Con la sagoma massiccia e l'incedere torpido, il vizio di appisolarsi di continuo in un sonno apparentemente lieto, Gerolamo segue come un'ombra l'amico Andrea. Questi, creativo, vigile, tormentato, comincia a percepire un disagio originato dalla presenza dell'altro, ad avvertire come implicito in questa frequentazione un pesante carico di responsabilità. E infatti la cruda scoperta del dramma che, la notte soltanto, devasta il sonno di Gerolamo, ha per Andrea il valore di un impari confronto con la violenza dell'inconscio. Dalla prefazione di Luigi Baldacci: "Il compagno dormente rispecchia l'ultima evoluzione della narrativa di Loria... è il libro del coraggio di Loria, di una modernità che non trova riscontro nei suoi stessi modelli culturali".