A cinquant'anni dal processo di Norimberga, il dramma jugoslavo porta nuovamente alla ribalta un tema che pareva sepolto dalla storia, quello dei criminali di guerra. Ma dove sono, chi sono stati i Mengele e i Kappler di questi ultimi, tragici mesi, quali sono le loro storie e quali, se esistono, le spiegazioni che possono addurre? Giuseppe Zaccaria ha individuato molti di questi personaggi, li ha incontrati, ne ha ricostruito le storie.
Realtà nuda e cruda di quello che è stato vivere nei territori della ex Jugoslavia durante gli anni del conflitto. Una visione generale che si concentra poi sulla violenza esercitata dalle persone (?) Durante gli scontri. Un riflessione su quanto il lato umano rimanga tale davanti a situazioni di forte pressione ideologica, politica, bellica. Violenza fisica, psicologica, territoriale.. e dietro? Il progetto di creare una nazione etnicamente pulita, peccato che ogni fazione voleva esserne a capo e l'unica soluzione trovata è stato compiere genocidi come se non ci fosse un domani. Elemento d'impatto, se non basta leggere questo libro, un elenco di tutte le torture eseguite che trovate nella chiusura del libro. Molto, molto interessante!
LIbro potente che non scivola nel sensazionalismo. Fatti narrati con una precisione quasi chirurgica, ma ciò che colpisce davvero è la lucidità con cui emergono le responsabilità, le voci e le tragedie individuali dentro una guerra spesso raccontata in modo superficiale. È uno di quei libri che non si “finisce”, perché resta addosso e continua a lavorare dentro.L’ho trovato talmente valido che, dopo averlo letto, ho deciso di acquistarlo. Uno dei migliori che abbia affrontato sull’argomento.
Maneggiare con cautela un documento simile . Cautela nei vi fronti della propria umanità e della propria coscienza . È crudo , oltre ogni immaginazione . Documento necessario per comprendere la meccanica psicologa e organizzativa dell’ annientamento umano dell’avversario durante un conflitto . Non viene risparmiato nulla . Astenersi stomaci deboli .