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Il secondo Novecento

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Italian

293 pages, Paperback

Published January 1, 1991

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Andrea Lanza

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Profile Image for Svalbard.
1,159 reviews70 followers
December 31, 2020
Finire bene

Questo era il volume, pubblicato nel 1980, che concludeva la Storia della Musica E.d.T. dedicato alle esperienze musicali che intercorrono tra la stragione tra le due guerre e l’oggi (oggi che, per ovvie ragioni, è limitato al 1980 - non so se siano mai state pubblicate ristampe aggiornate). A differenza degli altri volumi della SdM, questo ha un carattere, per così dire, più di saggio “trasversale” che di excursus storico delimitato, come negli altri casi, da ben precisi paletti di tempo e di luogo. Vengono infatti ripresi argomenti e personaggi già visti nei precedenti due altri volumi, approfondendo in modo particolare gli accadimenti avvenuti dopo la fine della seconda guerra, gli sviluppi musicali della scuola di Darmstadt e del concretismo francese. Ma una buona parte del volume è dedicata alle trasformazioni sociali ed economiche avvenute nel corso del secolo, allo sviluppo della cultura e del consumo di massa, al ruolo della riproduzione sonora e del mercato musicale e discografico. Ovviamente, molto spazio è offerto agli studiosi che hanno cercato di interpretare questi fenomeni, in modo particolare Adorno e Benjamin. In effetti il tono di questo volume, peraltro decisamente esauriente e scritto con chiarezza esemplare, risente un po’ pesantamente delle teorie di Adorno (e più generalmente della scuola di Francoforte), che tanto hanno condizionato l’interpretazione della cultura, soprattutto musicale, nel corso del secolo passato. Questo producendo una ghettizzazione a priori dei generi musicali non classificabili nell’ambito delle avanguardie - quindi praticamente tutto il resto, rock e pop soprattutto - rendendoli in qualche modo indegni di un’attenzione organica e strutturale. E in effetti in questo volume se ne parla solo marginalmente e in modo critico (e forse è meglio così, è bene non parlare di quello che non si conosce, o che si disprezza). Peraltro, le analisi storiche e sociali contenute in questo volume possono essere considerate ancora valide oggi, dopo trent’anni; internet e gli mp3 non hanno poi mutato così tanto la percezione estetica così come si era configurata, all’inizio del Novecento, attorno alla radio e alla riproduzione fonografica Ci sarebbe da chiedersi cosa ne penserebbe Benjamin, che aveva visto molto lungo; sicuramente più di Adorno (o di quelli che hanno fatto diventare le sue idee una specie di Vangelo).
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