Devo confessare che questo libro mi ha decisamente deluso, mi è stato regalato in coppia con "Breviario per un confuso presente" di Corrado Augias, che forse ha alzato troppo le mie aspettative (ne consiglio la lettura).
Tremonti cerca di definire un *suo* filo logico che colleghi la storia passata al presente, cercando di azzardare, alle volte, un futuro, e lo fa partendo da, come le chiama lui, "tre profezie". Ogni profezia ha una sua grande mente: nella prima è quella di Marx, nella seconda quella di Goethe, e nella terza quella di Leopardi; rispettivamente scrive di globalizzazione, di denaro e mondo digitale, e di crisi della nostra civiltà cosmopolita.
Sono tre spunti molto interessanti, che speravo mi dessero molto su cui riflettere, ma mi sono ritrovato davanti una scrittura complicata, piena di tecnicismi e di concetti sottointesi. Più pagine leggevo più capivo di non capire, perdendo continuamente il filo del discorso tra citazioni slegate, riflessioni dell'autore e beffe varie sulla politica italiana ed estera.
Ho l'impressione di aver letto un libro di sfogo, molto di parte e poco obiettivo. In alcuni punti l'autore, preso dalla foga, tirava in ballo questioni che a mio avviso non avevano niente a che vedere con la discussione, anche se non escludo di essere io il principale colpevole, e vittima, di questo. Sembra la trascrizione di qualcuno che argomenta animatamente la propria tesi, è un lungo monologo, che stressa il lettore, facendogli sperare di arrivare a fine capitolo per fargli riprendere aria.
Penso anche di non far parte del target al quale lo scrittore mira, sicuramente è un libro per persone ben più colte e più grandi di me, con conoscenze politiche e storiche di rilevanza. Magari in futuro, più formato, lo rileggerò (dandogli una stella in più, forse).