In fuga dalla più reale delle tragedie, Stanko, esperto nella trasformazione dei saponi in esplosivi, viene catapultato nel più surreale dei mondi possibili: una Genova riconoscibilissima e assurdamente concreta. Fradicio dell'acqua lercia del porto, Stanko incontra Lotorio, obeso ipovedente in cerca di un enorme pendolo con cui autoipnotizzarsi. Fra barzellette su Tito e latrati del petulante Spocchia, Stanko e Lotorio progettano un'esplosioneall'Expo. Ma quando la polvere si solleva, spiaccicata sul piazzale c'è una strana struttura: sembra una serra con dentro degli uomini. Invece è un'astronave con dentro dei vegetali, in tutto simili ai terrestri se non inspirassero anidride ed espirassero ossigeno
Matteo Galiazzo è il Syd Barrett della letteratura italiana, un talento incredibile che ha deciso ancora giovanissimo di mollare tutto. Questo Rutto… è la versione pre-editing de Il mondo è posteggiato in discesa, il suo romanzo d’addio (alla letteratura, per fortuna Galiazzo è vivo e sta bene) pubblicato nel 2002 da Einaudi, riproposto nella forma originale, col titolo e la copertina che Einaudi aveva rifiutato. A distribuirlo è la piccola casa editrice digitale Laurana Reloaded, di Marco Drago, a suo tempo redattore de Il Maltese, la rivista letteraria che aveva tenuto a battesimo Galiazzo, prima ancora della famosa antologia collettiva di racconti Gioventù cannibale. Qui Galiazzo da libero sfogo alle sue incredibili doti affabulatorie per raccontare una storia che, dovendo proprio classificarla, definirei una favola surreale post-moderna, ambientata in una Genova straordinariamente vitale (fa un po’ impressione leggere oggi i paragrafi in cui saltano per aria lo stadio di Marassi ed il porto antico…). Il capoluogo ligure fa da sfondo alla strana storia d’amore fra un disertore dalmata ed una bellissima extraterrestre, umanoide ma appartenente al regno vegetale, ed è popolato da una serie di altri personaggi tanto assurdi quanto umanissimi, che interagiscono nelle situazioni più bizzarre e paradossali possibili, raccontate con un’ironia ed una leggerezza che non possono non conquistare. Tutto questo è opera di un (ex)scrittore che ammette candidamente nella prefazione di non conoscere affatto i classici della letteratura, di preferire i libri di divulgazione scientifica ed i manuali, ma di aver a suo tempo scelto la narrativa perché consente anche a chi non ha conoscenze e competenze particolari di esprimersi e raccontare delle storie…
Il romanzo racconta il viaggio di Stanko che scappa dal conflitto dei Balcani devastati dalle bombe, nascosto in una scatola dove ha paura di morire schiacciato dal suo contenuto durante tutto il viaggio, pensando di stare per raggiungere Venezia ma che invece arriva a Genova. La descrizione del viaggio, in perfetto stile Galiazzo, fa capire sin dall’inizio quello che si ritroverà il lettore. Il resto della mia recensione si può leggere qui: https://alessandroraschella.com/2019/...
Ok, lo ammetto: l'autore è ormai uno dei miei supereroi preferiti. Se con "Sinapsi" lo si apprezza sul breve, qui lo si adora sul medio. Intelligenza, ironia, sguardo ampio, umiltà. E, almeno per quanto mi riguarda, grasse risate. Peccato abbia smesso. Ma lo capisco... ;-)