Estate 1994. A Maris, paesino sulla costa centro-orientale della Sardegna, pieno di vita in estate e desolato in inverno, Francesco, undici anni, si gode le vacanze estive in compagnia di Matteo e Giulio, entrambi vicini di casa e suoi migliori amici. I tre affrontano le afose giornate giocando nelle campagne arse dal sole che si estendono di fronte alle loro case. In seguito alla morte di un turista, all’apparenza dovuta a cause naturali, giunge a Maris il signor Pasquale, e si trasferisce in una vecchia casa abbandonata da anni che incute un certo timore a Francesco e i suoi amici. Obbligato dai suoi genitori a dare una mano al signor Pasquale nei lavori di casa, Francesco assiste ad avvenimenti sempre più strani e inquietanti, finché non assiste all’apparizione del fantasma sanguinante di una bambina, la cui identità rimane avvolta nel mistero.
Il Nulla che per noi era tutto è un libro che ti tiene con il fiato sospeso sino alla fine. Scrittura scorrevole e piacevole. L'autore è capace di portarti dentro le pagine, nei luoghi descritti e farti immedesimare nei personaggi. Storie di differenti giovani vite, che si incontrano in un unico condiviso segreto. Mi è bastato leggere l'anteprima per capire che leggendolo tutto, avrei fatto un viaggio verso Maris difficile da scordare.
Consigliato: Se ami la narrativa. Se ti piacciono le storie che ti creano dipendenza di lettura sino all'ultima pagina. Se hai voglia di tornare a viaggiare negli anni 90. Se hai bisogno di letture piacevoli con un mistero tra scoprire.
Il nulla che per noi era tutto è un romanzo di riflessione e formazione, che affronta tematiche importanti, profonde e a volte dolorose in una storia che dai toni leggeri e quasi fantasiosi, per renderla più lontana possibile dalla nostra realtà quasi intoccabile, ma che paradossalmente si rivela più attuale che mai. Una storia che dimostra che ogni azione ha una reazione uguale ed opposta e che la vita ci ripaga allo stesso modo di come abbiamo agito.