Jump to ratings and reviews
Rate this book

Quei Patti benedetti: Cosa resta oggi dei Patti Lateranensi tra Mussolini e Pio XI

Rate this book

Il 1929 era cominciato con un'ottima notizia: l'11 febbraio, il cardinale Pietro Gasparri, segretario di Stato di Pio XI, e il capo del governo fascista, Benito Mussolini, avevano firmato i Patti Lateranensi. Un accordo davvero storico che cercava di porre fine a ottant'anni di guerre e tensioni tra la Chiesa e l'Italia. Per quasi un secolo, infatti, i destini del potere temporale del vicario di Cristo, del Vaticano e della stessa città di Roma restarono molto incerti. Tanti gli episodi di quel braccio di ferro: la fuga di papa Pio IX, l'interregno della Repubblica Romana e la restaurazione papale con le armi del «traditore» Napoleone III. E, poi, ancora: la breccia di Porta Pia, il Sillabo, il Patto Gentiloni fino alla Marcia su Roma. In tutti quegli anni, numerosi protagonisti cercarono inutilmente di instaurare un dialogo tra lo Stato della Chiesa e la nuova Italia dei Savoia.

Poi, nel 1929, arrivarono finalmente i Patti Lateranensi, firmati nel Palazzo di San Giovanni in Laterano. Furono il frutto di un intenso lavoro di diplomazia, tra un «incidente» e l'altro, e vennero strutturati in tre parti: il Trattato vero e proprio (che istituiva la Città del Vaticano, una enclave in mezzo a Roma che prevedeva l'extraterritorialità delle basiliche di San Pietro e di San Giovanni in Laterano), il Concordato (che regolava i rapporti tra la Santa Sede e l'Italia) e l'accordo finanziario (che stabiliva un indennizzo a favore della Chiesa in seguito alla rinuncia a qualsiasi rivendicazione sul vecchio Stato Pontificio).

Mentre i giornali stranieri criticarono ampiamente la «santa alleanza», la stampa fascista celebrò l'apoteosi del duce. Lo stesso Pio XI definì Mussolini «uomo della Provvidenza», cancellando in un colpo solo il suo passato di mangiapreti socialista.

Fu davvero così? Qual è l'eredità di quei Patti considerati allora provvidenziali? E che cosa è rimasto, oggi, dello spirito del '29, anche dopo la revisione concordataria del 1984 voluta dal presidente del Consiglio Bettino Craxi? A novant'anni da quello storico accordo, il libro cerca di rispondere a tante domande, interrogandosi inoltre sul futuro dei rapporti tra libera Chiesa in libero Stato.

203 pages, Kindle Edition

Published January 29, 2019

7 people want to read

About the author

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
0 (0%)
4 stars
2 (66%)
3 stars
0 (0%)
2 stars
1 (33%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Davide Redini.
38 reviews
May 12, 2021
Interessante libro che sviluppa un excursus storico veramente interessante, alcune storie inedite di personaggi storici di caratura culturale sopra la media. Il Fascismo fa la propria apparizione sul palco della Storia in modo dirompente ed improvviso.
La Chiesa è tormentata dai propri timori celando la volontà di continuare a mantenere il potere temporale ben oltre il consentito. Ombre grigie ed incertezza decisionale nel momento in cui il Duce si avvicina sempre più al Kaiser tedesco. I patti daranno l’imprinting per la revisione del concordato alla fine del XX secolo. Tuttavia i tempi moderni stanno scardinando ciò che è stato sancito nei decenni passati. Si vedrà..
Profile Image for Nicola Di Leva.
185 reviews7 followers
December 5, 2024
La storia è interessante, ma raccontata in modo superficiale, colloquiale, piena di ammiccamenti, sottintesi e riferimenti compiaciuti al lavoro e ai libri dello stesso autore. Per dirne una: si usa più volte l'espressione "corsi e ricorsi storici".
Mi ha anche sorpreso che metà del libro tratti del rapporto tra Stato italiano e Chiesa dalla Repubblica Romana alla marcia su Roma. È utile dare il contesto, ma mi aspettavo che il libro si concentrasse sul Concordato e le sue conseguenze, come promette il titolo. E poi, solo due pagine sul Concordato del 1984 e niente del suo significato oggi - nonostante il sottotitolo del libro: a me è sembrato che la scelta di come sviluppare l'argomento sia dipesa principalmente dal materiale che l'autore aveva già (per esempio, scrive che fece la tesi di laurea sulla Repubblica Romana).

Mi ha dato l'impressione di un libro scritto pigramente e di fretta, cosa che può permettersi solo un giornalista evidentemente ben inserito dell'editoria.
Ciononostante, è scorrevole, informativo, e ha una postfazione di tutt'altro spessore del cardinal Ravasi, che accenna al significato teologico del Concordato.
Profile Image for IleniaCore.
68 reviews1 follower
March 20, 2021
Avrei evitato quella postfazione. Per il resto libro molto interessante e istruttivo.
Displaying 1 - 3 of 3 reviews