Un alone di mistero incombe su tutti i quadri di Giorgio de Chirico. I suoi quadri sono enigmi, come vengono appunto chiamati dallo stesso città vuote, assenza umana, solo statue, ombre, manichini o maschere che abitano la scena, e sullo sfondo il vuoto dello spazio cosmico, illuminato da una luce irreale che finisce poi nel buio, l’immagine del nulla. Questa immagine del nulla cosmico sotteso alle altre immagini stende su tutto un velo inquietante di angosciosa malinconia, così che le immagini enigmatiche divengono immagini metafisiche. Un libro che getta finalmente luce sul mistero delle rappresentazioni enigmatiche della Metafisica di de Chirico sulla base di una minuziosa indagine semiotica dei quadri e di una approfondita ricostruzione storica delle fonti filosofiche del pittore, che sono prima Schopenhauer e poi fondamentalmente Nietzsche, di cui de Chirico legge Così parlò Zarathustra nell’estate del 1910, venendo colto da un autentico rapimento nella lettura, che è stato all’origine della sua grande arte.
Questo libro di complessa analisi e interpretazione dei dipinti di Giorgio de Chirico è unico nel suo genere, e fortunatamente anche come e-book (non necessariamente per Kindle; l'ePub costa 9,99 euro all'IBS) comprende immagini di buona qualità, cosa rara (un e-book da 99 MB!). Non ho mai incontrato un'analisi di tale portata, né un libro che non sia un album con 113 immagini e 13 disegni! (De Chirico ha molte altre opere purtroppo non incluse e non discusse; alcune di esse sono consultabili sul sito della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico).
È anche raro avere un artista così multilaterale, che ha scritto anche poesie in francese, e le cui produzioni sono state stese in tanti decenni del tumultuoso Novecento. La maggior parte delle persone (soprattutto i non italiani) conosce solo pochi dei suoi dipinti, molto probabilmente "Le muse inquietanti" e alcuni dipinti ancora più inquietanti con edifici e piazze vuote. Questo libro merita di essere tradotto anche in altre lingue; lo stesso si potrebbe dire di un complemento ad esso, Giorgio de Chirico. La vita e l’opera, di Fabio Benzi (disponibile anche a 9,99 euro come ePub).
Alcuni etichettano rapidamente Giorgio de Chirico come un pittore surrealista, e in buona misura lo è stato certamente. Ma non era come René Magritte, e sicuramente non come Salvador Dalí; le sue opere sono veramente metafisiche, creando sentimenti inspiegabilmente trascendenti in chi le guarda. Bisogna essere in uno stato speciale per apprezzarle; quando ero più giovane, preferivo piuttosto la solitudine realistica dell'architettura urbana di Edward Hopper, ma a queste manca ovviamente una dimensione metafisica.
Le interpretazioni semiotiche offerte da questo libro non sono per tutti, ma la ricostruzione delle fonti filosofiche e letterarie del pittore è eccezionale. Gli anni parigini sono stati cruciali, ma i filosofi tedeschi sono stati forse ancora più importanti.
Qualche nota critica su certi dettagli tecnici. Alcune opere hanno i nomi ufficiali in francese (si può verificare con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico), ma qui sono date solo in italiano: Le chant d'amour, 1914; La nostalgie du poète, 1914; Le double rêve du printemps, 1915; L'énigme de l'heure, 1910; L'énigme de l'oracle, 1910; L'énigme d'une journée (I), 1914. Poi, mi sarebbe piaciuto vedere menzionati e spiegati i casi in cui l'artista si è ricopiato decenni dopo, con solo piccoli cambiamenti. Confrontiamo per esempio "Interno metafisico con grande officina", 1916, Staatsgalerie, Stoccarda, e "Interno metafisico con officine", 1959, collezione privata. Oppure "Il figliol prodigo, 1922" a "Il figliuol prodigo, 1975". Poi "Il trovatore", 1917, con "Il trovatore", 1956.
Con tutte le sue imperfezioni, questo libro è un must per tutti coloro per i quali de Chirico è più di un semplice pittore. Non aspettatevi una lettura facile però.