Daniele Bossari ha scritto un libro coraggioso, senza sconti, che esplora i luoghi più oscuri dell'animo. Ma è anche un libro d'amore, per la donna che gli è stata accanto, la figlia e tutte le altre stelle che possono guidarci fuori dal buio. È un paradosso, Daniele. In lui convivono il blues e il rock 'n' roll, il bianco e il nero, il buio e la luce. Grazie alla sua energia esplosiva e alla sua voce suadente ha realizzato da giovanissimo il sogno di lavorare come speaker in radio. Da quel momento è stato un crescendo: dopo la radio è arrivata la televisione, e con essa l'impressione nitida che la sua vita avrebbe potuto risplendere sempre, se solo avesse continuato a essere se stesso. Fino al momento in cui si è interrotta, la sua ascesa sembrava inarrestabile. Di fronte alle prime critiche, alle prime prese in giro, ai primi rifiuti, Daniele, improvvisamente indifeso, si è trovato a fare i conti con la faccia nascosta della sua luce: l'insicurezza, la fragilità di chi si sente nudo di fronte al mondo eppure a quel mondo vorrebbe andare incontro, il terrore di non essere all'altezza del palcoscenico che si era guadagnato, il timore di non riuscire a incanalare le proprie energie in modo positivo, ma solo per diventare la versione peggiore di sé - un uomo che vive nel totale isolamento, bottiglia di whisky alla mano, preda di quella che comunemente si chiama depressione. «Non credevo di riuscire a tornare alla vita. Poi mi sono schiantato sul fondo del mio personalissimo abisso e sono andato in pezzi. Solo allora mi sono accorto che alcuni di quei pezzi erano schegge di luce: l'amore per mia figlia, l'unione profonda con mia moglie, la sacralità della mia famiglia; gli alberi che frascheggiano al vento, la sensazione del sole sulla pelle, i fiori nel nostro giardino».
Daniele Bossari è un dj radiofonico e conduttore televisivo. È un grande appassionato di tecnologie, filosofie orientali e tematiche esoteriche e spirituali.
Daniele in questo libro ci regala una parte di sé. I suoi sogni da ragazzino, le sue innumerevoli passioni, il suo buttarsi a capofitto, i suoi esordi in radio e poi in tv. Il culmine della sua carriera. Le critiche. Gli errori. Il lento declino. La paura. Empatia, sensibilità, introspezione e insicurezza, un mix non proprio adatto al mondo della televisione.. E lentamente Daniele si perde. In lui bianco e nero convivono fino a scivolare verso l'oscurità, nella depressione. Ma quando ci si arriva a passi piccoli, non ci si rende conto della gravità della situazione finché non si sbatte sul fondo. Finché non si è sigillati nella propria corazza e, un passo alla volta, si sono chiusi fuori tutti. E a quel punto si è soli e si va verso l'autodistruzione. Apatia, inattività, alcool. Ci si lascia andare. E si odia se stessi perché non si riesce a controllare tutto ciò. Si resta soli in compagnia nell'oscurità, dei propri demoni e del whisky.
Un libro che mi ha toccata molto da vicino. Una storia nella quale si tocca il fondo ma si trova anche il coraggio di tornare a galla e ricominciare a vivere... e non sempre le storie di depressione finiscono così bene. Devo dire che mi è piaciuto molto. A volte un po' perso in dettagli inutili, ma l'ho sentito troppo mio per non amarlo, il che effettivamente non rende questa recensione imparziale, ma non importa 🤣 Nuove sfaccettature a caratterizzare un personaggio pubblico che me lo fanno apprezzare ancora più di prima.
Parlarvi di questo libro non sarà facile, così come non sarà semplice esprimere a parole la miriade di sensazioni e sentimenti che mi hanno travolta durante la lettura.
“La faccia nascosta della luce” affronta molti argomenti tanto delicati quanto seri, trattati con incredibile intelligenza e di una veridicità spesso spiazzante; soprattutto nell'affrontare il tema della depressione, anzi no, scusate, nel descrivere ed esporre la sua esperienza personale e la sua lotta con questa “malattia” devastante, Daniele Bossari è riuscito con grande rispetto e soprattutto con un’incredibile cultura a raccontarsi e mettersi a nudo, senza mai cadere nel banale, senza mai minimizzare o enfatizzare, ma rimanendo sempre fedele a se stesso e a ciò che ha voluto condividere con noi, con grande generosità e smisurata umiltà. Cosa vi aspetta durante la lettura? Ci verrà offerto un posto in prima fila nella vita di un uomo, sì di spettacolo, ma in primis un uomo, che ci renderà partecipi del suo vissuto, degli incontri fortunati e delle delusioni in campo lavorativo; lo farà in maniera talmente semplice e umile, che leggere del suo incontro con Claudio Cecchetto o Jovanotti, mostri sacri nel campo della musica italiana, ci apparirà sia emozionante che… passatemi il termine… normale. Non pensate, vi prego, che si tratti di una biografia lavorativa di Daniele; questo libro è tutto tranne questo. La sua carriera, le sue esperienze fanno da contorno e ci faranno capire man mano alcuni stati d’animo e reazioni di questo conduttore/artista/uomo di grandissima cultura. Sicuramente, una particolare esperienza in uno sgabuzzino mi ha lasciata interdetta; certamente il giudizio negativo, pesante e indubbiamente senza riguardo nei confronti dei sentimenti umani da parte un importante critico ha contribuito in maniera forte e decisiva alla discesa verso l’abisso di Daniele. Come vi ho già detto, il breve passaggio riguardante la sua carriera è secondario rispetto al contenuto vero e proprio di questo libro. Daniele ci parlerà, in maniera schietta e libera da filtri, di un capitolo importantissimo della sua vita, facendoci entrare, apparentemente senza timore, in quello che per anni è stato il suo mondo oscuro, spiegando per filo e per segno la sua personale ricerca dell’oblio, come lo definisce lui, raccontandoci con una franchezza disarmante, il suo quotidiano atroce… STOP! Il termine “atroce” è per chi legge dall’esterno; per chi lo vive e mi riferisco a quel quotidiano, in generale, non quello di Daniele nello specifico, è come dire? L’unico attimo di fuga? L’unica strada sicura che non terrorizza a differenza di tutto quello che è la vita reale? L’unico modo che l’IO accetta come plausibile o tollerabile? Sì! Per Daniele tutto ciò era rappresentato dal bere una o due bottiglie di whisky alla sera rinchiuso nel suo studio, tra i suoi libri e la lettura alla ricerca di risposte; per altri magari è la droga, o il gioco o semplicemente il nulla, un nulla rappresentato, come ho già detto, da quel momento (che può durare ore nell’arco della giornata) che regala una apparente ed effimera serenità, che nella sua fallacità imprigiona e ammalia, rendendo il malcapitato dipendente e assuefatto. Potrei passare ore a parlare di questo libro: la narrazione non ha una vera e propria trama, ma è una storia, è il racconto di un uomo che è stato capace di rialzarsi dopo essere sprofondato nell’abisso più profondo. Un uomo che ci fa immergere insieme a lui in quell’abisso, e che ne è riemerso grazie alla sua famiglia, alla sua intelligenza e incredibile cultura – una cultura varia, variopinta, soprattutto in ambito esoterico, mistico e misterioso –, alla voglia di conoscenza e di trovare risposte. Daniele ci mostra in questo suo racconto la sua via, sua e unicamente sua! Non dà risposte assolute a chi soffre del male che lo ha quasi portato all’autodistruzione, non ci propone una guida per uscire da quel tunnel oscuro e doloroso; ci racconta, bensì la sua esperienza, la sua vittoria. Regala in un certo modo speranza. Sicuramente avrete notato che a un certo punto ho iniziato a chiamare l’autore per nome; in questo caso lo ho fatto spontaneamente e ammetto di essere stata testimone della carriera di Daniele, insomma ho seguito fin da giovane moltissimi, se non tutti i suoi programmi, quindi ammetto senza remore di essere una sua fan, ma questo non inciderà sulla valutazione che darò al suo libro, promesso.
Seguendo varie interviste relative all’uscita del libro, mi sento di dire che lo ha scritto di suo pugno, il ritmo e le terminologie usate sono a parer mio sue e non di terzi, spero di non sbagliarmi. In ogni caso la lettura è scorrevolissima e incredibilmente accattivante, incuriosisce, rende partecipi all’inverosimile, regala emozioni indicibili nel bene e nel male. Porta il lettore a partecipare e mai a giudicare! Un plauso va a parer mio al registro, di una godibilità encomiabile, alla totale assenza di refusi e alla ricerca di termini eruditi, ma comprensibili a un pubblico vasto. Che dire di più? Leggetelo se avete avuto un periodo nero, leggetelo se conoscete Daniele tramite la TV, leggetelo se volete semplicemente farvi un’idea di un baratro che assilla una gran parte della nostra società, sia che lo conosciate o meno. Se lo consiglio? Assolutamente sì!
Buongiorno a tutti gattini e gattine, è con immensa gioia e commozione che oggi voglio parlarvi del libro "La faccia nascosta della luce" di Daniele Bossari, regalo che mi sono fatta per Natale.
Premetto che non amo molto i libri scritti da personaggi del mondo dello spettacolo, spesso non proprio farina del loro sacco, aiutati da ghost writers ed editor di alto livello. A ciascuno il proprio mestiere ho sempre pensato.. ma questo caso è diverso.
Dopo aver visto una intervista che lo stesso Daniele Bossari ha rilasciato, in cui ha parlato del suo libro, per i temi trattati e per la simpatia che ho sempre nutrito per questo "ragazzo" dalla faccia pulita e il sorriso sincero, ho deciso di acquistarlo.
E posso affermare con certezza che non mi pento di averlo fatto.
Io, come quelli della mia generazione, hanno imparato a conoscere Daniele attraverso il piccolo schermo e le trasmissioni da lui condotte, e lo ho sempre apprezzato, un po per la sua oggettiva bellezza, un po per il sorriso sincero e per l'immagine pulita che è sempre riuscito a trasmettere. Con tanto coraggio ha voluto raccontare al pubblico l'altra faccia del successo, della popolarità e con grande umiltà è riuscito a parlare dei suoi demoni, delle sue fragilità, e di come ha affrontato il momento più buio e terribile della sua vita.
Lo ha fatto in modo diretto, dettagliato e pulito, partendo dal principio, da quando ha raggiunto il successo fino ad arrivare alle prime pesanti critiche che hanno minato una sicurezza che era già vacillante nel suo inconscio. Non ha risparmiato i racconti dei momenti peggiori, crudi, devastanti. E' riuscito a spiegare come i demoni sono lentamente entrati nella sua testa, rosicchiando lentamente tutte le sue sicurezze e certezze. Ha affrontato temi importanti e forti, come la depressione e l'alcolismo, temi che purtroppo ancora oggi non tutti hanno il coraggio di affrontare, per paura del giudizio e in alcuni casi perché non si ritengono vere e proprie malattie.
Daniele con questo racconto ha avuto il coraggio di mettersi a nudo, con il rischio di ricevere pesanti critiche e giudizi, e lo ha fatto dando sfogo a tutta la sua profondità. Tra queste pagine non si legge solo la storia di un uomo che dal successo è sprofondato nel baratro, ma anche di amore, incondizionato che lotta contro tutto e tutti. Per chi non ha mai provato la depressione sulla propria pelle non può capire a pieno il senso di questo romanzo, a volte quando si è quasi fuori dal tunnel, si avverte la forte necessità e il bisogno di mettere nero su bianco la propria vita e di dare un nome alle proprie emozioni.
Non nego di aver pianto e sofferto in molte occasioni, proprio perché purtroppo quei demoni di cui lui parla li conosco fin troppo bene. È un romanzo che mi sento di consigliare a tutti, perché se ci si dimentica per un momento chi è l'autore, si legge la storia di un uomo che ha sofferto, ha lottato e sta lottando tutt'ora insieme alla moglie e alla figlia per sconfiggere una delle malattie, perché è di questo che parliamo, più comuni del nostro tempo.
Emozioni forti, potenti e importanti mi ha lasciato questo racconto e sono felice di averlo letto, perché alle volte quando si sta male si pensa di essere i soli a provare certe cose, ma sapere che altre persone hanno lottato e vinto fa sembrare la propria realtà un po meno dolorosa, accende una piccola fiammella di speranza che le cose possono cambiare. Vi saluto augurandovi buona lettura. Valutazione di lettura: 😻😻😻😻😻
Si potrebbe dire che l’autobiografia di un personaggio televisivo non sia alta letteratura, il che potrebbe essere vero se non si pensa che una testimonianza come questa può assumere anche un valore importante, che va interpretato in relazione all’esperienza del suo lettore, o lettrice. Per quello che mi riguarda ha toccato molte corde, e anche qualche ferita aperta. Mi sono ritrovata ad annuire più volte nel corso della lettura, a sottolineare molte frasi e ad estrarre interi paragrafi per salvarli e poterli rileggere in futuro. Parole che mi hanno fatto sentire compresa e meno sola, perché seppur in modo forse un po’ voyeuristico, sono stata parte del dolore di Daniele. In momenti di grande sofferenza è facile credere di essere gli unici a vivere quello che si sta attraversando (o provando almeno ad attraversare come meglio si può), ma quello che davvero ci accomuna tutti, animali umani e non, è proprio il dolore. Forse non ci piace troppo ammetterlo, né che ci venga ricordato spesso, ma in fondo il dolore è tra le poche cose che ci rende davvero tutti uguali, e umani. Così come l’amore, la luce di cui parla Daniele. Ed è anche grazie a testimonianze come queste che diventa un pochino più semplice provare a capire quanto la depressione sia anche mancanza di luce, di amore, che in fondo sono già lì, presenti, ma che attendono di essere visti e riconosciuti dietro alla loro faccia più nascosta.
Di solito si valutano i libri qui sopra, se ti intrattengono o se ti trasmettono qualcosa, ma quando il racconto è semplicemente la vita di una persona come la puoi valutare? Posso valutare per la sincerità e per quello che chiamerei coraggio (perché non so come definirlo in altro modo) di raccontarci tutto, anche quello che molti altri avrebbero tenuto nascosto per vergogna, timidezza o altro, sapendo che in realtà il vero coraggio è affrontare i propri draghi, non preoccuparsi del pensiero degli altri. Valuto il fatto di aver sentito alcuni passaggi così reali e vicini da doverli forse ancora metabolizzare. Valuto anche il non essermi immedesimata nei discorsi esoterici, perché è un esercizio di empatia capire che non tutti trovano le risposte nelle stesso posto, l'importante è trovarle. E lo valuto soprattutto perché è un racconto che può essere utile da leggere per chi vuole solo capire e sapere che esiste anche nella realtà il lieto fine, è faticoso da raggiungere, non è forse come si immagina, ma c'è.
Anni fa avevo molto apprezzato questo presentatore, scoppiettante in radio ma dagli occhi malinconici in tv e, molto dispiaciuta, sapevo che Bossari era caduto in una profonda depressione. In questo libro si racconta, si mette profondamente a nudo raccontando le sue riflessioni e svelando il suo abisso profondo da dove poteva solo risalire. Si è dilungato in alcuni particolari ma ha ammesso tutti i suoi errori e ha capito che solo l’amore di chi ti sta vicino ti può aiutare ad uscire dal buio.
Lettura che soddisfa la curiosità di chi ha vissuto il fenomeno Bossari e si è chiesto "ma che fine ha fatto?". L'autore trova il coraggio di raccontare la sua estrema esperienza di vita, di come è crollato su se stesso senza appigli o vie di fuga. Mi piace l'entusiasmo con cui è scritto il libro, un pò meno il finale, diciamo un pelo sbrigativo. Lettura interessante!
La parte introspettiva, dove descrive la propria esperienza di depressione e tutto ciò che ha comportato per lui e chi gli stava attorno, è molto pulita ed espressiva. Bello.
...ché ogni buio è differente, non è solo abisso, né semplice tenebra. Ogni strada è differente ed ognuno, spesso, è solo. E comunque, #filippasantasubito