L'iniziazione erotica e letteraria di un ragazzo innamorato di un transessuale, lo sterminio degli abitanti di un paese bosniaco, un delirio teologico-amoroso, un orgasmo precoce, un veliero in balia della bonaccia, uno sgozzamento nei vicoli di Genova, una rivoluzionaria teoria scientifica, un angelo killer che rimedia come può ai guasti dell'alfabeto. Questa raccolta di raconti infrange con decisione la prima regola di buona condotta letteraria che le opere antologiche sono solite autoimporsi: è infatti eclettica, orgogliosoamente disomogenea, mutante nei linguaggi, nei registri, nei temi, negli orizzonti di riferimento. Si passa da una prosa rindondante a una narrazione asciutta, da una scenetta comica a uno scenario tragico, dal gergo giovanile alla lingua iperletteraria, dall'universo splatter alle allegorie più ardite. Il mondo raccontato da Galiazzo è un mondo discontinuo, che procede per salti, che ha perso gerarchie e armonia, ma si è esteso in conoscenze enciclopediche indipendenti e dissonanti fra loro. L'estro affabulatorio "anfetaminizzato" di Galiazzo è in grado di coinvolgere il lettore in incongruenze demenziali, e anche quando sembra immergersi nelle competenze più specialistiche(la medicina, la navigazione, la teologia) trasmette un sapere stravolto, deragliato, percorso dalla follia .
Se incontrassi Galiazzo, io gli direi qualcosa del genere: “Caro Matteo, lo so che la vita da scrittore per un autore alternativo e visionario come te oggigiorno è dura. Ti capisco se hai deciso di non scrivere più, immagino che la tua attività di programmatore sia sufficiente a farti vivere e che non hai voglia di pubblicare altre opere. Ma io ti vorrei chiedere se ne sei proprio sicuro, magari potresti trovare qualche ritaglio di tempo da dedicare alla scrittura; sappi che se tornerai a scrivere io sarò lieto di leggerti e sono sicuro che ci saranno centinaia di altri lettori che snobbano la letteratura italiana, perché magari non conoscono autori con le palle come te, che ti leggerebbero volentieri. Sai, in questo libro un tizio che non conoscevo e di cui ora non ricordo il nome nell’introduzione si definisce paraculo per paragonarti a David Foster Wallace. Pensa che io a David Foster Wallace non l’ho ancora capito e non m’interessa capirlo, ma io qui faccio ancora di più il paraculo e ti dico che a te io ti capisco, e per il blog della Nonna che fuma tu sei persino meglio di David Foster Wallace... Il resto della recensione si trova qui: https://alessandroraschella.com/2024/...