Il 20 luglio 1969 – era domenica – per la prima volta un uomo calpestava la Luna. Quest’uomo si chiamava Neil Armstrong. Per arrivare lassù più volte aveva visto la morte in faccia mentre cercava di domare macchine volanti. A cinquant'anni dallo sbarco sulla Luna, un libro che racconta, minuto per minuto, la storia di un’avventura indimenticabile. La conquista della Luna fu un evento epocale sotto tutti gli aspetti: scientifico-tecnologico, storico, politico... La sua portata fu enorme anche dal punto di vista filosofico. In quell’occasione l’uomo, per la prima volta, ha abbracciato la Terra in un solo sguardo: un impulso decisivo per superare nazionalismi miopi e verso una coscienza ecologica globale.
Infini-to, il rispettabile e interessante planetario di Pino Torinese, ha organizzato recentemente una serie di serate celebrative, con proiezione di famosi film ed eventi a latere - brevi conferenze e simili - dedicate alla conquista della Luna. In una di esse Piero Bianucci, giornalista e divulgatore scientifico, presentava questo suo libro.
Ho trovato molto interessanti sia l’argomento che la persona, la quale - dopo, quando ho cominciato a leggere il testo - ho scoperto che era riuscito a condensare in mezz’ora di conferenza quasi tutti gli aneddoti e i fatti raccontati in esso, compresa una certa disistima per la celebre (all’epoca) giornalista Oriana Fallaci, nota più che per le sue competenze giornalistiche per la sostanziale verve polemica e provocatoria. Ovviamente poi mi sono procurato subitaneamente il libro, e l’ho letto.
Decisamente interessante per la mole di informazioni che fornisce, a tutti i livelli - biografici, storici, tecnologici, scientifici, astronomici, geologici, politici, sociali - anche se talvolta con un po’ di ripetizioni, forse dovute al fatto di aver collazionato vari articoli scritti in tempi diversi senza fare un lavoro accurato di editing.
Curioso infine il fatto che Bianucci consideri segno di una vita comunque problematica, come spesso è quella degli astronauti una volta tornati sulla Terra - difficile ricrearsi un’identità “terrestre” dopo aver fatto qualcosa di così speciale - la frequenza di separazioni e divorzi. Boh, forse sarà l’influenza di Massimo Gramellini, il giornalista dell’amore unico ed eterno, dato che lui e Bianucci sono stati per parecchio tempo colleghi di giornale.