Il rock innanzitutto. È una musica legata alla mia storia, ho iniziato a suonare a tredici anni e quando avevo sedici anni avevo già un mio gruppo beat. E poi la musica, l'ho detto tante volte, era la materia di cui erano fatti i miei sogni: volevo diventare un musicista. (...) Poco prima della realizzazione della sceneggiatura mi compongo una colonna sonora ideale, che serve allo sviluppo del racconto, ma che poi magari non rientra nel film. (...) La fantascienza, per certi versi, è per me legata al rock, c'è più di un punto di contatto. Perché in entrambi c'è la ricerca intrinseca di dimensioni diverse, c'è la voglia, il desiderio, la necessità di guardare quello che c'è dietro il muro, dietro l'ovvio, c'è la voglia di scoprire il dark side non solo della luna, ma anche della vita. (...) Quindi forse bisognerebbe ridare forza alla fantascienza per raccontare dei mondi alternativi e possibili, qui e ora, come ha sempre fatto il rock. Parlare dello scontro tra razionale e irrazionale, tra istinto e controllo, tra tecnologia e anima. Se la fantascienza e il rock potessero far rinascere dei sogni sarebbe bellissimo.