Dominio e sottomissione sono i due termini di un rapporto di potere fortemente asimmetrico che innerva la storia dell'umanità e che nella civiltà occidentale ha conosciuto numerose metamorfosi. Di questa vicenda millenaria Remo Bodei offre qui una ricostruzione, mettendo a fuoco alcuni momenti esemplari e sempre soffermandosi sulle teorie filosofiche che hanno plasmato i nostri modi di pensare, sentire, agire, e sulle implicazioni antropologiche, politiche e culturali connesse ai cambiamenti. A partire dalla tradizione antica della schiavitù che trova in Aristotele la sua più potente legittimazione, il racconto si snoda lungo i secoli per concentrarsi sull'evoluzione delle macchine chiamate a sottrarre il lavoro umano prima agli sforzi fisici più pesanti, poi a quelli mentali più impegnativi. Un processo che continua oggi con i prodigiosi sviluppi dei robot e degli apparecchi dotati di Intelligenza Artificiale o, detto altrimenti, con il trasferimento extracorporeo di facoltà umane come l'intelligenza e la volontà, e il loro insediamento in dispositivi autonomi.
[IT] Nato a Cagliari nel 1938, si laurea in filosofia all’Università di Pisa. Attualmente insegna presso l’Università di California a Los Angeles (dal 1992) e ricopre la cattedra di Storia all’Università di Pisa. Oltre a numerosi articoli e traduzioni, tra le pubblicazioni più recenti figurano, tra gli altri, Le forme del bello (Il Mulino, 1995), La filosofia nel Novecento (Donzelli, 1997), Una scintilla di fuoco. Invito alla filosofia (Zanichelli, 2005) e Paesaggi sublimi. Gli uomini davanti alla natura selvaggia (Bompiani, 2008). Più recentemente la sua ricerca filosofica si è orientata sul tema del desiderio, ovvero sulla funzione delle passioni volte al conseguimento di migliori condizioni di vita.
Campo vasto, sfuggente, insoddisfacente come un perenne update; ogni libro su uomo, macchina e intelligenza artificiale andrebbe riscritto di continuo, link su link, essendo tutto in metamorfosi e allo stesso tempo immutabile. Ossia, l'uomo in quanto tale vive, fa esperienza, sempre diversa, sempre uguale, articola ragionamenti complessi ma sempre dentro Proust, Kafka e Musil si aggira e si dibatte. Come vivere pienamente, nel tempo umano, sentirsi al centro del mondo, starci, tornarci, emozionarsi, goderne, un po'. Remo Bodei, uno dei nostri maggiori filosofi, ha detto cose più durature nei suoi saggi più importanti come Geometria delle passioni e Destini personali. Qui non riesce ad aggiungere molto di significativo, tuttavia è una lettura a suo modo stimolante; allego due passaggi che mi sono sembrati da rimarcare:
“Essenzialmente, la trasposizione dell’intelligenza e della volontà dell’uomo nelle macchine non è altro che una delle tante forme di oggettivazione della sua soggettività. A un livello, indubbiamente, molto più ampio e complesso, tale oggettivazione è analoga alla scrittura, al modo in cui i pensieri assumono la dimensione fisica di segni tracciati su supporti materiali che eventuali lettori devono essere in grado di decifrare e comprendere. Non bisogna, inoltre, considerare le macchine entità estranee e contrapposte alla nostra specie, bensì oggetti tecnici avvolti in «un alone di socialità», in quanto la stessa mente umana si forma, sin dall’infanzia degli individui e dalla nascita delle prime civiltà, entro reti di esperienze e di relazioni con il mondo che includono necessariamente strumenti e supporti esteriori.”
“Oggi, tuttavia, il presente sembra avere spesso invaso il campo di tutte le tre dimensioni del tempo. Almeno un’intera generazione si trova così (in diversa misura secondo i luoghi) ad affrontare un’esistenza precaria a causa dell’abbassamento dell’orizzonte delle attese: si sente, in molti casi, abbandonata a una rassegnazione senza desideri, perché sa che, pur proponendosi delle mete, probabilmente non otterrà nulla. Non fidandosi delle speranze, è quindi intimamente convinta che il ‘sottovivere’ costituisca la tattica più praticabile per sopravvivere. La difficoltà di individuare i contorni del futuro retroagisce sul presente producendo, in molti, demotivazione e disimpegno.”
Nota a margine (mia): 'Sottovivere' l'aveva già capito Robert Walser.
Il ricco saggio di Remo Bodei indaga il concetto di subordinazione così come si è manifestato nella storia tra uomini e altri uomini, tra uomini e animali, tra uomini e macchine. Il tema viene indagato per capire quali rapporti di potere potranno sorgere tra uomini e dispositivi dotati di Intelligenza Artificiale. Il libro coniuga perfettamente teoria filosofica e storia. L'indagine sulla schiavitù consente all'autore di introdurre temi quali la libertà, la dignità umana, i rapporti di potere tra individui. La lunga trattazione della prima parte sfocia nelle domande fondamentali poste nell'ultima parte del saggio, in cui Bodei si chiede quale influenza potrà avere sui concetti di libertà e uguaglianza il trasferimento del logos, della ragione, che caratterizzava l'uomo libero, a esseri inanimati. Il saggio è denso, da leggere con attenzione e senza tralasciare le ricche note, che possono essere una fonte di spunti per future letture di altrettanto interesse.
Un incredibile viaggio, pieno di dettagli nomi, un assurdo lavoro del grande filoso Remo Bodei, ormai morto un anno fa. È un percorso lunghissimo, fatto di filosofi e di storia, dell'iter della meccanica e delle macchine industriali, ai robot, ai dati, al deep learning, alla mente umana depauperata della capacità di ricordare, in bilico in un contorcesi pressante di presente e futuro, dove tutto è concentrato, e dove la capacità di ritagliarsi uno spazio per il pensiero, è una necessità. È impossibile riassumerne qui il significato, meglio di come non farebbe un indice analitico. Il solo indice dei nomi occupa il 10% del libro. Per non parlare delle note, un libro a sè. Incredibile.
Molto scorrevole nella scrittura, chiaro e “semplice” nei temi presentati. Una bella panoramica storico-filosofica che non annoia e dà molti spunti. Ulteriore nota positiva la mastodontica bibliografia e le puntualissime note, utili e ben strutturate.
Profondo e attuale: un excurus sulla schiavitù dall'antichità a oggi. Come si configurerà la nuova schiavitù: richiamo di applicare gli stessi schemi del passato a macchine intelligenti o di trasformarci in schiavi di un presente sempre più ingombrante?