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Il cuore e la tenebra

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Giulio, trent'anni superati da poco, viene raggiunto dalla notizia della morte del padre. Famoso direttore d'orchestra, si era trasferito anni prima a Berlino, dove era stato nominato direttore della Filarmonica. Ossessionato dall'esecuzione della Nona Sinfonia diretta da Furtwängler nel 1942 per il compleanno di Hitler, aveva costretto l'orchestra a migliaia di prove estenuanti per ripeterla identica. La rivolta dei musicisti e l'accusa di nazismo che ne era seguita avevano troncato la sua carriera. Sullo sfondo di una Berlino in costante mutazione, Giulio intraprende il suo viaggio per raccogliere i pezzi della vita di quel padre scomparso improvvisamente e che aveva visto così poco dopo che aveva lasciato la madre e lui e suo fratello ancora bambini. Tocca a Giulio occuparsi di tutto e, nell'appartamento berlinese, tra gli oggetti, i libri e i file personali, quella che piano piano prende forma davanti ai suoi occhi è una nuova immagine del padre, una nuova storia. Culicchia scrive il suo capolavoro a nervi scoperti, un romanzo percorso da un'intensità indimenticabile, che racconta e riflette su amore, fallimento, ossessione, e sul rapporto tra padri e figli. Sulla nostalgia di ciò che è passato e non tornerà più e di ciò che non è mai accaduto, di ciò che non siamo riusciti a far accadere. E allora come si colmano i vuoti da noi stessi creati? Che cosa significa fallire? Cosa significa per un padre lasciare i figli? E per i figli crescere con un amore spezzato a metà? Può un'ossessione salvarci dal rimorso e dal rimpianto? Può un orrore che è altro da noi salvarci dalla nostra personale tenebra?

222 pages, Kindle Edition

First published March 12, 2019

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About the author

Giuseppe Culicchia

69 books54 followers
Giuseppe Culicchia (Torino 1965), figlio di un barbiere siciliano e di un’operaia piemontese, cresce mangiando pane cunzato e leggendo l’enciclopedia Conoscere.
Vince il torneo di calcio della scuola in qualità di riserva disputando solo uno splendido secondo tempo da ala sinistra nella partita contro i professori. Per tutte le superiori passa il tema in classe al compagno di banco in cambio del compito di matematica, esame di maturità compreso.
All’università, abbozza storie in una biblioteca di Palazzo Nuovo e nelle sale del Caffè Fiorio a Torino. Tra i suoi eroi, Hem, Scott e Buk. Ormai ventiduenne, impara a nuotare. Poi finisce a fare l’aiuto-bibliotecario a Londra, e scrive i racconti pubblicati da Pier Vittorio Tondelli nell’antologia Papergang Under 25 III (1990).
Dopodiché torna a Torino e dato che vuol continuare a scrivere cerca lavoro in una libreria, dove scopre che Thomas Bernhard ha dato alle stampe un romanzo di circa 500 pagine con un unico punto a capo, più o meno a metà. Commesso/edicolante/magazziniere/tuttofare per una decina d’anni, pubblica il long-seller Tutti giù per terra (1994, premio Montblanc e Premio Grinzane Cavour Autore Esordiente).
Grazie al romanzo d’esordio finisce in copertina su L’Indice dei Libri del Mese, cosa che gli procura molti nemici e molto onore. Invitato più volte al Maurizio Costanzo Show, rifiuta di parteciparvi. Nel 1997 il suo primo romanzo diventa un film con Valerio Mastandrea per la regia di Davide Ferrario. Seguono Paso Doble (1995), Bla Bla Bla (1997), Ambarabà (2000), A spasso con Anselm (2001), Liberi tutti, quasi (2002), Il paese delle meraviglie (2004, premio Grinzane Cavour Francia) e Un’estate al mare (2007), tutti editi da Garzanti e tradotti in una decina di lingue. Nel frattempo, per sei mesi suona la batteria in un gruppo fantasma chiamato Ratones, che però si scioglie dopo che lui propone agli altri membri una canzone intitolata McChicken il cui testo sotto forma di haiku recita: “McChicken / McChicken / McChicken”. Comunque: con Laterza pubblica Torino è casa mia (2005) e Ecce Toro (2006).
Da Einaudi, l’atto unico Ritorno a Torino dei Signori Tornio (2007). Da Feltrinelli, il memoir Sicilia, o cara. Un viaggio sentimentale (2010). Per Mondadori scrive i romanzi Brucia la città (2009), Ameni Inganni (2011) e Venere in Metrò (2012). Nel corso degli anni traduce tra gli altri Mark Twain, Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis. Gli piacerebbe tradurre il caro vecchio Ernest, in particolare Fiesta, o al limite Festa Mobile, o anche solo l’ultimo capitolo di Morte nel Pomeriggio, o giusto il racconto Colline come Elefanti Bianchi, ma non gliel’hanno mai proposto. Purtroppo non conosce il norvegese, altrimenti avrebbe fatto di tutto pur di tradurre Knut Hamsun. Collabora o ha collaborato con i quotidiani La Stampa, La Repubblica e il manifesto, con i mensili GQ, Traveller e Linus, con il settimanale Gioia. Tifa per la squadra di calcio di Torino, il Toro. Ma, da vero sportivo, tifa anche per tutte le squadre che in tutte le serie e i tornei incontrano di volta in volta l’altra squadra cortesemente ospitata in città.
Cos’altro? Ama giocare a calciobalilla, anche se non ha mai frequentato l’oratorio (e si vede). Ogni anno a Ferragosto guarda Il sorpasso. Desidera essere sepolto a Marsala. Non subito, però.

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Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for Roberto.
627 reviews1 follower
April 6, 2019

Non sempre tutto è come sembra

Poche cose sono più tristi del prendere in mano gli effetti di un defunto, leggere le sue carte, guardare le sue foto, specie quando questi è stata una persona a noi cara, come un padre ad esempio.

Può accadere di venire a conoscenza di cose che non sapevamo o non immaginavamo. Cose positive, che ci rendono ancora più tristi, e cose negative, che ci disorientano, facendo scaturire mille domande che ovviamente restano senza risposta.

È quello che fa il protagonista di questo libro: raggiunta a Berlino la casa dove il padre si era trasferito una volta separato dalla moglie, inizia un viaggio tra i ricordi. E scopre tante cose. Scopre quel padre amato che conosceva solo in parte, scopre il passato di una persona con molte virtù ma anche molti vizi. Scopre che ogni medaglia ha il suo retro più oscuro. Scopre che la realtà è sfuggente e difficile da determinare e che nulla è bianco o nero.
E questo forse rende il libro ancora più credibile: guardando nel passato di qualcuno non si possono trovare solo cose positive, perché nessuno è perfetto.

Un viaggio molto interessante, coraggioso e commovente tra l’infanzia e la mezza età, la morte e il distacco, tra le dinamiche moglie marito e genitori figli; ma anche tra Italia e Germania, tra Berlino e la Sicilia, tra nazismo e fascismo, tra vincitori, vinti e relative bugie, tra la nona sinfonia di Beethoven diretta da Wilhelm Fürtwangler a Berlino il 20 aprile 1942 e la caduta di Berlino del '45, assimilabile al disastro finale del Götterdämmerung di Wagner.

Una lettura molto bella ed emozionante ma anche sconvolgente, che mi ha stupito spesso piacevolmente. È la "volontà", la qualità più importante?
Profile Image for Gabril.
1,055 reviews261 followers
April 19, 2019
Giulio, figlio minore e narratore, apprende da Facebook la morte del padre e va a Berlino a occuparsi di tutto ciò che una improvvisa scomparsa comporta. L’altro figlio, Pietro, ha rotto ogni legame col genitore fin dall’adolescenza. Ne conosceremo i motivi man mano che il racconto di Giulio ripercorre gli eventi del passato, ricostruendo tutta la storia. E lo fa con un gesto inevitabile: aprendo le diverse cartelle trovate nel computer del padre. Immergendosi nel suo cuore di tenebra.

Diversi sono gli elementi di interesse in questo libro.

Il tema del fallimento: Federico Rallo, il padre musicista, sopporta per tutta la vita il peso di un matrimonio finito male, della separazione forzata dai figli per i quali nutre un amore incondizionato e inevitabilmente frustrato. La fissazione per l’esecuzione della Nona di Beethoven diretta da Furtwängler in occasione del compleanno di Hitler, diventa il modo in cui Federico immagina di riaggiustare la propria vita, ripararla, ricrearla perfetta. Impresa ovviamente impossibile. Ma anche accettare il fallimento sembra essere impossibile: superare il senso di colpa verso i figli, fare i conti con un amore straziato, che ha prodotto ferite ancora dolenti.

Il peso della storia e la sua continua reinterpretazione; la fissazione per la sinfonia diventa anche quella, paradossale, per il nazismo e per il Furher, nonché per i gerarchi-mostri che furono tuttavia amorevoli genitori, spesso dai figli costantemente amati. O necessariamente perdonati. Com’è possibile questo? La linea di confine tra luce e tenebra non è netta, non è precisa. È linea d’ombra, appunto, vacillante ed estesa. È la contraddizione e il dramma dell’essere umani, tutto e il contrario di tutto. Può essere lacerante. Oppure può essere accettato.

L’orrore. Quello del nazismo non è superiore a quello del colonialismo europeo, alla distruzione di popoli inermi in ogni tempo e luogo; allo sfruttamento delle risorse della terra sopra ogni sentimento di solidarietà umana. È la finanza spregiudicata che oggi governa il mondo, alla faccia del bene del pianeta. La marcia trionfale della Volontà di potenza attraversa la storia umana e la inonda di sangue. Kurtz, il misterioso protagonista del romanzo di Conrad (che il titolo precisamente rievoca) pronuncerà alla fine della sua vita soltanto una parola: “l’orrore...l’orrore”, riferendosi al centro di quella tenebra che lui stesso ha contribuito a costruire e addensare in un gorgo oscuro. La seduzione del male è un problema orribilmente umano.

Il rancore e il perdono. Un figlio compassionevole, Giulio, si dovrà confrontare con l’altro, Pietro, che vuole perseverare nell’ostilità. Il perdono è vincente, è chiaro. Ma come arrivarci, come spegnere l’odio infantile, come varcare la soglia dell’età adulta non è altrettanto chiaro. Non è facile, cioè. L’infanzia ha impresso i suoi sigilli al carattere, ha modellato la psiche, ha costruito sbarramenti e proiettato l’ombra degli ostacoli futuri. Qui abbiamo due genitori manchevoli, ciascuno a modo suo distanti (la madre non è di certo incolpevole), e due figli che per emanciparsi hanno bisogno di chiudere le vecchie ferite.
Ci riusciranno?
Forse non potranno (e chi può?) superare la linea d’ombra, ma forse potranno compiere qualche passo verso la capacità di comprendere. Forse qualche segreto rivelatore e pacificatore Giulio riuscirà a scoprire.
Ma soprattutto l’amore irriducibile del padre, infine, suggerirà a entrambi da che parte stare.

Un romanzo intenso, sfaccettato, sorprendente.
Profile Image for Nood-Lesse.
432 reviews329 followers
October 21, 2022
Per ottenere la ricchezza bisogna, contro la legge stessa della vita, rinunciare all’amore

Il protagonista apprende la notizia della morte di suo padre e cerca di convincere il fratello e la madre a partecipare alle esequie senza riuscirvi. I genitori si sono separati venticinque anni prima, il fratello ha rotto qualsiasi rapporto con il padre da una decina d’anni. Il de cuius era uno stimato direttore d’orchestra fino a quando i Berliner non lo misero alla porta accusandolo di nazismo perché intendeva ripetere fedelmente la Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Furtwängler il 19 aprile 1942 (giorno del compleanno di Hitler) per la quale aveva un’ossessione simile a quella nutrita da Guidobaldo Maria Riccardelli per La corazzata Potëmkin di Ėjzenštejn. L’ironia finisce qui, l’ho inserita io, Culicchia invece è estremamente serio, spedisce Giulio a Berlino (dove il padre risedeva) e gli mette a disposizione il computer del genitore deceduto. È uno stratagemma ricorrente questo, di cui ormai ad ogni lettore sono note le potenzialità. Culicchia lo ha gestito bene per i tre quarti, poi secondo me ha esagerato con i contenuti, come ha esagerato con gli avvenimenti collaterali che si verificano a Berlino durante la permanenza di Giulio. Il libro a voler esser biasimevoli è un’edizione cartacea della TV del dolore per il modo in cui incoccia i sentimenti, per l’impudicizia con la quale i segreti paterni vengono rivelati al lettore. Se invece che biasimevoli si è orfani, bisogna fare attenzione a non commuoversi, perché per quanto imbarazzanti possano essere i trascorsi del padre e i suoi riferimenti al nazionalsocialismo, egli FU il padre. Giulio adesso è pronto a scusarlo, a capire il suo punto di vista, a rivalutare il ruolo che ha avuto la madre quando è rimasta nella casa di famiglia con due bambini piccoli. Quella di Culicchia pare quasi una proiezione di cosa avrebbe potuto accadergli (a lui come a quella minoranza di padri a cui non è accaduto, cioè il divorzio), su cui ha innestato il cuore della tenebra novecentesca. Credo che la migliore sintesi possibile del romanzo la faccia Culicchia stesso nella nota con cui conclude il libro
In ogni caso, tratta di temi come il fallimento, la morte del padre, la dissoluzione della famiglia, l’amore per i figli, il dolore del distacco, l’impossibilità di fare davvero i conti con la nostra finitezza, l’egoismo insito nella nostra stessa natura, il ritorno vero o presunto di ideologie che hanno segnato il Novecento, la linea d’ombra che separa il Bene e il Male.
Vi ho trovato degli echi di Veronesi (i due fratelli ritratti in Terre Rare hanno un rapporto asimmetrico con i propri genitori proprio come i fratelli di Culicchia e come la quasi totalità dei fratelli nel globo), vi ho trovato una prosa curata e una Berlino descritta da uno che deve averla visitata più volte registrandone i cambiamenti dalla caduta del muro in poi.

Colonna sonora:
Beethoven 9 -Finale | 1942 (Wilhelm Furtwängler & Berliner Philharmonisches Orchester)
https://www.youtube.com/watch?v=cUCko...

Chopin - Waltz Op. 64 No. 2
https://www.youtube.com/watch?v=hOcry...

Domenico Modugno - Vecchio frac
https://www.youtube.com/watch?v=8yZLw...
[io scelgo questa]

No One is Innocent - The Sex Pistols
https://www.youtube.com/watch?v=D19eY...
Profile Image for Grazia.
510 reviews219 followers
April 5, 2019
Questo romanzo è opera di fantasia. Tutti i personaggi, gli episodi e le battute di dialogo, tranne che per i riferimenti a personaggi storici, sono immaginari, e non vanno riferiti ad alcuna persona vivente né intesi come denigratori di alcuno. Avrebbe potuto intitolarsi Il lungo addio. Oppure Illusioni perdute. Ma erano titoli già occupati. In ogni caso, tratta di temi come il fallimento, la morte del padre, la dissoluzione della famiglia, l’amore per i figli, il dolore del distacco, l’impossibilità di fare davvero i conti con la nostra finitezza, l’egoismo insito nella nostra stessa natura, il ritorno vero o presunto di ideologie che hanno segnato il Novecento, la linea d’ombra che separa il Bene e il Male. - Nota dell'autore

Mi sono commossa.
Profile Image for Nixi92.
317 reviews81 followers
November 13, 2022
Non conoscevo Culicchia: nonostante sia uno scrittore della mia città, non ho mai sentito la curiosità di leggere qualcosa di suo. Questo libro è arrivato a me grazie ad un regalo, che però ho tenuto da parte per tanto tempo. Non me la sentivo di affrontarlo e pensavo sarebbe stato deprimente leggere di come un figlio ripercorre gli ultimi anni della vita del padre morto. Eppure, non è stato così.
Il protagonista, Giulio, scopre parecchie cose sul padre solo dopo la sua morte, attraverso il suo computer e anche le chiacchiere di qualche conoscente. In particolare, si rende conto di come il padre cercasse di motivare il nazifascismo, difendendo l'esibizione di Furtwängler e dei Berliner per il compleanno di Hitler. Mentre Giulio si accorge di quanto il pensiero del padre fosse lontano da quello che all'inizio immaginava, anche il lettore si immedesima con lui mentre partecipa alla lettura degli scritti sul computer del padre.
L'autore cerca di mostrare come le delusioni familiari/amorose del padre lo abbiano spinto a chiudersi in sé stesso, aderendo agli ideali estremisti del nazismo. Sono presenti svariate citazioni, documenti e foto in grado di rendere più realistico l'intero racconto. La Berlino raccontata è reale, così come le vicende storiche rivangate negli scritti del padre di Giulio. Tuttavia, da un punto di vista letterario non è esaltante e non mi ha spinta ad approfondire la bibliografia dell'autore. L'autore cerca di essere poetico, un po' trasgressivo, nostalgico, ma il risultato è un po' troppo prevedibile e non credo ricorderò questo libro tra uno o due anni.
Profile Image for Marcello S.
647 reviews292 followers
October 21, 2019
Culicchia lo conosco per due cose: l’aver scritto Tutti giù per terra, da cui il film con Mastandrea e la colonna sonora dei CSI, e l’aver tradotto American Psycho. Entrambe risalgono più o meno a vent’anni fa. Poi l’ho perso di vista.

Qui Giulio raggiunge la salma del padre a Berlino dopo la sua morte improvvisa. In pochi giorni visionerà il computer del padre e parlerà con qualcuno che l’ha conosciuto, scoprendo cose che nemmeno sospettava. In particolare si scontrerà con alcuni suoi scritti che puntano ad una comprensione del nazifascismo, a partire dalla difesa dell’inimitabile esecuzione ad opera dei Berliner della Nona di Beethoven diretta da Wilhelm Furtwängler nel 1942, davanti a Goebbels.

In più momenti diventa un libro nel libro e a parlare è il padre, figura contraddittoria e pseudo-revisionista storico, che non ha mai smesso di amare i figli così come di appoggiare le leggi fasciste a favore degli operai e di condannare la distruzione delle città tedesche (vedi Dresda) da parte degli Alleati. E alla fine la desolazione sentimentale individuale diventa l’immagine della devastazione sociale.

Il racconto alterna prima e seconda persona. È sovrabbondante di topografia berlinese così come di riferimenti pop (Trainspotting, CCCP, Blues Brothers, Marlon Brando…). Contiene diverse immagini, più che altro provenienti dal Terzo Reich.
I temi sono interessanti, meno la scrittura che non ha spunti significativi. Funzionale senza nulla di memorabile. [64/100]


Ferma restando la mia convinzione che senza Hitler e il Nazionalsocialismo Furtwängler non avrebbe mai diretto a quel modo quella Nona di Beethoven – quante volte ho visto e rivisto quel filmato, LUI come un burattino disarticolato che non perde mai il controllo dell’orchestra e il rullare cupo dei tamburi e l’impeto furioso degli archi e la disperazione del coro e quelle enormi svastiche – quello che vedo coi miei occhi negli occhi di questi bambini resta inaccettabile.
Profile Image for Elena Battaglia.
44 reviews7 followers
April 15, 2019
Ci vuole del coraggio, sì, del coraggio a vivere in Italia nel 2019 e buttare giù un testo come questo. Ci vuole un talento inestimabile per farselo pubblicare. Specie in un mondo dove ad ogni piè sospinto si riparla del “ritorno del fascismo”. Come sempre Culicchia è diverso, va a fondo nello scandagliare sentimenti umani e questioni spinose, rapporti irrisolti tra padri, figli, amori.
Sono cresciuta con lui, con la ribellione da punk ‘77 di Zazzi ne “Il paese delle meraviglie” perché come pochi sa dare voce alle inquietudini esistenziali che mi porto dentro. Anche in quel romanzo non risparmiava uno sguardo amaro sulla storia, sul terrorismo italiano e le stragi di Stato. Allo stesso modo, in questo libro che prende il nome da quello di Conrad (Cuore di tenebra) con cui si osava parlare del colonialismo inglese nell’Africa nera, ci sono l’orrore e la scoperta - mio Dio! - da parte di Giulio, poco più che trentenne, del fatto che il padre musicista fosse in realtà un simpatizzante del Nazionalisocialismo. Quantomeno quello che si definisce “revisionista”. Un uomo, il padre morto e da seppellire, che in tempi remoti ma non troppo aveva lasciato moglie e figli (o forse è la moglie che, come sovente accade, non gli aveva lasciato abbastanza spazio di accudimento, fagocitata dal proprio egoismo?) per emigrare a Berlino e perseguire l’irraggiungibile: costringere la Filarmonica di cui era stato nominato direttore ad eseguire alla perfezione la Nona Sinfonia diretta da Furtwängler nel 1942 per il compleanno di Hitler.
Carte, video, fotografie: sono pezzi di un passato da ricomporre e analizzare, quelli che Giulio scova nel Pc del defunto padre. Scomparso improvvisamente. Sono parti di quel composto organico un tempo chiamato “famiglia” e dissolto, le cui macerie, come quelle di una Berlino martoriata dai colpi della guerra, il padre di Giulio si è portato sempre dentro e con i quali tutti prima o poi sono obbligati a fare i conti. Non si può giustificare il male, ma si può cercare di comprendere una scelta, una virata a volte obbligata. È questo forse che Culicchia vuole lasciarci intendere, tra il sole splendido della Sicilia paterna e gli algidi paesaggi tedeschi: c’è una sconfitta umana con cui ogni persona è costretta a fare i conti; ci sono peccati che ci portiamo dentro volenti e nolenti. Nessuno è innocente. Nessuno è illeso. La tenebra è tenebra, in guerra si combatte. C’è una bellezza impossibile nella tragedia.
Profile Image for Francyy.
679 reviews72 followers
July 7, 2019
Ho finito il libro ieri sera, ma prima di scrivere un mini commento ho dovuto farlo sedimentare, come scrive GIULIO ho dovuto più volte inspirare e espirare. Un libro bellissimo e devastante, in cui argomenti pesantissimi sono trattati con il giusto numero di parole e di .....spazi vuoti, per lasciare al nostro pensiero, ai nostri vissuti il compito di riempirli. La commozione finale non la si riesce a trasfondere in un commento. Da ieri che ascolto il Valzer opera 64 n. 2 di Chopin e.....mi sciolgo in esso
Profile Image for Mar Gherita.
87 reviews16 followers
August 24, 2019

Alla morte del padre Giulio ne scopre (alza il velo) i pensieri e potremmo dire la sua “second life” attraverso le lettere che ha lasciato ai figli, gli scritti, i documenti nelle cartelle del Mac.

Un libro spiazzante. In quali aberrazioni possiamo immergerci in fuga dal presente. E come riusciamo a giustificare razionalmente qualsiasi cosa. Neonazi nel caso specifico. La narrazione mantiene un difficilissimo equilibrio tra umanità e condanna storica, amore filiale ed etica. E il lettore allo stesso modo si sente in bilico, ad ogni pagina.
Il finale è di grande emozione.

Se mi posso permettere, manca una terza generazione per tagliare definitivamente l’ombelico paterno.

Innumerevoli le citazioni letterarie storiche e soprattutto musicali. Da leggere assolutamente con colonna sonora in accompagnamento ( non facile da trovare in versione originale )
Profile Image for Daniele.
169 reviews
January 30, 2020
Un viaggio nel tempo, nei sentimenti e nelle convinzioni più insospettabili. Questo fa Giulio, protagonista del libro, quando apre i file del computer del padre morto da poco, a Berlino, dove si era recato per inseguire il sogno di una vita, una direzione d'orchestra come quella di Furtwangler per Hitler. Alcune lettere completerano il quadro di una personalità, quella del padre, controversa ma sicura dell'amore incondizionato per i propri figli. Toponomastica delle strade berlinesi molto ricca, forse troppo, libro nel complesso molto ben scritto e piacevole che analizza il tema delle zone scure, le tenebre appunto, che ammantano le nostre vite.
Profile Image for chiara.panda_.
378 reviews12 followers
March 4, 2022
Ho provato ad affrontare questo libro tramite Audible, soprattutto spinta dal fatto che la lettura sarebbe stata performata dallo scrittore in persona. Chi meglio del papà è in grado di dar maggiore espressione alla propria creatura?

Mai nessuna aspettativa è stata così miseramente disillusa. Ho ritrovato una voce piatta, inespressiva, monocorde, a tratti snervante e decisamente poco adatta allo scopo.

Imperterrita mi ostino a proseguire, quando mi rendo conto che lo scrittore sembra avere una passione viscerale per la topografia berlinese: cita tutte le vie, le scritte, le insegne che incontra a zonzo per la città, le espressioni dei passanti, i luoghi di cui conserva ricordi ed emozioni.

E per di più, continui ed estenuati riferimenti alla cultura pop contemporanea che non servono a nulla, se non presumibilmente ad ancorare alla realtà una storia che altrimenti suonerebbe forse troppo astratta e incorporea.

Nessun coinvolgimento o empatia verso i personaggi e la loro complessa - e per certi aspetti disastrosa - situazione. Un figlio che, alle prime pagine, appare inconsistente, e un padre completamente assuefatto da una smania che lo rende non soltanto antipatico, ma anche un personaggio scomodo, sia da approfondire che da compatire.

Mi rattrista leggere recensioni così interessanti e motivate, e aver trovato invece una lettura così distante dalle aspettative che queste avevano creato.
Profile Image for Chiara.
99 reviews3 followers
August 20, 2022
Continuo a non capire come Culicchia possa essere un autore così sottovalutato. Uno dei suoi romanzi migliori e il primo in grado di commuovermi.
Mi sono approcciata a questo libro senza sapere niente della trama, di solito con Culicchia è una garanzia per quanto mi riguarda, e forse per questo ne sono rimasta tanto sorpresa.
Davvero una storia molto intensa, un lato dell'autore per me inedito, lo definirei uno dei suoi capolavori.
Il protagonista è Giulio, suo padre è appena morto e a lui tocca sbrigare le incombenze burocratiche. Il loro rapporto non era dei migliori, Giulio ripercorre la sua storia, dall'infanzia all'età adulta e lo fa in modo un po' confusionario, ma molto emozionante. Riporta a galla ricordi lontani in modo molto tenero, è una storia piena di malinconia e cose non dette, una storia di legami spezzati, ma mai cancellati.
È la storia di come una famiglia si è sfasciata e di come i singoli membri hanno cercato di mantenersi in vita anche con i cuori pezzi tra le mani.

Unica nota negativa, Beppe perdonami, un filo misogino, dico almeno una figura femminile dico un po' positiva ce la potevi mettere. Che poi i tuoi libri sono tutti un po' così, ma che ti hanno fatto le donne di così terribile?

Misoginia a parte, libro davvero stupendo.
Profile Image for Sofia Fresia.
1,246 reviews25 followers
January 10, 2020
Il cuore e la tenebra è un romanzo sul rapporto tra genitori e figli che prende spunto dalla morte del padre del protagonista per rievocare una vita intera fatta di incomprensioni e scelte spesso sbagliate. Eccede un po’ col sentimentalismo ma nel complesso è anche capace di smuovere qualcosa in chi legge. Lo stile non è molto scorrevole, e l’autore manifesta un interesse quasi feticistico per gli elenchi, che inserisce in diverse occasioni - e per elenco intendo la lista di tutti i titoli contenuti in un’intera libreria. Mi è piaciuto il fatto che la narrazione affronti in maniera diretta il mito della falsa perfezione dei genitori: quando si è bambini li si ama in maniera incondizionata, e loro appaiono come dei, perfetti e insostituibili. Da adulti li si ama anche nonostante i loro difetti, come nel caso del protagonista che una volta giunto a Berlino dove il padre si era trasferito scopre delle verità insospettabili su di lui. Lettura gradevole, non leggera, da evitare in momenti di sconforto perché, nonostante uno spiraglio di luce sul finale, non si presta di certo a risollevare il morale del lettore.
Profile Image for Gaia.
278 reviews2 followers
June 30, 2021
8!
Una storia d’amore di un padre per i suoi figli. Il racconto crudo e reale di una solitudine nata da un errore che ha distrutto la famiglia e ha reso il protagonista un padre in equilibrio tra assenze strazianti e presenze ignorate.
“La storia di un uomo che, non tollerando più il suo presente e non vedendo più alcun futuro, sceglie di rifugiarsi nel passato. Ma non in un passato per così dire di comodo. (…) no: lui sceglie il cuore di tenebra dell’Europa.”
Giulio viene raggiunto dalla notizia della morte del padre. Famoso direttore d'orchestra, si era trasferito anni prima a Berlino, dove era stato nominato direttore della Filarmonica. Ossessionato dall'esecuzione della Nona Sinfonia diretta da Furtwängler nel 1942 per il compleanno di Hitler, aveva costretto l'orchestra a migliaia di prove estenuanti per ripeterla identica.
Profile Image for Manuel Mussino.
1 review
February 23, 2020
Libro appassionante, a tratti commovente; fa riflettere su molti temi, fra i quali la nostalgia per le persone che se ne sono andate, la nostalgia per ciò che sarebbe potuto “essere” e non è stato e molto altro, il tutto ambientato in una Berlino vista come città simbolo del ‘900, teatro di totalitarismi e di “vette” artistiche irripetibili, di fallimenti catastrofici e cambiamenti succedutisi nel tempo che ne hanno segnato marcatamente la fisionomia.

Altro non ho le basi per aggiungere, eccetto un apprezzamento per la scrittura dell’autore e il fatto che l’aver letto il libro mi sta ispirando anche la ricerca di ulteriori volumi (es Berlin Alexanderplatz di Döblin o le Memorie del Terzo Reich di Speer) e film (Europa di Lars Von Trier o i documentari di Fest su Hitler e molto altro).
Profile Image for Alessia.
68 reviews3 followers
August 4, 2019
Libro relativamente breve ma davvero molto intenso, direi addirittura lacerante. Mi è piaciuto molto, da una parte per il coraggio di parlare di nazionalsocialismo in termini e sfaccettature non convenzionali, dall'altra per la capacità di riportare fedelmente il dolore della perdita di un padre, ma anche il rimpianto e le sofferenze di un uomo che ha perso la sua famiglia e ha fatto di tutto per i suoi figli.
L'ho ascoltato in audiolibro su audible, letto dall'autore stesso, e secondo me questo ne dà un valore aggiunto per quel che riguarda l'intensità del racconto.
Profile Image for GONZA.
7,472 reviews126 followers
September 11, 2019
Questo é il classico esempio in cui il libro mi é piaciuto nonostante il personaggio principale. Questo padre, che ci viene raccontato dal figlio, é una persona che non sono riuscita bene a mettere a fuoco, anche se per tutte le pagine del libro non si parla che di lui mentre tutti gli altri fanno da comparse nella sua storia tormentata. Probabilmente era anche questo lo scopo dell'autore, mostrare come anche i mostri amino i loro figli, per quanto non sia lui il mostro in questione, ma non voglio spoilerare il romanzo, anche se mi piacerebbe parlarne con qualcuno.
Profile Image for Marigiusy Digregorio.
413 reviews14 followers
March 30, 2020
Giulio e Pietro sono due fratelli che da piccoli hanno patito la separazione dei loro genitori e l'abbandono da parte della figura paterna. La sensazione di essere stati messi da parte non li abbandona neanche in età adulta, fino a quando Giulio non viene a conoscenza della morte del padre Federico. Attraverso la lettura di lettere e di file lasciati sul pc a Berlino, Giulio conoscerà una parte della vita di suo padre piuttosto sconvolgente.
È un romanzo intenso, ben scritto e toccante.
Profile Image for ElisaF.
24 reviews
June 21, 2021
Coraggioso, duro, emozionante, sorprendente per la capacità di analizzare e rendere "comprensibili" le brutture della storia. Culicchia una garanzia
Profile Image for Alessia.
58 reviews
April 23, 2019
Chi ha letto “Sicilia, o cara” di Culicchia sa bene quali sentimenti profondi riesce a evocare l’autore ed ecco che lo stesso bagaglio affettivo emerge anche in questo suo ultimo romanzo: lo scrittore torinese riesce a dare il massimo di se quando ci sono di mezzo gli affetti familiari, anche se, come in questo caso, il protagonista Giulio si troverà a scoprire aspetti del padre defunto sconosciuti fino a quel momento. Per questo definirei anche “Il cuore e la tenebra” come un viaggio sentimentale che si percorre incontrando la semplicità e l’ironia che contraddistinguono l’autore.
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