Il mondo si è sempre diviso tra chi tracciava confini e chi tracciava rotte. I primi tendono a chiudersi in una stabilità, in una identità, gli altri ad aprirsi al cambiamento, al molteplice. I lettori di Q si sono appassionati alle vicende di un Nessuno che ha tanti nomi e che passa da una guerra o una rivoluzione a una nuova speranza. E insomma la figura per eccellenza del nomade, con un nome multiplo, che fonda e trasforma il suo stesso mito, incessantemente, e pratica lo sradicamento. Ma il lettore che ha goduto e sofferto con il «protagonista» di Q forse non sa che il romanzo è frutto di una teoria e una pratica che sono, in una parola, il Luther Blissett Project. Teoria e pratica dello "sradicamento", del "nome multiplo", della "psicogeografia", del "mito" e di molte altre cose che il lettore può trovare ora disponibili, chiarissime e divertenti quanto Q, in una unione di saggismo e capacità di costruzione di immagini e situazioni narrative, in questo volume che comprende i due testi principali scritti da Luther Blissett prima di Q. Sorpreso, divertito, irritato da questo microsaggismo impudente, il lettore si scoprirà avvinto da cortocircuiti di senso da cui gli sarà difficile e il piú spavaldo è quello che individua nelle gag di Totò e Peppino il luogomiticodove ogni autentico "dandy del bricolage" può illuminare di senso la sua giornata, trovando tutto ciò che gli serve. In compagnia di Borges e del Marcovaldo di Calvino, appunto. Leggere per credere.
Luther Blissett is a "multiple name" adopted by many people all over the world since 1994, as part of a transnational activist project. This practice started in Italy when a vast network of cultural workers "borrowed" the name of a Jamaica born soccer player active in England and in Italy in the previous decade.
Later on, the name was used as a collective pen name by a group of four Italian writers: Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Federico Guglielmi and Luca Di Meo, authors of the novel Q. Since January 2000, together with Riccardo Pedrini, they have been writing under another collective pen name Wu Ming (aka "Wu Ming Foundation").