Disturbo Dissociativo dell'Identità. Il Gorilla ne soffre sin da bambino e ha imparato a nascondersi e sopravvivere, almeno fino a quando qualcuno non gli ha sparato in testa, dieci anni fa. Adesso ha cambiato vita e se ne sta ad Amsterdam, dove - grazie alle proprietà terapeutiche della marijuana - ha stipulato una tregua con il suo alter ego: il Socio, il doppio in agguato, che gli ruggisce dentro e che è sempre pronto a prendere il sopravvento. I due sono diversi, e non hanno mai avuto un rapporto facile. Se il primo è istintivo, ironico, poco avvezzo alla violenza, il secondo è freddo, spietato, letale. Rientrato a Milano per la morte di un amico, il Gorilla finisce invischiato nel pasticcio di un incendio doloso. Tra le pieghe della città, dove si aggirano dropout e vecchi militanti dell'estrema sinistra, imprenditori alla canna del gas, forzuti vigilantes e pretoriani del decoro urbano, dovrà fare i conti col passato, misurare il peso delle sconfitte collettive, tenere a bada il Socio, vedersela con la metropoli di NoLo e piazza Gae Aulenti, del Bosco Verticale e del dopo Expo, la metropoli - smart e friendly - che cambia ogni giorno, vendendosi ogni volta un pezzo di anima. Personaggio leggendario del noir italiano, il Gorilla è tornato in pista, in un viaggio al termine della notte che svela la schizofrenia di questo tempo marcio, ammantato di promesse scintillanti come i nuovi grattacieli, inchiodato alle ingiustizie di sempre.
È nato a Cremona nel 1964. Diplomatosi alla scuola alberghiera di San Pellegrino terme, ha svolto numerosi mestieri – dal cuoco al facchino al rappresentante – prima di cominciare l’attività di giornalista freelance per varie testate, tra cui il quotidiano il manifesto.
Militante per anni del movimento dei centri sociali, con i quali ha collezionato botte e denunce sino al 1994, è stato tra gli autori di "Antologia Cyberpunk" (Shake edizioni), e nel 1996 ha pubblicato "Italia Overground" (Castelvecchi), saggio sull’Italia delle controculture. Nel 1999 ha esordito nella fiction con "Attenti al Gorilla" (Piccola Biblioteca Oscar), dove ha fatto la sua prima comparsa l’alter ego dello scrittore, ex leoncavallino che soffre di sdoppiamento della personalità, buttafuori sui generis, costretto dalle circostanze e da un personalissimo senso della giustizia a trasformarsi in detective senza licenza. A questo titolo hanno fatto seguito "La cura del Gorilla" (Einaudi Stile Libero Noir, 2001) e "Gorilla Blues" (Mondatori 2002).
E' presente in varie antologie di noir italiano, tra cui "Italia odia" (Piccola Biblioteca 2001) e "Il giallo e l’impegno" (Micromega 2002). Ha scritto anche una decina di sceneggiature per fumetti e il romanzo per ragazzi "Ciak si indaga" (Disney 2003). I suoi libri sono stati pubblicati con successo in Francia e in Germania. Attualmente è il direttore editoriale dei Gialli Mondatori e della Colorado Noir.
Complice un viaggio in aereo (Awww) ho divorato l'ultima avventura del Gorilla. Gli anni sono passati e la città del protagonista è cambiata, e forse non in meglio. Quello che non è cambiato è lo stile di Dazieri, che rende questa ennesima avventura (che si può leggere anche senza una precedente conoscenza con il protagonista) davvero piacevole da leggere.
Ne avevo lette recensioni anche mediocri e ne ero rimasto lontano. Non per credo indefesso anche perché tutte quelle attribuenti valori mediocri erano scarsissime sul punto di vista qualitativo e, come spesso accade prolisse e fuori tema (soprattutto quelle qui su Goodreads). Ma ne ero rimasto lontano. Il Gorilla (protagonista del romanzo) è uno dei personaggi seriali Noir che più ho amato e andarlo a riprendere da parte dell’autore dopo dieci anni dal suo ultimo capitolo la trovai una mossa molto rischiosa dai difficili esiti soddisfacenti. E non volevo rovinarmi la memoria di questa figura così originale ed efficace sul piano della narrazione di genere. Sbagliavo. Il romanzo funziona, tutto. E anche per uno che non abbia letto i tanti capitoli precedenti (ma che consiglio). Mi ero annotato una breve recensione di un “grande” quotidiano (che non cito perché sul resto notizia ciarpame). Diceva: “«Dazieri sa cosa vuole – divertire – e come ottenerlo – fregandosene di tutto (puro spirito punk), tranne che del lettore» l’ho trovata calzante, perché per i vari partecipanti a questa “Danza” non ce n’è per nessuno, di pietà, di affezione. Ma niente meno di quanto de-meritino. Corrotti di varia foggia e grado, sinistrati capitalizzati, squallidi rampanti meschini e fallenti… Con al centro il Gorilla e il suo alter-ego dissociato, o viceversa, vedetelo voi come ri-leggerlo. Ma fatelo, lo consiglio.
È tornato il gorilla e durante la sua assenza dagli scaffali delle librerie, "Il socio" é stato molto impegnato e ha riportato Alex a Milano. Peccato non conoscere tutti i palazzi e i luoghi di cui parla Dazieri, perché la cittá é anche protagonista di questo libro amarissimo e noir. La vittima é un amico, le vittime collaterali arrivano dopo, i colpevoli sono tanti, insomma un giallo sui generis, ma a questo Dazieri ci ha abituato da tempo. Sono dell'idea che questo sará di nuovo il primo di una lunga serie di libri, ma intanto vado a finire la trilogia di Colomba (se di trilogia si parla).
A quasi dieci anni dall'ultimo romanzo che ha avuto come protagonista il Gorilla, Sandrone Dazieri arricchisce di un altro capitolo la saga del suo omonimo alter ego. Passato da attivista politico a scrittore, da direttore editoriale a sceneggiatore, Sandrone è un poliedrico instancabile con la fissa dell'opera di genere, noir o thriller o giallo o mystery che sia. Dall'inizio della quarantena causata dal Covid-19 intrattiene seguaci col suo stesso interesse con un corso on-line sulla scrittura. Narrativa, sceneggiatura, fumetto, fotografia, tutto ciò che è esperienza di racconto confluisce nel tentativo di imbastire la scrittura collettiva di un film (le lezioni sono disponibili su Youtube): grazie al carisma e allo spirito di coinvolgimento di Sandrone e ai contributi di molti suoi colleghi e conoscenti anch'essi bloccati nelle loro causa dalla pandemia e invitati a partecipare, questo appuntamento giornaliero nato quasi per gioco e per ingannare il tempo pare funzionare. Probabilmente il 4 maggio sarà l'ultimo atto, la lavorazione della sceneggiatura ne richiede di più, ma i risultati sono interessanti ed evolveranno verso il loro sconosciuto destino. Dazieri, come narratore, si è costruito da solo ed è un sostenitore del lavoro, della perseveranza e della tecnica, o degli strumenti del mestiere. Il talento è qualcosa che non si può insegnare, l'intuizione unica che consente a un'opera di sfondare il muro dell'ordinario e del contingente ed entrare nel campo dell'universale. Il suo esempio preferito è "Il silenzio degli innocenti", il libro di Thomas Harris e, soprattutto, il film di Jonathan Demme. Leggendo "La danza del Gorilla" si possono riconoscere tutti gli elementi di cui Dazieri da quaranta giorni va parlando ai suoi studenti virtuali: la teoria del viaggio dell'eroe, le peculiarità del noir rispetto agli altri sottogeneri affini in cui si svolge un'indagine, le tecniche e gli espedienti narrativi utili a mantenere la tensione e la sorpresa, la necessità quasi sacrificale che l'autore ricorra alle proprie paure per alimentare il nucleo pulsante della narrazione, il motivo per cui il protagonista abbandona la sua vita per affrontare l'avventura, teme e combatte la sua parte oscura, fa ritorno al suo mondo portando con sé un premio. Ciò che emerge dal romanzo è soprattutto questo: un noir dal fisico asciutto, vigoroso ed energico, senza tempo da perdere per il costante allenamento e l'attenzione spasmodica che Dazieri, da scrittore professionista con le idee chiare, pone nell'evitare il superfluo, nel concentrarsi sull'azione, sulla costruzione di personaggi funzionali alla storia, di dialoghi affilati, di false piste che conducono alla verità, conscio che quella che sta scrivendo è un'opera di genere che deve soprattutto intrattenere, nel senso nobile del termine, lasciando all'altra letteratura, a quella alta, il tentativo di entrare nell'eternità. Da questo background di intenzioni riemerge il Gorilla, la sua duplice personalità dovuta al disturbo dissociativo dell'identità che lo costringe a "convivere" con un Socio violento che prende il sopravvento, a svolgere un'inchiesta privata a cavallo dell'illegalità. Da Amsterdam viene richiamato a Milano per il funerale di un amico, Albero, la cui morte per una caduta nella tromba delle scale desta subito più di un dubbio. Rispetto a dieci anni prima Milano è cambiata, ora è la città delle trasformazioni immobiliari, degli investimenti centimilionari, dei soldi fatti vendendo i soldi. Ma l'emarginazione c'è ancora e sempre di più, solo è lontana dal centro scintillante attraversato da uomini d'affari e turisti. Una marginalità di profughi e sfruttati che non ha i diritti essenziali, di mostri nascosti nella periferia che, oltre i capannoni industriali dati alle fiamme, diventa campagna. Ma in fondo ad ogni strada imboccata c'è un pezzo di passato da risolvere. E quello del Gorilla è fatto di scontri a fuoco con la polizia, conti in sospeso, segreti e maldicenze da risolvere prima di sparire di nuovo.
"Fumai una sigaretta nel piccolo patio con tenda dove avevo parcheggiato, poi un'altra e un'altra, incapace di continuare la ricerca. Avevo creduto che per quattro anni il mio Socio fosse rimasto solo una voce, scoprivo che non era vero. Che aveva continuato a uscire e a farsi gli affari suoi, e che cercava qualcosa che sembrava connesso a quello che avevo vissuto nelle ultime settimane, anche se sulla Fattoria degli Animali o Nuova Alba non avevo trovato nulla".
Mlle Alice, pouvez-vous nous raconter votre rencontre avec La Danse du Gorille ? "J'ai beaucoup aimé la trilogie déjà paru chez la Bête Noire de Sandrone Dazieri, surtout son héros atypique, j'avais donc envie de découvrir ce qu'il pouvait écrire d'autre."
Dites-nous en un peu plus sur son histoire... "Alors que le Gorille, comme on le surnomme, se tient tranquille à Amsterdam, l'un de ses amis est retrouvé mort à Milan. Il se sent alors obligé de faire le voyage pour lui dire adieu et va se retrouver entraîner, à cause de son Associé, son autre personnalité, dans une enquête qui le dépasse..."
Mais que s'est-il exactement passé entre vous ? "Premier problème, je me suis rendue compte, au moment de le lire, qu'il s'agissait du tome 6 d'une série. Et je ne m'en suis pas rendue compte parce que c'est signalé où que ce soit sur le livre ! Donc, je commence ma lecture énervée. De manière générale, ça se lit facilement de façon indépendante mais il nous manque quand même pas mal d'informations pour cerner le personnage principal et nous intéresser vraiment à son sort. Ajoutez à ça qu'il y a une grosse confusion entre "trouble dissociatif de l'identité" et "schizophrénie" et je vous laisse imaginer le bordel !
Le reste en revanche est efficace, c'est très brut, sec, sans fioritures inutiles. Très différent aussi de son autre série, et j'applaudis l'auteur qui sait se renouveler. L'enquête est intéressante et Milan y est fascinante. Un bon polar en somme."
Et comment cela s'est-il fini ? "Efficace est une nouvelle fois le mot qui me vient pour résumer cette histoire comme sa conclusion. Malheureusement, les deux points négatifs que j'ai soulevé plus tôt ne sont quand même pas des moindres et m'ôtent personnellement l'envie d'aller plus loin."
Il ritorno del Gorilla non ha disatteso le aspettative.
È stato emozionante tornare con lui e il suo "socio" nella Milano noir e cupa, nella sua provincia dove non tutto è un'isola felice, ma anzi dove esiste un mondo dove il bianco e il nero si mescolano di continuo in un grigio pesante quanto le nubi che spesso gravano sulla città.
Sandrone Dazieri riesce a dipingere tutte le sfumature di tanti personaggi che popolano il mondo del Gorilla, e lo fa senza abbellimenti di alcun tipo riuscendo comunque a farteli, alcuni di loro, apprezzare per la profonda ma confusa umanità che li contraddistingue.
Esattamente come non puoi non amare il Gorilla e il Socio, due facce di una stessa medaglia che fanno di tutto per non guardarsi mai pur convivendo la stessa mente e lo stesso corpo, ma che al momento opportuno intrecciano le loro mani per un obiettivo comune, giusto o sbagliato che sia, eticamente corretto o scorretto che sia.
Sandrone è una garanzia di thriller e noir di elevata qualità e, nonostante tutto, ti fa amare una città come Milano con tutte le sue contraddizioni.
Mio secondo approccio col Gorilla (non sono andata in ordine cronologico e forse, infatti, mi sono persa qualcosa). Qui lo troviamo a Milano, dopo essere stato ad Amsterdam a seguito del suo ferimento, invischiato in cose al solito losche. Un fatto particolarmente cruento, ai danni di uno dei suoi più cari amici lo porterà ad investigare su una pista interessante. Tralasciando il fatto che questo genere di narrativa mi piace, che sicuramente (almeno a mio modo di vedere, anche se non ho trovato conferme su internet) l'Avv. Mirko Bastoni è l'alter ego dell'Avv. Mirko Mazzali che ho avuto modo di conoscere da giovane praticante, nonostante lui non sappia minimamente chi io sia, ammetto di provare simpatia per questo personaggio controverso, che lotta con se stesso per sopire le sue debolezze ed è sempre e comunque mosso da ideali genuini, anche se talvolta agisce in maniera non proprio ortodossa. Una lettura veloce e piacevole
Bellissimo il ritorno del Gorilla (e del suo socio), in una Milano moderna, molto cambiata rispetto ai "suoi tempi", ma ancora capace di nascondere insidie e personaggi di dubbia o nulla affidabilità. La lotta tra l'etica del Gorilla e la violenza psopositata del suo Socio sono il motivo trainante di questo nuovo episodio che fa ben sperare per un futuro con altre avventure del nostro scimmione preferito (qui diventato Tonto).
letto a molta distanza dai precedenti e con qualche possibile laguna nel mezzo. Un noir ambientato a Milano in cui il Gorilla, da tempo trasferitosi ad Amsterdam per curare il suo disturbo dissociativo dell'identità con le proprietà terapeutiche della cannabis, rientra in patria e si trova immediatamente coinvolto in loschi affari. Una trama godibile.
Pericoloso ma divertente ritrovarsi ancora una volta nella testa del Gorilla e del suo Socio e seguirne un'altra avventura in una Milano che rimpiange sempre di più il proprio passato. Ed è impossibile smettere di dargli il volto e le espressioni di Bisio.
Sandrone è sempre Sandrone.purtroppo il fatto che siano passati un po’ di anni dall’ultimo libro mi ha fatto dimenticare qualche vecchio passaggio. Ma sempre bello!
Malheureusement, je n'ai pas du tout accroché. Ni à l'intrigue, ni aux personnages. C'était vraiment très bizarre et moi qui m'attendais à une enquête policière, je me retrouve avec totalement autre chose. Dommage...
Un peu déçu… j’ai trouvé qu’il n’avait pas assez approfondi le côté double perso à du personnage. Je pensais que l’histoire allait tourné autour de ça et ce n’était pas du tout le cas. Lecture un peu longue et bcp de mal à rentrer dans l’histoire.