Una gara fino alla grande villa disabitata in fondo alla valle: vince chi arriva quinto e perde chi arriva terzo. Sembra un gioco come tanti, in un giorno d'estate come tanti. Ma la villa ha in serbo delle sorprese per i suoi otto ospiti: circondata da un giardino ricco di piante e fiori sconosciuti, all'apparenza tropicali, accoglie i ragazzi in un ampio salone con nove orologi a pendolo, uno più inquietante dell'altro. Il gioco finisce presto: un misterioso biglietto firmato da un certo Keyes e l'improvvisa apparizione di otto lapidi nel cortile della villa daranno il via a una caccia al tesoro drammatica, il cui scopo è sopravvivere...
Libro rivelazione di questa torrida estate 2019. Una storia originale e appassionante, un finale azzeccatissimo e una narrazione perfetta. Complimenti.
Ho ricevuto questo libro dall'editore in cambio di una recensione onesta. Parto dicendo che mi sarebbe piaciuto dare un voto più alto a questo libro. Purtroppo, una volta arrivata alla fine della storia, ho avuto la sensazione di star leggendo un libro incompleto, a cui mancasse qualcosa. La storia in sé è interessante e riesce a tenere il lettore attaccato alle pagine. Ho trovato molto carino il fatto che l’autore abbia deciso di esasperare il comportamento dei personaggi al punto che risultassero assurde le loro scelte davanti a dei rischi “consapevoli” in cui giocarsi il tutto e per tutto, senza possibilità di ritorno. Avrei voluto però sapere di più sui protagonisti, sulla casa a cui gira attorno la storia, sul come succedessero determinate cose o chi fosse il burattinaio dietro a tutto. Ci sono tante informazioni che non sono state date e questo crea nel lettore troppe domande a cui, una volta finito il romanzo, non viene data risposta. Lo stile di scrittura risulta scorrevole, anche se a tratti ho avuto l’impressione di star leggendo un libro per ragazzi, con un linguaggio più semplice rispetto alle altre parti.
Travestito da romanzo horror, “Lo studio della morte” di Riccardo Murari, in realtà mette in risalto temi molto più complessi come l’adolescenza, il valore dell’amicizia e i limiti della natura umana.
“Noi eravamo strani. Forse troppo, agli occhi dei nostri coetanei. Ma eravamo davvero un gruppo e stavamo correndo per arrivare, come spesso accadeva, quasi insieme.”
Otto adolescenti, amici inseparabili, decidono di fare una gara fino alla villa abbandonata in fondo alla valle. Incoscienti e divertiti allo stesso tempo, danno inizio ad un gioco macabro: vince chi arriva quinto e perde chi arriva terzo.
È a partire da qui che il romanzo assume toni cupi e significativi: ad accogliere i ragazzi nella villa ci sono nove orologi a pendolo, e ciò che è iniziato come un gioco si trasforma ben presto in una lotta alla sopravvivenza.
Quando i ragazzi trovano otto lapidi nel giardino della villa, capiscono che è la casa a voler giocare con loro… un gioco dove chi perde muore anche dalla memoria dei propri cari.
“La casa ci invitava, noi ci allontanavamo dimostrandoci ospiti inadeguati. E per non continuare a essere scortesi, entrammo.”
Quella di Riccardo Murari è una storia che stupisce e supera le aspettative del lettore. Il romanzo è angosciante, destabilizzante, ma l‘ adrenalina e la curiosità crescono sempre di più ad ogni capitolo.
I personaggi sono ben caratterizzati , le descrizioni precise ed evocative. Lo stile dell’autore è pulito e profondo: trascina il lettore in quella vicenda e non lo lascia fino alla fine, fino al finale inaspettato e, insieme, metaforico.
“Lo studio della morte” è un romanzo breve ma intenso, che offre numerosi spunti di riflessione. È una storia che consiglio agli amanti del genere ma anche a chi desidera approcciarsi ad un buon horror per la prima volta.