"Il paese sbagliato" alla sua prima pubblicazione, nel 1970, mise a nudo le deficienze di una scuola vecchia e inadeguata. Da allora molto è cambiato, eppure l'insegnamento continua a essere sotto tiro, vittima delle storture di un sistema burocratico e inefficiente, mentre la televisione tende a occupare il tempo una volta dedicato ai giochi e alla lettura. Capire che scrivere è "scoprire gli altri", che le parole sono anche suoni e colori, che la storia non è quella dei manuali, che si può stare insieme, anche se diversi, è quanto hanno imparato gli allievi di Mario Lodi. Il suo diario racconta quell'esperienza suggerendo il modello di una scuola che innanzitutto vuole educare, e che crede nello studio come occasione di crescita morale e civile. Con una "Lettera aperta ai giovani maestri".
Questo libro è stato un odi et amo. Dovevo iniziarlo molto tempo prima, ma per forse di causa maggiore (ritardi sullo studio e la mancanza di voglia) l’ho iniziato tardi, e la stessa lettura è arrivata tardi. Di questo me ne pento, il libro è stato meraviglioso, dolce e rivelatorio: solo come dei bambini sanno essere. Ho tratto tanti spunti per quella che sarà la mia futura classe ed il suo funzionamento; vorrei attuare l’idea del giornalino di classe, dei disegni mensili, e scrivere un resoconto giornaliero di ciò che avviene in aula. Adesso non mi resta che fare l’esame, speriamo per il meglio! 🍀🍀
Un documento fondamentale per capire come la scuola potrebbe davvero essere. Una testimonianza del fatto che, già negli anni '60, c'erano persone che avevano capito quanto la scuola strutturata come era (ed è strutturata) avesse dei limiti e come fosse in realtà facile superare questi limiti mettendo al centro il bambino. Sono rimasta affascinata dalle trascrizioni dei dialoghi dei bambini che, in piena campagna cremonese negli anni '60 e in un contesto contadino, dimostrano una cultura e un patrimonio di conoscenze che molti oggi possono solo sognare!
L'autore scrive nel 1970..quello che mi stupisce conoscendo la scuola è che molti dei suoi spunti sono ancora cosi attuali! Da allora sembra che veramente poco sia cambiato nella scuola italiana se non forse in peggio..avrei lasciato più spazio alla metodologia che agli esempi..talvolta un po' pesante. Comunque un buono spunto per chi lavora in ambito educativo e scolastico.
Non solo la meravigliosa testimonianza di una didattica libera ma anche uno spaccato interessantissimo della società italiana e delle sue problematiche negli anni '60. Ho cercato di assorbire tutto il possibile.