità di esistere in funzione della soddisfazione dei desideri di qualcun altro.
Un romanzo che è un gioiellino e che nella sua semplicità riesce ad essere potente ed arrivare al cuore della realtà delle cose.
Ci sono libri scritti da cani. E c'è un libro - forse il primo, certamente uno dei più belli - scritto da un cane: "Woody". Woody, infatti, è il protagonista e la voce narrante di questo romanzo ed è, anche, un basenji, razza di cane originaria dell'Africa. Per questo le sue frasi ci appaiono spesso sconnesse, difficili da comprendere, con parole ripetute, verbi abbozzati come farebbe un bambino o chi stesse imparando a conoscere la nostra lingua. Una lettura non semplice per chi padroneggia la lingua italiana e si trova qui ad inciampare in una grammatica abbozzata, in una sintassi quantomeno fantasiosa, incespicando nella punteggiatura, ma la dolcezza di Woody è così disarmate e la trama tanto avvincente da calamitare l'attenzione del lettore pagina dopo pagina, fino alla conclusione.
Ci sono libri scritti da cani. E c'è un libro - forse il primo, certamente uno dei più belli - scritto da un cane: "Woody". Woody, infatti, è il protagonista e la voce narrante di questo romanzo ed è, anche, un basenji, razza di cane originaria dell'Africa. Per questo le sue frasi ci appaiono spesso sconnesse, difficili da comprendere, con parole ripetute, verbi abbozzati come farebbe un bambino o chi stesse imparando a conoscere la nostra lingua. Una lettura non semplice per chi padroneggia la lingua italiana e si trova qui ad inciampare in una grammatica abbozzata, in una sintassi quantomeno fantasiosa, incespicando nella punteggiatura, ma la dolcezza di Woody è così disarmate e la trama tanto avvincente da calamitare l'attenzione del lettore pagina dopo pagina, fino alla conclusione.
Ho pianto dall’inizio alla fine. Certe cose mi fanno una rabbia... Un racconto triste ma al tempo stesso bellissimo, interessante il fatto che a parlare sia Woody stesso perché sembra proprio di riconoscerlo questo cane nei suoi comportamenti tipici da cane. Tutto quello che Woody vuole è ”pappa, giro fuori, bisogni, giochi, nanna” ma, soprattutto, la sua padrona. Perché noi esseri umani possiamo essere brutti, antipatici, storpi... ma agli occhi dei nostri cani siamo perfetti, la cosa più importante al mondo.
4 stelle perché: - di solito alle storie di cani assegno 5 stelle ma mi sembra eccessivo - in questo caso ne avrei date 3 perché va bene il punto di vista del cane, ma troppi due punti! Viene l’ansia! Ma visto che si tratta di cani non potevo dare 3 stelle
Mi ha spezzato il cuore, nonostante il lieto fine. Scritto incredibilmente, lo consiglio anche ascoltato come audiolibro. Ho pianto tutte le mie lacrime. Woody ❤️
Di facile lettura, scorrevole e veloce. Potrebbe essere una lettura da ragazzi, come consigliato anche dallo scrittore. L'idea brillante sta nel fatto che la trama è narrata dal punto di vista del cane Woody! Lo consiglio perché è una lettura veloce, piacevole e divertente.
Baccomo abbandona gli studi legali, l'io narrante di questo racconto è lo stesso Woody, un cane. La scrittura è molto semplice (essendo l'io narrante un cane appunto), e a tratti può essere un po' stancante, ma il racconto è tutto sommato veloce e scorrevole.
Letto tutto d'un fiato, a tratti comico a tratti drammatico, (attenzione che contiene fattori scatenanti/trigger per alcune persone). Ho adorato Woody e il suo punto di vista. Woof