L'interruzione volontaria della gravidanza è ampiamente accettata dalle legislazioni della maggior parte dei paesi; le ragioni politiche e sociali in favore della depenalizzazione sono state largamente discusse e analizzate. Non altrettanto intensa è stata invece la discussione sull'aspetto propriamente morale della questione. Il fatto che l'aborto sia giuridicamente depenalizzato lo rende per ciò stesso un atto moralmente lecito' Sono stati avanzati argomenti decisivi in favore della tesi per cui l'aborto non costituirebbe, in linea generale, una forma, sia pur peculiare, di omicidio' Il volume presenta una discussione critica del dibattito etico sull'aborto degli ultimi trentacinque anni, individuando due linee principali di argomentazione in favore della sua liceità morale: una che sostiene che il feto non possegga il diritto alla vita o a una considerazione morale, per l'intera durata della gravidanza o per una parte cospicua di essa; l'altra secondo cui, anche se si attribuisce al feto il diritto alla vita, esso non può prevalere sul diritto della madre alla libera gestione del proprio corpo. La tesi difesa nel libro è che entrambe le linee argomentative presentano gravi problemi e prestano il fianco a importanti obiezioni, oltre a dar luogo a conseguenze discutibili o paradossali. La valutazione morale dell'interruzione volontaria della gravidanza risulta pertanto molto più problematica di quanto non venga generalmente ritenuto.
Sicuramente uno dei migliori testi sulla moralità dell'aborto. Reichlin discute le principali argomentazioni favorevoli e contrarie, mettendone in evidenza le problematiche, e proponendo la sua visione della questione, basata sull'etica del rispetto per le persone che, in parole povere, consiste nel considerare le persone mai solo come mezzi ma sempre anche come fini. L'etica del rispetto per le persone viene delineata in modo molto chiaro nella prima parte del libro.
La seconda parte, più estesa, si concentra sul concetto di persona. Per rispondere alla domanda "chi è persona?", l'autore si rifà ad una concezione sostanzialista, secondo cui la persona coincide con il suo corpo, in contrasto con la concezione funzionalista dominante, secondo cui la persona per essere tale deve essere in grado di manifestare in atto determinate capacità. In questa parte sono discussi i criteri per definire la persona, il concetto di potenzialità, le principali obiezioni alle tesi funzionalista e sostanzialista e la questione fecondazione/impianto.
La terza parte si concentra sulla questione dell'autodeterminazione femminile. In particolare, ci si chiede se, una volta accettato che l'embrione è persona, questo ha diritto di utilizzare il corpo della madre per il proprio sostentamento. Vengono discusse approfonditamente la visione femminista e la questione del violinista di Thomson. Reichlin risponde in modo affermativo alla domanda, rifacendosi alla responsabilità della madre per l'esistenza del feto, alla sua responsabilità genitoriale verso di lui e al carattere ordinario della gravidanza.
L'autore conclude il libro affermando che, nonostante l'aborto sia moralmente ingiustificabile, in questo caso la legge dovrebbe essere più permissiva di quanto la conclusione morale potrebbe fare intendere, a causa di alcune ragioni pratiche, come il problema degli aborti clandestini e le questioni di giustizia sociale, auspicando un adeguato sostegno alle famiglie e la realizzazione di un'effettiva parità sociale tra uomo e donna. Reichlin si pone quindi in contrasto con la maggior parte degli autori contrari all'aborto, separando la moralità dell'aborto dalla sua legalità.
Reichlin è un filosofo e un professore universitario, il che si riflette piuttosto palesemente sul suo stile di scrittura, abbastanza denso e accademico. Non considererei questo un libro "divulgativo": è un libro che tratta la questione dell'aborto in maniera piuttosto specialistica e chi è a digiuno di bioetica o di filosofia morale in alcuni punti potrebbe trovarlo leggermente ostico. Tuttavia, se volete avere una panoramica approfondita delle varie posizioni in gioco e una loro intelligente discussione, questo è forse il libro migliore che possiate trovare ad oggi.