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La Beauté du monde

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Lui, Martin Johnson, compagnon dans sa jeunesse de Jack London, inventa le cinéma animalier. Elle, Osa, la plus glamour des risque-tout, inspira l’héroïne du film King Kong. D’eux, Hemingway écrivit qu’ils furent les premiers à briser les clichés sur « l’Afrique des ténèbres ». Martin et Osa étaient, pour toute l’Amérique, « les amants de l’aventure. » En 1938 Winnie, est chargée d’écrire la biographie d’Osa, veuve désormais, toujours hantée par le mystère de la beauté du monde…

678 pages, Paperback

First published August 20, 2008

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About the author

Michel Le Bris

85 books2 followers
Michel Le Bris (1944 – 2021) was a French writer. He was a specialist on Robert Louis Stevenson and the organizer of the Saint-Malo literary festival, 'Astonishing Voyageurs', which he started in 1990.

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Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews341 followers
November 28, 2017
n due righe: la storia di Martin Johnson, pioniere del genere reportage in Africa e nei Mari del Sud, e della sua affascinante moglie.
Romanzo o biografia romanzata? Non importa, la narrazione di una delle coppie d’oro degli anni ’20 è affascinante (pur se si percepisce troppo lo sforzo di essere affascinante).
Bris insegue Jack London, attraverso Martin (che ha viaggiato sullo Snark in gioventù), una meta-rincorsa in realtà: Martin è ossessionato dal riprendere il viaggio là dove Jack ha dovuto mollare, e dove Bris sembra costantemente voler tornare. Ma non è e non può essere Jack, perchè 100 anni sono passati. E quello che era giovane e imberbe e nuovo e sfavillante nel 1920 oggi è stato triturato da centinaia di rivisitazioni, incrostazioni infinite, superfetazioni sul mito di Fitzgerald, i roaring ‘20s, NY tra le guerre e poi la grande depressione. Tutto spolpato, e quel che rimane è solo letteratura, più o meno buona. Bris è commovente nel suo tentativo di recuperare lo splendore degli anni folli, di qua dal paradiso. Ma purtroppo si porta dietro la consapevolezza di quel che è successo e che nell’attimo non potevano sapere. Ci descrivCi descrive la polvere quando era ancora dorata, ma noi sappiamo che poi si è avvelenata.
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