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Un hombre que acaso se llamaba Schulz

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Una pequeña ciudad, Drohobycz, en Polonia. Dentro de esta ciudad hay una tienda donde una familia judía vende telas al pormenor. Y en el interior de esta tienda el último hijo, BRUNO SCHULZ, para evadirse de su almacén, de su pequeña ciudad, de un mundo que no sabe cómo entender, pinta y escribe. Pero Bruno Schulz sobre todo sueña. Sus sueños se entretejen con la vida y se convierten en su punto de referencia.

192 pages, Paperback

First published January 1, 1998

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About the author

Ugo Riccarelli

22 books13 followers
Nato a Cirié, in provincia di Torino, figlio di genitori di origini toscane, ha frequentato la Facoltà di Filosofia presso l'Università degli Studi di Torino.

Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e riviste tra le quali La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Diario, Grazia, Il Tirreno, Il Corriere della Sera. I suoi libri sono tradotti in francese, spagnolo, inglese, tedesco, olandese, albanese, lituano, ebraico, coreano, greco e pubblicati in numerosi paesi.

Ha lavorato all'ufficio stampa del Comune di Pisa e dal 2002 presso il Comune di Roma, prima nello staff del Sindaco Veltroni e dal 2008 all'Assessorato alla Cultura dove curava i rapporti con l'Associazione Teatro di Roma.

E' morto il 21 luglio 2013 all'età di 58 anni a Roma, dove viveva con la moglie Roberta Bortone.

Nel 1990 si era sottoposto in Inghilterra ad un doppio trapianto di cuore e polmoni.

Il 7 settembre 2013, poco dopo la sua morte, ha vinto il Premio Campiello con L'amore graffia il mondo che, per la prima volta nella storia del concorso, gli viene assegnato postumo.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Effie Saxioni.
751 reviews153 followers
February 10, 2023
[Στο πρώτο μισό της δεκαετίας του '40,περισσότεροι από 6 εκατομμύρια Εβραίοι εξοντώθηκαν από τους Ναζί. Ένας μεγάλος αριθμός προερχόταν από την ανατολική Ευρώπη, κι ήταν αυτοί που έδιναν ζωή σε έναν κόσμο, ο οποίος είχε στην κυριολεξία αφανιστεί από τη μεθοδική εφαρμογή ενός σχεδίου που υποτίθεται ότι αποτελούσε τη λεγόμενη "οριστική λύση". Ένας από αυτούς κι ο Μπρούνο Σουλτς, κάτοικος ενός φιλήσυχου χωριού της Γαλικίας, το οποίο αρχικά ανήκε στην Αυστροουγγαρία, κατόπιν στην Πολωνία και τέλος στην Ουκρανία. (Από το σημείωμα του συγγραφέα στο τέλος του βιβλίου.)]
Μια ιστορία χαραμισμένης ομορφιάς, ενός ανθρώπου που υποχρεώθηκε να επιστρέψει στη μπουσουλιστή στάση με την οποία γνώρισε τον κόσμο, για να τον αφήσει τελικά, μέρος ενός κύκλου που άνοιξε και έκλεισε πνιγμένος στο αίμα.
4/5
Profile Image for Katja.
69 reviews
May 30, 2024
Sehr guter Stil, an manchen Stellen zu surreal
Profile Image for Panagiotis Famellos.
4 reviews1 follower
September 18, 2025
Μία εξαίρετη μυθιστορηματική βιογραφία του ανυπέρβλητου Μπρούνο Σουλτς από τον Ούγκο Ρικαρέλι, που σ' αφήνει με δάκρυα στα μάτια.
Profile Image for Delia.
118 reviews
November 28, 2017
It is really hard to rate a book about the Shoah, with a historical value and a moral meaning. Maybe I faced this book with too much expectations, and it didn't satisfy me totally. The main problem is that real and dreamlike dimensions are too much intertiwined. Therefore, sometimes I had to re-read a part, in order to better understand the meaning of author's speech. For example, I thought that some dream of the protagonist were a metaphors for the drama of the Second World War. Unfortunately, they weren't, the protagonist was simply a dreamer with a vivid immagination.
Anyway, I must say that the last pages, about the Nazi's arriving and the deportation are extremely intense and able to transmit the real impression of the degradation of humanity in the name of absurd and atrocious ideas.
Profile Image for Metta.
62 reviews29 followers
February 19, 2013
"Stanotte ho sognato un bosco. Di notte e al buio.
Alzo le mani verso i rami e stacco un coltello, poi guardo in basso e con un gesto netto mi taglio via il coso. Senza un dolore.
Lo prendo, faccio una buca nel terreno e lo sotterro.
Sembra che tutto sia finito qui e invece questo è solo l'inizio: guardo intorno, verso la tappezzeria da dove escono i miei pensieri e mi rendo conto della mostruosità che ho fatto. Non è questo che posso essermi fatto. Allora riguardo in basso con apprensione, ma sotto non c'è niente. SI vedono benissimo i miei piedi, le mie piccole gambe secche piantate in terra. La terra, con le lucertole che camminano e le piattole di Rolskij. Solo quello.
Sono rinchiuso dentro un vaso di vetro, sono come un campione di laboratorio. Un reperto. Dal vaso uscirò solo per essere vetrino per microscopio.
Alla finestra c'è un ragazzo affacciato, forse è mio nipote. Guarda verso la sua destra, il capo leggermente spostato verso l'alto. Sembra in tutto mio nipote, ma lo sguardo, dico, quello sguardo è mio. Che finestra strana: dietro le spalle del ragazzo si intravedono le case.
Tra le braccia stringe un cane, il capo del cane è reclinato. Sembra che voglia proteggerlo e lo accarezza, ma lo sguardo, dico, lo sguardo di quel cane è il mio.
Questo è il sogno. Quale è la mia vita? "


Lirico, Onirico, doloroso. Bello.
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