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Vani d’ombra

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Un piccolo paese di campagna, ci si conosce tutti. Impossibile non annoiarsi. In particolare se hai tredici anni, la scuola è finita, fa caldo e i vestiti ti si appiccicano addosso. Capita che a voler passare il tempo poi si diventa curiosi e con un binocolo in mano si possono vedere tante cose. Nascosto tra le fronde di un albero, Michele scopre che la colf del notaio, tutti i pomeriggi, incontra uomini. Ogni giorno uno diverso. È come stare al cinema senza pagare il biglietto. Il conto arriva quando viene scoperto dalla donna, trascinato per un orecchio e rinchiuso a chiave dentro il suo armadio. Imprigionato e al buio, Michele è costretto a una rivelazione che segnerà per sempre la sua vita. Con una scrittura cruda, a volte persino violenta, il romanzo trascina il lettore nelle zone più intime della mente di un uomo tormentato.

160 pages, Paperback

Published May 30, 2019

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2 (11%)
1 star
1 (5%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Gabril.
1,093 reviews273 followers
February 7, 2023
“Ma c’è davvero qualcuno che può capire quello che succede a un’altra persona?”

Forse è proprio quello che tenta di fare il narratore di questa storia quando ripercorre il cammino che ha portato Michele Maestri a raggiungere il “centro del bianco”.
Il narratore che dice ‘io’ e Michele Maestri sono la stessa persona. Ma è evidente anche dal doppio binario su cui procede il racconto che questa identità è attraversata da una frattura che temiamo incolmabile. Molti indizi ci fanno capire la fondatezza di questo trepidante timore.

Dico trepidante perché Michele tredicenne che dell’alto di un albero si diverte a spiare col binocolo una finestra proibita, Michele diciassettenne che coltiva il sogno di diventare occhialiaio, Michele ventenne che d’estate fa il bagnino, Michele trentasettenne che finalmente diventa ottico artigiano, Michele, insomma, ci partecipa così tanto della sua vita intima (altro che Ammaniti), ci avvolge così intensamente nel suo linguaggio pastoso e vibrante che vorremmo trovare noi per lui l’uscita da quella prigione fatale.

Bisogna ripercorrere alcune tappe fondamentali della vita di Michele per arrivare all’origine del trauma e conoscerne le conseguenze. E anche per capire il suo tentativo di uscirne, le strategie di evitamento, prima, e l’inevitabile caduta nell’occhio del ciclone poi.
Come se camminare pericolosamente lungo il periplo di se stesso (come indicano i titoli dei capitoli: a est della stanza, a sud della parete, a ovest della finestra, a nord della sedia) dovesse condurre necessariamente a quel centro spaventosamente puro.
Il bianco, appunto. Da cui Michele è ossessionato dal momento in cui ha visto quel che non doveva vedere e per questo motivo è stato crudelmente punito. Come se per tutta la vita fosse impegnato a ricostruire quell’innocenza perduta.

Accompagniamo dunque l’io che ci narra, l’io che osserva se stesso come fosse un altro, fino al momento in cui troverà quel filo di Arianna, fino a quando, come in una tragedia inscritta nel suo inconscio, dovrà continuare ad avvolgerlo fino a giungere nel centro mostruoso del suo labirinto.
Profile Image for Diletta.
Author 11 books250 followers
June 20, 2019
Riappropriarsi di un bianco purissimo che non esiste, perché, dopo aver visto troppo, solo il bianco è quello che resta e che cerca di riprendersi tutti gli spazi possibili. Una prima parte dedicatissima all'ossessione mentre nella seconda per qualche attimo si perde la direzione delle cose, così che il finale arriva spietato ma un filo sganciato da tutto quel bianco che ha galleggiato intorno al protagonista per tutto il romanzo.
Profile Image for Max.
204 reviews6 followers
June 29, 2024
Può piacere come può non piacere, ma Innocenti ha uno stile di scrittura personale, quindi riconoscibile, quindi, anche nel caso che non piaccia, è senza dubbio un fattore che fa pendere la bilancia nella parte del sì.

Si dice che dopo un buon esordio è difficile riconfermarsi: "L'anno capovolto" (venuto dopo ma io l'ho letto prima), non mi era piaciuto. Ma non mi si dica che sono un lettore prevenuto, ho provato con questo, e mi è piaciuto un po' di più. Mica troppo di più, ma abbastanza per capire che di questo Innocenti sentiremo parlare.

Il romanzo ripercorre la vita di tale Michele Maestri, soffermandosi sulla tappe più significative.
La caratteristica dello stile di scrittura di cui sopra è l'alternarsi della narrazione di Michele in prima e terza persona, spesso e volentieri anche nella stessa frase.
Il finale freudiano è il giusto corollario a un romanzo breve e curato nei dettagli.

Non solo Nothomb e Gospodiniv e Cartarescu, complimenti a quelli di Voland che ci ha dato modo di scoprire un autore promettente come Simone Innocenti.
4 reviews
February 24, 2024
Spingere la parola fino a renderla null’altro che suono (o colore…)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews