È scesa la sera su un giovedì di ottobre qualunque. In un seminterrato di Firenze si sente il rumore dei passi di otto paia di gambe femminili. Non sono lì per caso. Sono le "Innamorate Anonime". Dipendenti da una spunta blu di Whatsapp, da un like di Facebook, da quella maledetta suoneria di un cellulare sempre muto. Ognuna di loro soffre per un amore sbagliato, mancato, rimpianto, mai vissuto. Ognuna di loro ha bisogno di guarire dal mal d'amore. Chi non ha mai desiderato qualcuno che avesse tutte le risposte giuste alle domande su una relazione amorosa? Che sapesse leggere tra le righe di una battuta ammiccante, come farsi desiderare, rispondere a tono a un messaggio ambiguo. Che sapesse quando è giusto crederci. E quando invece è meglio scappare a gambe levate senza voltarsi indietro. Caterina, Sveva, Giulia, Bianca e le altre quel qualcuno l'hanno trovato. È la massima esperta nel settore. Una laurea in psicologia, un master negli Stati Uniti, una sfilza di conferenze tutte sold out. La loro dottoressa è una love coach e per lei l'amore (ma anche un SMS) non ha segreti. Per questo ha istituito i giovedì di terapia di gruppo per le sue Innamorate anonime: per salvarle, per riportare la razionalità nei loro cuori infranti, per insegnare loro lo spirito di autoconservazione. Detto anche semplice buon senso. Ma è davvero possibile imparare l'amore dalle teorie? Le otto donne (più una) hanno un'intera notte davanti per scoprirlo. E per scoprire la verità su sé stesse e anche sulla dottoressa...
Patetico, banale, idiota, ma gli riconosce un merito: riesce ad essere un insulto trasversale per uomini e donne indistintamente. I maschi tutti stronzi, le femmine tutte cretine. Una pochezza infinita, frasi fatte e nessuno ma davvero nessun messaggio. Non lascia niente se non l’amarezza di aver sprecato tempo per leggerlo.
Con tanto entusiasmo oggi vi parlo della mia ultima lettura: C’è chi dice di volerti bene di Sara Gazzini. Mi è bastato leggere la trama per incuriosirmi, la biografia dell’autrice ha fatto il resto. Quella di Sara è una penna sagace, arguta, veritiera. La storia che ha scelto di raccontare ha come protagonista una donna altrettanto schietta e arguta, che dopo una serie di fallimenti personali e amorosi ha scelto di aprire il centro Innamorate anonime dopo essersi svegliata una mattina accanto al suo cane. Ha scelto di essere una love personal trainer dopo la laurea in Psicologia e diversi corsi di self-help che le hanno fatto maturare la convinzione che il sesso e l’amore possono causare una dipendenza tale da condizionare la vita di ognuno di noi. È un’esperta d’amore, di relazioni (specie quelle finite male, o mai iniziate), di donne abbandonate, sole, deluse, lasciate, non desiderate. Lei dell’amore non corrisposto ne ha fatto un lavoro, un mantra, uno stile di vita. Degli uomini che ti lasciano, che ti fanno piangere, urlare, soffrire, aspettare anche. Ogni giovedì si ritrova in un piccolo garage di Via Pisana a guardare in faccia donne che, come lei, hanno qualcosa da raccontare sull’amore. Donne che sono state sposate e poi abbandonate, donne che hanno una famiglia ma pensano ancora al primo indimenticabile amore, donne che passano la notte in bianco nell’attesa di un messaggio su Whatsapp o di una notifica su Facebook che non arriverà mai. Con un matrimonio finito male alle spalle, un figlio da crescere da sola e un cane a carico, la dottoressa ne ha viste e sentite di tutti i colori, sia sulla sua pelle che su quella degli altri. Le sedute la porteranno a conoscere altre storie, altre voci, altri dolori. Che si aggiungeranno al suo, che stempereranno o aggraveranno la delusione. Perché, anche se si dice sempre il contrario, le donne, insieme, sono una vera forza della natura. Sanno coalizzarsi, consigliarsi, supportarsi e sopportarsi in un modo che gli uomini possono soltanto sognare. Sveva, Laura, Bianca… tante storie, tanti amori, tante famiglie, tanti uomini, tante aspettative. Racconti di vita, esperienze uniche, sentimenti da condividere, spalle su cui piangere. Sara Gazzini usa la sua voce per raccontare dei vissuti che sono un po’ anche quelli di ognuna di noi. Qualcuna è stata più fortunata, ha trovato subito l’amore, senza dover soffrire o patire. Qualcun’altra, invece, ha collezionato una serie di rifiuti e fregature che anche solo pensare di portare il conto pare assurdo. Eppure nelle parole delle donne che decidono di aprirsi con la protagonista e di frequentare il centro Innamorate anonime, ogni donna potrà rispecchiarsi e rivedere un po’ di sé, un po’ degli uomini che ha incontrato, un po’ della sua vita. Il tutto raccontato in maniera diretta, informale, senza giri di parole. Racconti intimi, privi di ogni filtro o scudo. E tra le righe, tra un capitolo e l’altro, tanta verità, tanta vita. Tante frasi di quelle che ti fanno pensare: “aspetta che prendo un taccuino e questa me l’annoto”. Volete sapere come è finita? Male, molto male. Ho riempito pagine su pagine di citazioni, messo più segnalibri di quanto abbia mai fatto e mi sarebbe piaciuto potervi riportare molto più che due o tre estratti. Pensandoci bene, però, posso fare una cosa: consigliarvi questa lettura, intimarvi di correre subito su Amazon e fare click. Non c’è mai stato acquista con un click più bello e giusto di questo. Qualunque genere siate abituate a leggere, che sia o meno romance, C’è chi dice di volerti bene saprà regalarvi qualcosa. Scordatevi di principi azzurri e amori da copertina. Scordatevi del sesso riparatore di cui tanto leggiamo, e pure di frustini e ruoli da rispettare tra le lenzuola. Questo è il racconto scritto da una donna per le donne. È la voce della verità messa per iscritto, nero su bianco. Senza abbellimenti, senza artefici. Sono storie di vita vera che fanno male, riportano a galla ricordi personali oppure fanno pensare: “quanto sono stata fortunata io!”. A seconda dei casi. Ma, sopra ogni cosa, è un racconto che fa riflettere su quanto sia bello, nonostante tutto, essere donne. Le superiamo tutte. Vinciamo sempre noi, in un modo o nell’altro. Riusciamo a uscirne, sempre a testa alta. A volte con il cuore spezzato, a volte con l’anima devastata, ma ci rimettiamo in piedi. Andiamo avanti. Sempre pronte a ridare fiducia, a risplendere, a rinnamorarci. Di un uomo, di un bambino, di un cane, dell’amore. Della vita.
Otto donne, otto storie diverse che ci portano nel passato, lungo un sentiero costeggiato da amori disastrosi, malati, amori dai quali è difficile guarire. La dottoressa aiuterà tutte loro a capire, a capirsi, lanciando loro un messaggio, messaggio che ho trovato davvero speciale e che lascio a voi il piacere di scoprirlo tra le pagine del libro.
"Ci sono parole che devono essere pronunciate, come FINE, perchè se sei in grado di dirla ha comunque il suono dell'amore, anche se l'amore non c'è più."
In questo libro pieno di uomini di ogni genere (narcisisti, vigliacchi, immaturi), ci sono storie d'amore, di tradimenti, ma anche tanti consigli su come sopravvivere ad essi, su come superare la dipendenza d'amore.
Nonostante le storie delle protagoniste sembrassero promettenti, questo romanzo si è rivelato invece noioso e inconcludente: ogni situazione viene risolta con un paio di frasette fatte e per nessuna di esse si giunge ad un risultato concreto. Ho riscontrato, tra l'altro, una diminuzione del rilievo riservato alle "Innamorate Anonime", quasi come se l'autrice ad un tratto si fosse stufata, liquidando in quattro e quattr'otto le vicende delle ultime tre o quattro donne per passare di botto a quella della dottoressa.
In un seminterrato di Firenze otto donne trovandosi cercano di raccontarsi. In una sera di ottobre vengono fuori storie, emozioni, paure folli e desideri inspiegabili. Insieme alla dottoressa specializzata in amore forse riusciranno ad avere qualche risposta. Lettura carina e scorrevole, potresti riconoscerti in qualcuna di loro.
Gradevole, per quel che è, ovvero puro chick-lit, ed è per questo che si è guadagnato almeno la seconda stellina. Ma non è arrivato alla terza poiché avrei preferito che, essendo la protagonista una "psicologa", l'autrice avesse fatto più ricerche e avesse trattato l'argomento con più profondità. Diciamo che è più una superficialissima chiacchiera tra amiche, quella di quando ti vuoi sfogare sul sesso maschile pur sapendo che nelle tue parole ci sono un sacco di m*nchiate, ma le dici per sentire una sorta di rivalsa nei loro confronti, conscia di non star dunque nemmeno svalutando te stessa come invece accade in questo libro. Il finale tremendamente irrealistico e per questo risulta appiccicoso come una gomma da masticare appena sputata sotto la suola di "stivaletti ultima moda" (parafrasando l'ossessione per la moda dell'autrice), ma non dico altro o dovrei coprire la recensione. SENZA DUBBIO non è un libro in cui cercare conforto, comprensione ed empatia se si soffre di dipendenza affettiva, per cui a questo pro rimando a testi più profondi i quali "Di troppo amore" di Canovi o "Donne che amano troppo" di Norwood.
Questo libro parla di me, di te, di noi donne che mettiamo il cuore in tutto quello che facciamo. Soprattutto nel darsi al 100% ad un amore che amore non è. Speranze e sogni disattesi e il cuore spezzato per un uomo al quale avresti dato tutto ma che invece non ti vuole. E allora ti senti stupida e pensi di non essere abbastanza, perchè hai creduto che questa volta fosse quell'amore che tanto hai sognato e che sconvolge il nostro percorso. Si dice che le donne da sole possano conquistare il mondo, ma alla fine cerchiamo sempre qualcuno che ci tenga la mano mentre ci proviamo.
Io ho avuto la sensazione, in questo momento della mia vita, di non essere sola. Può sembrare esagerato ma adesso avevo bisogno di sentirmi dire quello che già sapevo ma che al momento non riesco a ripetermi. Siamo donne e sappiamo amare tanto e profondamente. Sappiamo soffrire ma sappiamo soprattutto reagire.
In pieno blocco della lettrice, ho deciso di leggere questo breve romanzo, consapevole che non sarebbe stata una lettura impegnativa, ma convinta che sarebbe stata divertente: seguo l'autrice su facebook e i suoi post arguti, divertenti, a volte sfacciati altre sentimentali mi rallegrano sempre, però... Però non ci siamo, purtroppo! La trama di fondo avrebbe anche delle potenzialità ma le scelte narrative sono a volte infelici; l'aspetto che tollero meno sono le descrizioni fisiche, abbozzate, sempre dirette, che indugiano sempre su dettagli di stile, in particolare i riferimenti a marche di alta moda , ma che seguono sempre il medesimo schema, senza contribuire davvero alla caratterizzazione dei personaggi. La prosa è semplice, piatta direi, priva, se non in alcuni punti, di quell'arguzia che mi ha fatto amara 'la Gazza'... La psicologa protagonista del romanzo, il personaggio dal cui punto di vista osserviamo la scena, è una psicologa come lo è chiunque abbia un minimo di cognizione di questa disciplina e sappia indagare la realtà con occhio attento ed empatico. Non ci siamo, purtroppo non ci siamo affatto...
1 Psicologi, counselor e coach NON DANNO MAI consigli 2 Un gruppo di auto-aiuto NON si svolge e NON viene condotto in questo modo 3 Sembrano pezzi estratti qua e la da un blog e poi cuciti insieme. 4. ODIO quando un libro diventa una specie di catalogo postal market 5. Banalità superficialità buonismo zero empatia tanto sesso perché fa donna moderna... Devo continuare? 6. Se hanno pubblicato lei, c'è speranza per tutti.