Questa è la storia di una bambina tutta verde, che vive in una casa tutta verde, ha giocattoli e vestiti tutti verdi, mangia addirittura cibi tutti verdi. E felice in questo piccolo universo a un colore, così come hanno deciso i suoi genitori, convinti che il verde sia il colore più bello del mondo. Ma quando la bambina inizia la scuola scopre intorno a sé una realtà tutta nuova e coloratissima. Come convincere la mamma e il papà che il rosso, il giallo, il blu non sono una minaccia ma una bellissima alternativa da avvicinare al verde? Gherardo Colombo affronta con delicatezza tematiche a lui care: il senso di giustizia, l'inclusione, l'accettazione della diversità in un mondo in cui essere differenti è bello. In questo libro saranno i bambini a portare il colore nella vita degli adulti che hanno perso il potere dell'immaginazione. Per dare a tutti, grandi e piccoli, il coraggio di aprirsi al mondo, e capire che «se tutti fossimo dello stesso, identico colore ci mancherebbe la vivacità della vita». Età di lettura: da 8 anni.
Magistrato attualmente fuori servizio, è noto per aver condotto, o contribuito a condurre, inchieste importanti sul crimine organizzato, la corruzione, il terrorismo e la mafia. Oggi è vicepresidente della casa editrice Garzanti. Ha pubblicato diversi libri nei quali mette la sua esperienza di magistrato al servizio di una divulgazione attenta e scrupolosa dei concetti di democrazia, giustizia e cittadinanza. Fra i libri più noti, ricordiamo Sulle regole (Feltrinelli 2008), Il vizio della memoria (Feltrinelli 1998) e Sei stato tu? La costituzione attraverso le domande dei bambini (Salani 2009). Ultimo titolo uscito, che inaugura la collana di Bollati Boringhieri "I sampietrini" è Democrazia (2011).
Sono così belli i colori. Apprezziamoli di più con la semplicità e la meraviglia che possiedono i bambini. È il secondo libro che leggo di Colombo indirizzato ai piccoli lettori. Mi sono piaciuti entrambi molto sia per quanto riguarda le tematiche sia per la modalità "leggera" con cui riesce a trattarle. Lettura consigliata.
un bellissimo racconto che introduce, con una bella metafora, alla tolleranza. una tolleranza di qualsiasi tipo. perchè? ci sono due genitori che da sempre hanno cresciuto la propria bambini con i propri ideali e principi, da loro ritenuti gli unici e i soli giusti al mondo, che la bambina avrebbe dovuto seguire e coltivare. insomma, la bambina cresce sotto la loro ala per molto tempo, pensando, giustamente, che i suoi abbiano perfettamente ragione, finchè un giorno non va a scuola per la prima volta. lì rimane abbagliata dal fatto che tutto sia diverso da ciò che effettivamente le veniva impartito in casa sua. e allora inizia a cambiare, risultando dapprima una sorta di minaccia per i suoi genitori e piano piano una svolta anche per loro. la bambina stessa ha insegnato ai genitori la tolleranza. in questo caso, è una tolleranza verso i colori, ma in ogni caso si può interpretare come si vuole: tolleranza verso altre razze, verso altre religioni, verso altre sessualità, verso altri modi di agire e di comportarsi. insomma, i genitori capiscono. capiscono che è giusto avere dei propri pensieri, ma che è ancora più giusto rispettare i pensieri degli altri invece di criticarli ritenendo solo i propri degni di esistere. questo libro insegna molto, è una bellissima metafora dedicata alla vita e, soprattutto in questo mese, il mese del pride, questo insegnamento dovrebbe volare di casa in casa. non solo questo mese, ovviamente, ma è un alro modo per sensibilizzare qualcosa che, in realtà, non ha assolutamente bisogno di essere sensibilizzata. tantissimi secoli fa, non c'era bisogno di spiegare nulla che non fosse un crimine. solo i crimini erano punibili, ma non era un crimine amare una persona del proprio stesso sesso o avere la pelle di un colore diverso. addirittura integravano ogni dio esistente nelle proprie religioni, pesate un po'. perchè invece di evolverci, retrocediamo? mi sembra una presa in giro. questo lirbo dovrebbero leggerlo tante persone, soprattutto i genitori, a parere mio.
Illustrazioni sopraffine. Avrei reso la narrazione ancora più delicata ed eterea cercando di spiegare il meno possibile la storia, che é una dolce parabola sulla tollerenza e sul coraggio di accettare il diverso. Il racconto sottende già una morale implicita, una metafora molto chiara che, a mio avviso, perde un po' di efficacia nel momento in cui viene mostrata troppo esplicitamente. Per il resto è un piccolo gioiellino.
Semplice racconto dove, grazie alla figlia, una famiglia si accorge che i propri gusti, abitudini, modi di fare si possono cambiare o ampliare grazie al rapporto con gli altri. Infatti spesso inizialmente la conoscenza dell’Altro spaventa, ma in realtà arricchisce ogni persona. “la molteplicità dei colori rende brillante lo sguardo e allegra l’esistenza, altrettanto la varietà di chi ci circonda rende più ricco ciascuno di noi”
Per le magnifiche illustrazioni di Sofia Paravicini si meriterebbe infinite stelline!
La storia molto carina: una bella metafora per raccontare la tolleranza e le diversità. Peccato che sul finale venga svelata un po' troppo. Funzionava già molto bene metafora, senza il bisogno di passare al "piano della realtà".