David Volpi ha 24 anni e un solo obiettivo: approdare in serie A e diventare un giocatore di basket professionista. Alida è un’esuberante italo-messicana dalle mille risorse con una passione smodata per la palla a spicchi. Quando i due si incontrano, tra loro si crea subito sintonia. Ma se per Alida, Dave è più di un amico, il ragazzo tarda a mettere a fuoco i propri sentimenti per quella nanetta tutto pepe. Quando poi, finalmente, il loro rapporto giunge alla svolta decisiva, il destino rimescola le carte in tavola. E se le loro scelte per il futuro li mettessero su strade diverse? l’amore sarà più forte delle ambizioni di una vita intera?
Questo romanzo non mi ha convinta molto, forse perché i personaggi hanno un’età nella quale certi comportamenti dovrebbero ormai essere stati superati. Pur essendo ventenni, Alida e Dave sembrano muoversi nella relazione con un approccio adolescenziale che rende arduo perfino raggiungere il primo bacio. La carburazione è molto lenta, gran parte del romanzo è incentrato sulla preparazione, sul rendersi conto dell’interesse l’uno dell’altro, e sulle dinamiche incerte e confuse che solitamente sono tipiche dei tredici-quindicenni: “gli interesso? Perché mi ha chiesto un passaggio? Se gli piacessi mi manderebbe un messaggio…”. A questa fase dell’interessamento segue qualche casto appuntamento, uno sviluppo della storia lento e abbastanza prevedibile. Gli ostacoli che si presenteranno sono superabili e mai ci fanno pensare che la storia possa finire in modo differente. Semmai, al contrario, avrei sperato in un finale più aperto, che non fosse portatore di quel messaggio, a mio avviso negativo, secondo cui chi ama davvero deve rinunciare ai propri sogni per stare con l’altra persona senza compromessi: un modo egoista di vedere le relazioni che non trovo positivo inserire nei romanzi destinati ai giovanissimi. In sostanza, l’aspetto che meno mi ha soddisfatta sono state le modalità espressive, di comportamento e relazionali, che non mi sono sembrate adeguate all’età dei personaggi e di conseguenza dei lettori. . Nayeli - per RFS
Letto in anteprima, alla fine ho dovuto aggiungerlo a goodread che non lo trovavo. Una lettura scorrevole e carinissima, un bell'esordio brava Martina!!!
Quando l’autrice mi ha fatto sapere di questa nuova edizione del romanzo sono rimasta un attimo perplessa… a parer mio andava bene così, non vedevo il senso di cambiare, aggiustare o modificare qualcosa. Mi sono ricreduta abbastanza in fretta. La storia ha subito parecchi cambiamenti, ma in meglio. La scrittura di Martina Pirone è migliorata – ma questo lo avevo notato con i successivi libri che avevo letto – ma in effetti questi accorgimenti e cambiamenti trovo che rendano Three point shot più… adulto, non so bene come spiegarlo. La storia di Dave e Alida è un crescendo di sensazioni e questo accade grazie ai cambiamenti che avvengono nel loro rapporto. Tutto nasce grazie a un’uscita tra amici, un saluto, uno sguardo quasi inviperito dove il tutto finisce col parlare di basket, fare battute stupide e sorrisi rubati. Alida è un personaggio che ho apprezzato molto, non solo perché inizia ad avere a che fare con Dave e gli altri ragazzi grazie alla partenza della sua migliore amica, ma anche perché è una di quelle persone che sta in piedi anche da sola, che quando si mette in testa un obiettivo, fa di tutto per raggiungerlo. Forse mi piace anche perché è una di quelle ragazze tranquille, che spesso e volentieri preferisce passare la serata a casa piuttosto che andare in giro a fare baldoria. Dave, come per la versione precedente, è uno di quei personaggi che ho apprezzato man mano. In questa versione è sicuramente più adulto, ma è uno di quei ragazzi che finge di non avere problemi, che finge di non vedere pur di ammettere la verità… nonostante poi si contraddica con gesti e spesso anche con le parole. L’autrice è riuscita a rimanere in linea con quella che era la storia, l’ha solo aggiustata… anzi no, direi che è riuscita a migliorarla, ma voglio essere sincera, io oramai sto aspettando Riccardo – il migliore amico di Dave – e per fortuna manca poco! In questo romanzo lo sport è importante, proprio come lo è la famiglia (soprattutto quella che ti crei e ti scegli), e l’amicizia. Grazie a questo romanzo ho passato delle ore tranquille, in buona compagnia, ma devo ammettere che mi sono trovata più volte con una stretta allo stomaco a causa di alcune scene o anche solo frasi di Dave e credo che sia proprio questo il fulcro del romanzo: aspettando, le gioie arrivano.
In più appaio nei ringraziamenti e questa cosa mi fa fare i salti di gioia! 😍
Martina ci ha catapultati sul campo assegnando three point shot a Dave e Alida e ha dedicato a questa coppia uno sport romance leggero e frizzante. Entrambi con la stessa passione per la palla arancione, lui giocatore professionista che dedica la sua vita agli allenamenti e alle partite, e lei che conosce tutte le regole e non si lascia sfuggire una partita. Il loro rapporto nascerà in sordina per fare capolino nelle loro vite quando meno se l’aspettano. Alida e David sono la coppia più improbabile, nessuno si aspetta che da quella amicizia possa nascere qualcosa di più. Tutti tranne Riccardo che conosce Dave da sempre e nel frattempo si prende cura anche di Alida. Avete ragione, non vi sto aiutando a capire.
Facciamo un passo indietro. David è bello, alto, con degli addominali da urlo e ha lo sguardo misterioso, è il tipo da guardare con la bava alla bocca. È un tipo taciturno, che se ne sta sulle sue e che non ama stare in mezzo alla gente, anche se poi in realtà ha una vena molto creativa, è divertente in quanto a battute ma ha bisogno di più tempo per entrare in confidenza con gli altri.
“Dave è proprio come lo si osserva, quel ragazzo dal sorriso che ti lascia senza fiato; un po' scostante all'inizio, ma, quando decide di aprirsi, si rivela un giullare di corte che fa piegare in due dalle risate il suo pubblico. Non credo che anche quest'aspetto possa essere ritenuto di poco conto”
Alida è la tipica ragazza del sud, messicana, bassina con un bel caratterino, non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno. Vive con il padre ed è piena di vita, ama il basket, la sua amica Giorgia e il suo amico Andrea e neanche a lei piace andare alle feste. Per la partenza della sua migliore amica, Alida, la nostra protagonista, è costretta a cedere alle sue abitudini asociali e promette alla sua amica di fare amicizia con la sua compagnia, Dave e i suoi compagni di squadra, così non sarebbe stata da sola in sua assenza.
“Mi addormento pensando agli occhioni cioccolato dei quel ragazzo che mi ha fatto tanto ridere”
Da qui in poi vedremo crescere un’amicizia sana e sincera, fatta di interessi comuni, uscite di gruppo, incontri da soli, feste, risate, intesa e complicità. Tra i due sembra nascere qualcosa di più e Alida ormai non lo nasconde più neanche alle sue amiche. Purtroppo però c’è sempre la guastafeste, l’oca di turno che per dispetto le soffia il ragazzo sotto al naso, d’altra parte Dave è lento a capire i sentimenti che lo legano ad Alida e si butta in questa “relazione” ma quando si rende conto che si ritrova a pensare a lei in ogni momento in cui è con l’altra, è troppo tardi perché Alida è incavolata nera.
“Per non parlare, poi, dell’impellente desiderio di trovare una scusa per avvicinarla, avere la possibilità di sentire il suo profumo da vicino, toccarla. È strano. È come se qualcosa di lei, inevitabilmente, mi avesse attratto: i suoi occhi grandi e attenti, il suo sorriso spontaneo, la sua parlata strana… insomma ho dovuto farlo, a costo di sputtanarmi davanti a tutta la squadra e anche quella avversaria”
Così ad un certo punto della vita, si invertono i ruoli: ora è lui che cerca di riconquistarla però è difficile ridare fiducia ad una persona che stimavi tanto. Sarà tutto perduto?
Un libro ben scritto con un linguaggio semplice che rende la lettura scorrevole, il pov alternato permette di percepire le sensazioni dei nostri personaggi. Non ne so molto di basket ma grazie ad Alida ho appreso un paio di regole e soprattutto che i tre tiri liberi in questo romanzo sono andati a segno. Amicizia e complicità sono i temi protagonisti della storia e fungono da collante tra Alida e Giorgia che sono inseparabili e anche da lontano si sentono e si leggono nel pensiero, si confidano i segreti e tutte le paranoie che ci possono essere quando hai una tremenda cotta per un ragazzo che condivide le tue stesse passioni. Dall’altro lato l’autrice dà importanza anche all’affetto che unisce i ragazzi, l’intesa che si respira tra i compagni di squadra li porta ad essere leali tra di loro, cosa che la guastafeste ha dimostrato di non essere nei confronti di Alida. Poi c’è quell’amicizia tra un ragazzo e una ragazza che sembra del tutto innocente ma che poi porta all’amore, ero emozionata anche io quando hanno capito che avrebbero potuto viversi più intensamente.
“«Alida, per me il basket è fondamentale, senza non potrei mai vivere. Mi ha regalato gioie infinite quando ero bambino e a casa la situazione era una merda. Mi ha fatto rimanere in piedi da adolescente, quando le condizioni erano ulteriormente peggiorate; mi ha dato la forza di riuscire a camminare solo, con l'appoggio dei miei compagni e dell'allenatore e, se vogliamo, mi sono innamorato di te, grazie al basket.»”
“Dave mi fa innamorare, se possibile, sempre di più e mi fa credere che un amore, se coltivato con il rispetto, la passione e la condivisione, può durare davvero per sempre”.
Bella storia! Immergermi nel mondo del basket è stato molto bello. Da migliorare lo stile di scrittura, a mio parere, un po' piatto e quindi non è emerso a pieno tutto il potenziale eclissato.
Roma, la città eterna. Alida Pomarico, giovane, solare italo-messicana, vive in Italia col padre fin da quando era soltanto una bambina. Sta per laurearsi in Scienze della Formazione Primaria e intanto si guadagna da vivere barcamenandosi tra il lavoro di babysitter e quello di organizzatrice di serate musicali e cantante al pub “Camelot”. David Volpi, play-guardia della “Virtus Roma”, prima squadra di basket della cittadina romana, è un 24enne dall’animo dolce e gentile che, fuggito da una situazione familiare un po’ complicata, adesso divide un appartamento con Riccardo, suo amico e compagno di squadra. Ma cosa lega due ragazzi apparentemente così diversi tra loro? A prima vista sembrerebbe niente, tuttavia l’incontro di una sera al Gianicolo, una delle zone più belle e panoramiche di Roma, si rivelerà, in realtà, per loro molto speciale. Giorgia, migliore amica di Alida, infatti, ha organizzato un “Farewell party”, prima del suo viaggio-studio a Londra. Per l’occasione ha invitato le sue amiche più care, Alida, Lucrezia e Sara, e parte della squadra di basket della “Virtus Roma”, tra i quali Riccardo, David, Francesco e Adriano. È proprio in questa circostanza, quindi, che Alida e David si incontrano per la prima volta e chiacchierando del più e del meno, scoprono la loro passione comune per il basket. Mentre per David, però, non scatta immediatamente il cosiddetto colpo di fulmine per quella nanetta tutto pepe, al contrario, Alida prova per lui una simpatia fulminea e un sincero interesse e quando lui la invita, insieme all’amica Lucrezia, ad una partita di campionato, lei accetta più che felice al pensiero di rivederlo ancora. Il tempo passa e, tra gli allenamenti di David e gli impegni di Alida, i due trascorrono sempre più tempo insieme, finché lei non si rende conto che l’attrazione iniziale si sta trasformando in un sentimento più profondo. Tutto sembra proseguire per il verso giusto, almeno fino al compleanno di David, quando Alida vede ciò che non avrebbe mai voluto vedere: il ragazzo che le piace e “l’amica” Lucrezia a letto insieme. Tradita e amareggiata, la povera Alida si lecca le ferite in silenzio e, a quel punto, David sembra quanto di più lontano e inarrivabile possa esserci per lei, ma... sarà davvero così? Lucrezia è la ragazza giusta per David, oppure lui si renderà conto di aver perso in Alida non soltanto una buona amica, bensì la donna che, forse, avrebbe potuto diventare la più importante della sua vita? È questa la trama di “Three point shot”, Sport Romance “d’esordio” di Martina Pirone. D’esordio, tra virgolette, dato che ho già avuto il piacere di leggere ad opera della stessa scrittrice l’antologia scritta a 8 mani insieme ad altre tre autrici, intitolata “Se fosse amore?”, e “Un’estate al mare”, una storia caliente e spiritosa, precedentemente proposta su Wattpad e, adesso, di prossima pubblicazione. Ma torniamo a “Three point shot”. Il libro è strutturato seguendo l’alternanza dei POV dei due protagonisti, Alida e David, che si intrecciano vicendevolmente. Devo dire che è stato facile, per me, immedesimarmi nell’eroina principale e fare il tifo per lei fin dal principio, poiché è praticamente impossibile resistere alla sua solarità e al suo modo di essere. Mi sarebbe piaciuto, comunque, vedere molto più presenti anche gli amici che ruotano attorno ai protagonisti, soprattutto Giorgia, Riccardo e Adriano (quest’ultimo, malgrado le sue comparse fugaci, è riuscito a catturare tutta la mia attenzione e il mio interesse <3). Per quel che riguarda l’aspetto puramente sportivo del romanzo, Martina Pirone si è dimostrata molto brava e totalmente all’altezza del compito, visto che è riuscita ad inserire nel corso della narrazione brevi nozioni base del basket, lasciando che fosse la stessa Alida a spiegarle in maniera chiara e semplice anche per chi, come me, non si è mai avvicinata a questo sport. Inoltre, anche per quanto concerne il lato Romance, l’autrice merita i miei più sinceri e doverosi complimenti, perché le scene d’amore tra Alida e David sono descritte con il dovuto tatto, lasciando, a volte, spazio all’immaginazione e risultano, pertanto, dolci, tenere e romantiche e per nulla ampollose o volgari, in piena coerenza e armonia con la personalità dei due protagonisti. A malincuore (per via del suo comportamento egoista e meschino), devo ammettere, invece, che il vero punto di svolta della storia è costituito dal personaggio di Lucrezia. Se inizialmente, infatti, la lettura è un po’ lenta, forse a causa di frasi troppo lunghe, dal momento del “tradimento” di Lucrezia nei confronti di Alida, sono stata letteralmente divorata dalla curiosità e il testo risulta più scorrevole e di facile lettura, anche grazie ad un colpo di scena totalmente inaspettato quasi sul finale e ad un epilogo, diviso in due parti ben distinte, piacevolmente sorprendente. <3 Dunque, 4 STELLINE per questo romanzo divertente, romantico, emozionante, di crescita e, soprattutto, d’amore, quell’amore vero nel quale bisogna sempre credere e per il quale, alle volte, vale la pena lottare.
Continuo a dire che a volte Kindle Unlimited regala gioie. Questo libro lo avevo notato ancora prima che uscisse, e nel momento in cui è stato messo in catalogo non ho potuto che prenderlo e iniziarlo a leggere. Martina Pirone ci fa mostra il fantastico mondo del basket, grazie a Three point shot e ci fa conoscere Dave e Alida, dandoci l'opportunità di conoscere la loro storia e vivere attraverso gli occhi di entrambi tutto il percorso intrapreso: prima attraverso l'amicizia, poi l'attrazione, la voglia di stare sempre più insieme, fino alla fine, dove l'epilogo non può che lasciarci con gli occhi a cuoricino ❤️ davvero complimenti. Questo è solo il primo libro della serie? Spero di sì, decisamente un'altra coppia/non coppia ha tirato la mia attenzione e vorrei saperne di più... Date sempre una possibilità agli autori italiani, soprattutto a quelli che si rimboccano le maniche e fanno tutti da soli, già solo per questo: tanto di cappello.
Non conoscevo questa autrice ma devo dire che è molto brava una lettura bella scritta bene e che si legge molto veloce non impegnativa ma che comunque la consiglio a tutti perché i personaggi si fanno amare
RECENSIONE A CURA DEL BLOG LIBRI RIFLESSI IN UNO SPECCHIO
La storia ruota attorno ai due protagonisti: da un lato Dave, playmaker del Trastevere Basket e giovane promessa del basket, dall’altro Alida, un’italo-messicana studentessa di Scienze della Formazione Primaria e appassionata di… indovinate cosa? Esatto: di basket. Dave e Alida sembrano praticamente fatti l’uno per l’altra, ma la loro unione non sarà poi così facile. Entrambi vengono da una delusione d’amore che li rende diffidenti nei confronti di una nuova relazione. Meglio andarci con i piedi di piombo, meglio studiare bene la situazione prima di tuffarsi di testa, meglio aspettare. Cosa succede, però, se qualcuno si mette in mezzo? Se due persone sono destinate a stare insieme, riusciranno a farlo nonostante tutto? Three point shot è uno sport romance nel pieno senso della parola. Entrambe le componenti sono presenti e ben amalgamate. Dave e Alida vivono l’amore nella forma più pura, quasi adolescenziale. Dave passa dal prendersi gli insulti delle lettrici per i suoi sbagli nella strada verso Alida, a diventare romantico fino al diabete. Il legame tra i due protagonisti non è solo fisico, ma un’unione tra anime. I due si completano a vicenda, si fondono, tanto che diventa quasi un dolore fisico non aversi accanto. Dave senza Alida è perso, lei è il suo punto fermo in una vita caotica, fatta da problemi familiari, un lavoro che odia e il basket. Sì, perché lo sport non è solo un contorno. È l’inchiostro con cui la storia di Dave e Alida è scritta. L’amore di Alida per Dave cresce tra gli spalti. Assistiamo alle partite direttamente dagli occhi del playmaker, ne viviamo l’adrenalina, sembra quasi di sentire le grida del pubblico e l’odore di sudore che si imprime sulle maglie, mentre il tabellone segna i secondi che mancano alla fine del quarto. È proprio in queste scene che Martina Pirone si dimostra una maestra. Niente è lasciato al caso, le dinamiche, gli schemi, sono sempre ben studiati. Il gergo è quello del basket, dentro e fuori dal campo. È il mondo dell’NBA, è il mondo di Michael Jordan, è il mondo di Martina Pirone. La passione dell’autrice per questo sport traspare da ogni riga e ti fa venire voglia di correre al palazzetto per assistere alla prima partita disponibile. Il basket non è il solo tratto autobiografico del romanzo, al contrario sono parecchie le sfumature che ricalcano la vita dell’autrice. Come la passione di Alida per gli squali o l’ambientazione: Roma. In un’epoca in cui si tende ad ambientare tutto all’estero, Martina Pirone ha il coraggio di prendere lo sport nazionale americano e farlo muovere tra le strade della capitale italiana. Anche qui, si capisce chiaramente quanto lei “conosce la materia”. Ci porta nei ritrovi dei giovani romani, quegli angoli che difficilmente troveresti su una guida turistica. Non pensate, però, che Three Point Shot sia un romanzo tutto sole, cuore, amore… e basket. Perché quando meno ve lo aspettate, arrivano i colpi di scena. Non posso dire molto per non fare spoiler, ma non date nulla per scontato. Così come non sono per nulla scontati i personaggi. Essi sono reali, con i loro pregi e i loro difetti. Hanno un brutto carattere, sono insicuri o fin troppo sicuri di se stessi, sono altissimi o sono come Alida: dei nani (e da qui il suo soprannome: Nanetta). Alida è proprio la meno stereotipata del gruppo. Italo-messicana, con qualche centimetro in meno e qualche chilo in più, è ben lontana dall’essere il classico esempio di una principessa. Non è certo un tipo da tacchi, vestitini e borsetta; preferisce un velo di trucco e uno zaino da poter usare come un’arma. Alida cambia la ruota dell’auto mentre Dave la fissa esterrefatto. Per conquistare Alida non devi portarle un mazzo di fiori, ma dedicarle una tripla. Specchio magico per Three Point Shot, una storia d’amore e di sport che farà oscillare le vostre emozioni come una palla da basket, un romanzo fresco e coinvolgente da leggere tutto d’un fiato, magari mentre stai gustando del cocomero, con musica reggaeton di sottofondo.
Tre stelline e mezzo arrotondate a quattro ma che sarebbero state cinque per tutta la prima parte del romanzo; il problema è che verso metà, secondo me, un po’ si perde. Le premesse di questo libro potrebbero avere il mio nome scritto sopra per quanto incontrano i miei gusti: friends-to-lovers, sport romance, slow burn e situazioni familiari complicate. In più, è ambientato a Roma, che già da solo vale una stellina e mezza di partenza. Cosa ha funzionato alla grande: una forza di questo libro sono i personaggi. Ai protagonisti ti affezioni subito dalle primissime pagine, e questo non è sempre scontato. Non solo i personaggi principali, ma l’intero cast dei personaggi secondari che ti entrano ugualmente nel cuore pagina dopo pagina. Tutta la prima parte della conoscenza tra i due protagonisti è super dolce e piacevole da leggere, onestamente aspettavo l’arrivo del DRAMA con i popcorn in mano ma avrei letto altre 100 pagine di mutual pining e vorrei-ma-non-posso. Cosa, per me, non ha funzionato: tutto l’arc con Lucrezia l’ho trovato superfluo (assieme a tutto il personaggio di Andrea, che nulla aggiunge e nulla toglie alla trama dal mio punto di vista); non solo perché si risolve in poche pagine e lascia ben pochi strascichi nella trama, ma perché di motivi di conflitto interni ed esterni ce n’erano già (in primis, il rapporto di David con la famiglia, e tutta la sua sindrome da cuore spezzato che non ho ben capito da dove arrivi, visto che della sua ex alla fine dei giri ci ha raccontato poco o niente). In generale, avrei preferito un’unica, importante ragione di conflitto piuttosto che un rollercoaster di conflitto-calma-conflitto-calma-conflitto-calma, che scombina un poco tutto il climax della parte finale. In generale, nella seconda parte ci ho visto un po’ troppo abuso del miscommunication trope (no, non parlo come mangio), che personalmente prendo sempre con le pinze e mi fa sempre storcere il naso, specie nelle storie con protagonisti adulti. E non intendo l’essere incapaci di comunicare apertamente i propri sentimenti, o l’essere incapaci di interpretare i segnali dell’altro e l’essere completamente ciechi davanti ai reciproci sentimenti (questo è un evergreen che non passa mai di moda), parlo proprio del personaggio A che vede personaggio B fare questo o quello, dare una personale interpretazione della cosa e andare no-contact per tre settimane, quando poi bastano due linee di dialogo per risolvere l’equivoco. Quello mi farà sempre sbattere la testa contro il muro a meno che i protagonisti non abbiano dai tredici ai quindici anni. Resta che ai personaggi ti affezioni e tanto, quindi almeno per quanto mi riguarda il resto passa in secondo piano. Ho molto apprezzato anche le briciole che sono state buttate qua e là come anticipazione del libro successivo, che con me hanno funzionato in pieno visto che sta già lì che mi aspetta nel Kindle, à bientôt!
Alida è una ragazza italo-messicana attualmente è una studentessa dell’Università di Scienze della Formazione Primaria, in attesa di conseguire la sua laurea, la sera lavora in un pub.
Alida vive con il padre, attualmente vive in clima particolare con la sua famiglia. Nonostante i suoi genitori sono separati, la ragazza vuole bene a entrambi i genitori. A colmare le sue giornate tra l’Università e il lavoro, c’è la sua migliore amica Giorgia. Nella festa per la sua partenza per Londra, Alina conosce David e tutta la squadra di basket della R.S.C. Dimenticavo Alina ama alla follia il basket!
Il ragazzo che conosce Alina si chiama David, è un sognatore vuole diventare un giocatore di basket professionista di serie A, ma al momento deve proseguire con il suo lavoro attuale. Anche lo stesso David ha una situazione familiare particolare a cui si è dovuto allontanare a causa dei problemi legati al padre.
“Il mio posto è accanto a te, ogni giorno, e in campo, con gli amici di una vita che mi rispettano e mi vogliono bene.”
Nel frattempo Alida comincia a uscire con i ragazzi, questa amicizia sarà fondamentale per lei ma soprattutto nei confronti di David, che da una semplice amicizia per la ragazza diventerà un qualcosa di diverso che però David non riesce a comprendere. David riuscirà ad accorgersi dei sentimenti di Alina o sarà troppo tardi?
Ammetto che non ho mai letto un sport romance e devo dire che come genere non mi dispiace. Three point shot è scorrevole, fluido e piacevole nella lettura, grazie alla scrittura semplice da parte dell’autrice. Sicuramente amerete questi personaggi anche se in certi momenti possono risultare leggermente irritabili da scaraventarli fuori dalla finestra, ma questi sono piccoli dettagli da tralasciare, ahaha!
Abbiamo diversi elementi presenti in questo romanzo, l’amore, l’amicizia, la famiglia e qualche colpo di scena che non ti aspetti e ti fanno rimanere con il fiato sospeso. Molto accurata e dettagliata i riferimenti del basket, grazie all’accurata passione e studio dell’autrice.
Three Point Shot Tutte le tecniche e le regole di questo gioco ci vengono descritte per bene senza scendere troppo nei dettagli, un dettaglio che ho apprezzato e da un valore aggiuntivo allo stesso romanzo.
Consiglio la lettura di questo romanzo per chi ama i romance ma anche per chi ama i sport romance e sono curiosa di leggere il nuovo capitolo della serie. Mi piacerebbe scoprire chi siano nei dettagli altri componenti della squadra di David.
Ho letto con piacere questa nuova versione del romanzo di Martina e l'ho trovata migliorata su tutto. Ma veniamo ai protagonisti di questo sport romance. Alida è una ragazza italo-messicana, vive con il padre, studia e di sera lavora in un locale dove organizza serate karaoke. Mi era già piaciuta in precedenza proprio per la sua indipendenza e il suo dimostrarsi forte davanti alle avversità. Non è descritta come la classica ragazza alta, bella e formosa ma ha comunque tutte le qualità giuste per attirare l'attenzione di uno come Dave, soprattutto la passione per il basket. Dave Volpi gioca nel Trastevere basket e sogna di poter fare il grande salto in serie A. Tutti i suoi sacrifici sono concentrati su quell'unico obiettivo. A differenza dei suoi amici, però, è restio ad avere una relazione. Ha già sofferto in passato e vuole evitare che succeda ancora, eppure quando conosce Alida qualcosa cambia. Lei non è come le altre. Non ama perdere tempo con lo shopping, non indossa gioielli, non si trucca eccessivamente ed è davvero interessata a quello sport con la palla arancione. Ben presto diventa la sua nanetta, una persona a cui non riesce a smettere di pensare.
"Lei è il mio tiro vincente allo scadere dei ventiquattro secondi, dona speranza e voglia di ripartire anche quando tutto sembra perduto."
Anche Alida resta colpita da quel gigante dai capelli ribelli, che tende a non esporsi e a tenersi tutto dentro.
"Poi è bello, davvero bello. Una di quelle bellezze non artificiose o studiate a tavolino: il suo sorriso è spontaneo, i capelli sempre arruffati fanno capire quanto poco tempo perda davanti allo specchio e i suoi occhi sono grandi ed espressivi. Meravigliosi."
Tra alti e bassi, il loro rapporto si evolve, non senza difficoltà. Di Dave ho apprezzato il cambiamento del personaggio, si è dimostrato più adulto e consapevole dei propri errori ma anche più dolce e interessante. Questa volta me ne sono proprio innamorata! La storia si svolge in una Roma piena di vita, descritta molto bene, con i suoi quartieri caratteristici che fanno da sfondo. Altrettanto interessanti sono i personaggi secondari che ruotano attorno ai protagonisti. Riccardo e Adriano mi hanno colpito in particolare per cui mi aspetto una storia dedicata a ognuno di loro. Il tema dell'amicizia affianca quello dell'amore, così come quello della famiglia e degli affetti. È bello come lo sport sia parte integrante della storia, in un modo che risulta accattivante e per nulla noioso. Lo stile di Martina questa volta è più maturo, scorrevole e senza buchi e sono felice che la storia abbia avuto il restyling che meritava.
I protagonisti di questo romanzo sono David e Alida, due giovani ragazzi alle prese con la loro quotidianità, i problemi e difficoltà che caratterizzano quest’età. Alida è una ragazza italo-messicana, studentessa di Scienze della Formazione Primaria in procinto di laurearsi e nel frattempo lavora di sera in un pub, occupandosi di karaoke. Ha alle spalle una situazione familiare particolare con dei genitori divorziati, ma ama moltissimo il padre e la madre un po' strana, oltre che una nonna molto acida e meschina.
David, invece, è una stella del basket e sebbene gli piacerebbe lavorare nel settore della pubblicità, deve però accontentarsi; infatti lavora duramente presso una ditta di trasporti, che lo sfrutta solamente, ma non può assolutamente rinunciare a quel lavoro perché anche lui ha alle spalle un passato difficile, ed ha il compito di aiutare i suoi genitori. Non voglio svelarvi tutto, ma vi lascio il gusto di scoprirlo da sole.
I nostri protagonisti sono due giovani ragazzi agli antipodi, ma che avranno tantissimo in comune e solo leggendo il libro scoprirete il perché. Quello che inizialmente era un semplice rapporto di amicizia si trasforma ben presto in qualcosa di più profondo… È bastato un bacio affinché tutto abbia inizio…
“Quest’uomo, solo con un bacio, mi ha rimessa al mondo; sono rinata, ha risvegliato tutti i miei istinti primordiali assopiti da tanto, troppo tempo e adesso, mentre gli afferro il labbro inferiore e lui mi guarda con aria sognante, mi rendo conto che davvero non ne avrò mai abbastanza.”
Ma come sempre c’è un ma, come sempre e in ogni buon libro che si rispetti c’è qualcuno che mette i bastoni tra le ruote e in questo caso si tratta di una persona molto vicina alla nostra protagonista, una persona che dovrebbe esserle amica e che invece non lo è.
«Le parole non valgono niente. Si possono dire un sacco di belle cose con la voce, ma poi volano via e non rimane che la delusione. Se quello che dici è vero, allora dimostramelo. Dimostrami che mi vuoi, non per ripiego, ma perché davvero sono io ciò che desideri ed è con me che vuoi stare.»
“Il mio posto è accanto a te, ogni giorno, e in campo, con gli amici di una vita che mi rispettano e mi vogliono bene.”
Niente sarà facile tra di loro, tra alti e bassi, battibecchi, scontri e sorrisi preparatevi a vivere una divertentissima storia di amicizia, amore, fratellanza, che vi farà ridere, sognare e sperare che se ci credi davvero le cose belle arrivano per tutti. Lettura scorrevole, fluida, divertente, personaggi unici e speciali nella loro complessità e diversità, questo libro è un ottimo compagno in un momento di tristezza e di difficoltà, libro leggero che si legge da solo e in pochissimo tempo. L’unica pecca a mio avviso sono la presenza di un po' di errori e refusi, che però si perdonano data l’abilità della scrittrice nel farci ridere e sognare. Ora aspetto con ansia il secondo volume di questa serie. Buona lettura care ragazze.
Readers ho letto il romanzo di esordio di Martina Pirone, una storia molto leggera legata al Basket. I nostri protagonisti sono David Volpi, un giocatore di basket professionista che vorrebbe entrare in serie A, e Alida, una ragazza italo-messicana appassionata di Basket e laureanda in Scienze della formazione. Entrambi sono accomunati dalla stessa passione, come si è ben capito si tratta del Basket. Oltre questo, hanno ben altre cose in comune che pian piano scopriranno. Per Alida, Dave, diventa più di un amico. Dopo il suo passato tormentato a causa del suo ex, per lei è una rinascita provare nuovamente dei sentimenti verso il sesso opposto. Ma sarà la stessa cosa per Dave? Riuscirà a vedere oltre alla sua passione per il basket?
❤️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️❤️ Ancora non riesco a spiegarmi per quale motivo mi sono preso certe libertà con la Nanetta; stava lì con lo sguardo adorante verso il canestro e credo che anche lei, come tutti gli amanti del basket, avrebbe voluto schiacciare almeno una volta nella vita. ❤️⬆️⬆️⬆️⬆️⬆️⬆️⬆️⬆️⬆️❤️ Per continuare a leggere la recensione venite nel blog Reading Is True Love (Carmy)
[...]Il libro è scritto molto bene, lo stile di Martina è fresco e scorrevole. Nonostante la quantità di personaggi presenti, è riuscita a dare ad ognuno di loro una connotazione precisa, una giusta dimensione facendo risaltare i punti di forza e anche quelli deboli. Inoltre, nonostante i continui riferimenti tecnici e regolamentari della pallacanestro, è riuscita a non appesantire il romanzo e a permettere anche ai neofiti di questo sport (vedi la sottoscritta) di comprenderlo almeno un po'. L'unica pecca che ho riscontrato personalmente è il finale, che ho trovato in un certo senso negativo nel messaggio. [...]
Ho adorato questo libro e ora ve ne parlerò a grandi linee evitando spoiler: I nostri protagonisti sono Dave e Alida che nella loro vita hanno qualcosa in comune: l'amore per il basket. Lui, playmaker del Trastevere, vuole diventare un giocatore professionista, mettendo da parte l'amore che lo ha solo fatto soffrire ma lei tutta esuberante e carismatica arriva nella sua vita e mette tutto a soqquadro, facendo vacillare la sua voglia di tagliare con il sentimentalismo. Dall'altra parte però anche Alida esce da una dolorosa delusione e a sua volta ha timore di lasciarsi andare nuovamente ai sentimenti, però come si fa a dire no all'amore quando bussa alla tua porta? Ma l'amore così come il basket non sono le uniche cose che fanno parte del libro, tutt'altro: sullo sfondo della bella Roma, ci ritroviamo a vivere anche storie famigliari difficili e a scoprire le difficoltà che molti nella vita affrontano. Perché sì, se questo libro può sembrare una specie di amore alla High School Musical, in realtà non lo è: c'è molto di più che una semplice storia d'amore con i suoi problemini da ragazzi, in questo libro. Inoltre vorrei fare anche i miei complimenti all'autrice per il modo in cui ha saputo gestire le partite e tutto ciò che concerne il basket. Si vede tutta la sua passione, la bravura e l'attenzione nei dettagli che è portata di certo anche da uno studio ben approfondito. Davvero super complimenti! Non vedo l'ora di leggere il seguito (che inizio ad anticiparvi, però, parlerà di altri protagonisti). Consigliatissimo davvero!