Calvino viene riletto alla luce della pubblicazione integrale della sua opera, e soprattutto attraverso il vasto epistolario che ne illumina la vicenda intellettuale. Quello che se ne ricava è un profilo inedito di Calvino, così lontano da quello di scrittore tra i più felici e risolti del nostro un Calvino travagliato da una vocazione controversa, ogni volta alle prese con tenaci dubbi e grandi censure. L'autrice dà conto delle singole opere con un dettagliato esame della loro genesi, sollecitando a entrare direttamente dentro l'officina dei testi, per far toccare con mano al lettore quali fossero i complessi meccanismi della scrittura così originale e fantastica di una delle menti letterariamente più immaginifiche della letteratura mondiale.
Critica e studiosa di letteratura italiana del Settecento e del Novecento, è nata e vive a Firenze. Ha pubblicato vari saggi, tra cui Calvino e il pulviscolo di Palomar (1996), Casanova autobiografo (2001), Galleria Palazzeschi (2005), Calvino (2006).
Anticipo che quello che segue è la mia personale opinione, e che io sono uno studente, quindi non un lettore di saggistica esperto.
Pregio. La professoressa Serra fa entrare il lettore nell'"officina" dell'autore: spiega dettagliatamente la genesi e la storia editoriale delle opere, dando l'idea di come il mestiere dello scrittore sia fatto non solo di opere finite e confezionate, ma di molti tentativi, ripensamenti, work-in-progress. Difetti. - Stile misto fra critichese e giornalismo: dà tutte le informazioni di base per scontate, alterna frasi densissime di concetti (in modo che risultano chiari) a una sovrabbondanza di punteggiatura forte, crea collegamenti arbitrari tra fatti solo per sorprendere il lettore, passa da un argomento all'altro per collegamenti analogici, privilegiando molto più l'estetica che l'ordine e la chiarezza (ma se io compro un saggio specialistico è perché ho bisogno di capire, non di giocare); è inoltre spesso anche ridondante: gli stessi concetti si sarebbero potuti esporre in maniera molto più sintetica senza perdere nulla. - Trattazione estremamente riduttiva: in 367 pagine la quantità di informazioni-chiave forse è minore che in 20 pagine di manuale scolastico. In più rispetto a un manuale fornisce l'idea del work-in-progress, informazioni su opere minori o non finite e l'evidenziazione di alcuni motivi tematici che percorrono tutta l'opera. Manca tuttavia tutto quello che, a mio parere, dà davvero significato allo studio di un autore, quello per cui la letteratura la dobbiamo studiare tutti e non solo chi sceglie di specializzarsi: mancano la contestualizzazione storico-culturale (se non minuscoli accenni), la contestualizzazione letteraria (correnti letterarie dell'epoca, autori contemporanei che trattano gli stessi temi ecc.), l'esplorazione dei temi delle opere (se non pochi motivi selezionati), le possibili interpretazioni del loro messaggio... Insomma tutti quegli aspetti dello studio della letteratura che stimolano il pensiero critico non solo sulla materia, ma sulla visione del mondo in generale.
Da un titolo così generico ("Calvino"), mi aspettavo una trattazione molto più ampia.