Un coro di voci femminili, storie o istantanee di vita. Le tre parti che compongono il libro riflettono la crescita da bambina a donna delle protagoniste, con una variazione di temi, ritmi e registri linguistici che mettono in luce le straordinarie capacità narrative di Sandra Cisneros. Immagini, colori e odori emergono dalle pagine con una forza narrativa senza uguali: la scrittura figurativa di Cisneros, la sua bravura nel dipingere veri e propri affreschi, dando loro non solo una dimensione visiva, ma anche olfattiva e sonora, appare in questa raccolta in tutta la sua potenza. Ingenuità e passionalità, ma anche disincanto e amarezza caratterizzano le protagoniste di questi racconti in una società in cui i ruoli dell’uomo e della donna sono cristallizzati in rapporti di subalternità.
Sandra Cisneros is internationally acclaimed for her poetry and fiction and has been the recipient of numerous awards, including the Lannan Literary Award and the American Book Award, and of fellowships from the National Endowment for the Arts and the MacArthur Foundation.
Cisneros is the author of two novels The House on Mango Street and Caramelo; a collection of short stories, Woman Hollering Creek; two books of poetry, My Wicked Ways and Loose Woman; and a children's book, Hairs/Pelitos.
She is the founder of the Macondo Foundation, an association of writers united to serve underserved communities (www.macondofoundation.org), and is Writer in Residence at Our Lady of the Lake University, San Antonio. She lives in San Antonio, Texas.
La bravura di Sandra Cisneros, grazie alla quale riesce a rendere vividi i suoi Piccoli miracoli, risiede tutta nel registro linguistico, che adatta di volta in volta alla maturità anagrafica ed emotiva delle donne che racconta. Dalla sua scrittura trapelano colori, rumori, odori e suggestioni. Dentro alle sue parole si mischiano volti, età, legami, delusioni e speranze. Se c’è un modo in cui immaginarsi il Messico e la sua gente, che viva ancora lì o, al contrario, abbia scelto di andarsene lontano, è proprio attraverso un racconto di questa scrittrice.
Sono davvero sorprendenti i racconti raccolti in Piccoli miracoli. Protagoniste di tutte le storie sono donne di origine messicana, colte in diverse fasi della vita dall’infanzia alla maturità, ma in tutte esplode una grande vitalità. Dove si rappresenta il gioco dei ruoli sociali e di genere, la figura maschile è debole e condannata a rincorrere il suo stereotipo, quella femminile, pur nelle difficoltà e nella subalternità, emerge con un’infinità di risorse attinte dalle fonti più differenti, dal mito, alle divinità religiose, alla superstizione, alla sensualità. Non si tratta di eroine piene di virtù, ma di donne che vivono e sono capaci anche di passione, “come fa una donna a essere felice in amore? Ad amare così, ad amare con la stessa intensità con cui odiamo? Noi donne della mia famiglia siamo fatte così. Non dimentichiamo mai un torto subìto. Sappiamo amare, ma sappiamo anche odiare.” E sono donne che hanno provato la durezza della vita già nell’infanzia e crescono portandosi dentro tutto ciò che sto state, “perché il modo in cui si cresce è un po’ come una cipolla o come i cerchi neri tronchi degli alberi o come le mie bamboline di legno che entrano una dentro l’altra”, ma vogliono vivere la vita fino in fondo, “in un modo o nell’altro […] rimetteremo il mondo a posto e continueremo a vivere. Voglio dire a vivere le nostre vite come dovrebbero essere vissute. Con la gola e con i polsi. Con la rabbia e il desiderio, la gioia e il dolore, e l’amore fino a che fa male, forse. Ma per la miseria, ragazza. Vivi.” Sono tutti racconti e frammenti ben riusciti, tra questi, a mio personalissimo parere, spiccano Undici, Bien carino e il più complesso e articolato Occhi di Zapata.
Sandra Cisneros mi aveva già conquistata con The House On Mango Street e, adesso, con Piccoli Miracoli conferma solo l'ammirazione che provo per lei e per la sua scrittura. La bravura dell'autrice sta nell'abilità con cui riesce a creare atmosfere reali, storie in cui il lettore/la lettrice può davvero immergersi e personaggi in cui può davvero immedesimarsi. La donna, nella sua condizione di subalternità, viene ancora una volta dipinta dalla scrittrice attraverso un testo polifonico. Chi si accosta alla lettura può instaurare un rapporto con ogni singola voce in maniera autentica. Ogni storia porta con sé un frammento di verità, di quotidianità, di lotta e di speranza. Ho riso e mi sono commossa. Mi sono arrabbiata e ho trovato forza. Scrittura essenziale ma potente, capace di arrivare dritta al cuore senza mai risultare banale.
• È così che diventa la faccia, a forza di osservare tutto. Queste rughe sono nuove, questo solco, la mascella serrata. Gli occhi si raggrinziscono per lo sforzo di vedere di notte. Dicono che le vedove dei marinai hanno occhi così, a forza di scrutare la linea dove il cielo e il mare si fondono. Lo stesso succede a noi con tutta questa guerra. Siamo tutte vedove. Gli uomini non meno delle donne, perfino i bambini •