L’energia che consumiamo ogni giorno ci mette a disposizione un piccolo esercito di schiavi. La fonte? Il petrolio. Ci ha sconvolto il mondo e il modo di vivere, anche se oggi sappiamo che non durerà. Il rischio ambientale a cui ci sta esponendo consiglia di finirla con lui prima che lui finisca noi. Ma quale sarà il costo di questa transizione? E, soprattutto, chi lo pagherà? Questo libro affronta con lucidità il problema dell’abbandono del petrolio in favore di energie “verdi”, cercando di capirne le difficoltà anziché cantarne solo le meraviglie. Una su tutte: non abbiamo nessuna certezza che vivere senza fossili sia compatibile con la crescita che i fossili ci hanno garantito. La transizione non è un pasto gratis; costa e ci costa. E può trasformarsi in un acceleratore di disuguaglianze sociali. C’è di più: ogni transizione energetica induce anche un cambiamento delle forme della politica e i combustibili fossili hanno favorito la creazione sia della democrazia del Novecento sia dei suoi limiti. Oggi, il rapporto della democrazia con la transizione è a dir poco ambiguo, e la sua capacità di sopravvivervi non garantita. È storia recente quella dei gilet gialli, scesi per le vie di Parigi contro una “tassa ecologica” che avrebbe aumentato il prezzo del petrolio e che ha finito per far rivoltare le periferie contro le élite. Da lì alla cerata di Greta Thunberg il passo è stato brevissimo: solo qualche mese e stesso colore di fondo, quasi a dare graficamente l’idea che populismo ed estremismo ambientale si alimentino l’un l’altro. Se però aspettiamo che il petrolio si tolga di torno per cause naturali o economiche, c’è il fondatissimo rischio che molti di noi nel frattempo finiscano affogati o arrosto. Cosa fare dunque? Servirebbe l’intelligenza della politica. Il che detto oggi ci fa certo già sentire irrimediabilmente affogati o arrosto. Ma dovrebbe essere una ragione in più almeno per provarci.
L’argomento è molto interessante e visibilmente l’autore lo conosce bene avendo assutno ruoli di primo piano in ambito energetico e del petrolio. Si tratta di un lavoro ambizioso, ovvero ripercorrere il rapporto dell’uomo con l’energia e fare di essa una delle origini dell’uomo moderno. Ne emergono elementi di grande interesse ma sviluppati usando un linguaggio assolutamente inadatto e che fa sovente perdere il filo del discorso. L’autore pone giustamente l’accento sulla difficoltà di liberarsi in un solo istante del petrolio e spinge a riflettere come sarebbe ben più percorribile la via del gas come sorgente a basse emissioni di CO2. Argomento da approfondire ma con altro autore.
Davvero interessante e fondamentale. Tutti dovremmo approcciarci a letture del genere per capire effettivamente cosa stia succedendo alla nostra Terra e cosa potremmo imparare a fare per evitare il peggio.