Richard Horatio Edgar Wallace (1875-1932) was a prolific British crime writer, journalist and playwright, who wrote 175 novels, 24 plays, and countless articles in newspapers and journals.
Over 160 films have been made of his novels, more than any other author. In the 1920s, one of Wallace's publishers claimed that a quarter of all books read in England were written by him.
He is most famous today as the co-creator of "King Kong", writing the early screenplay and story for the movie, as well as a short story "King Kong" (1933) credited to him and Draycott Dell. He was known for the J. G. Reeder detective stories, The Four Just Men, the Ringer, and for creating the Green Archer character during his lifetime.
È un romanzo che ha un doppio titolo in Italia. In alcune edizioni, come la mia, è “L’idolo d’oro”. In altre, è “Il segreto dell’idolo d’oro”. Ma è sempre Edgar Wallace a firmare questo giallo classico che, in versione origine, è intitolato “The Golden Hades” del 1929. In questo giallo, Wilbur Smith, agente dell'FBI, è perplesso. Già due volte ha visto banconote contrassegnate con un sinistro simbolo: un Plutone d'oro. Per l’appunto, l’idolo d’oro, tanto misterioso e soprattutto pericoloso. La prima volta quel simbolo è comparso in relazione alle indagini su una banda di gangster mascherati, la seconda volta nel corso di indagini relative a un omicidio. Ogni volta che appare quel simbolo, insomma, c'è sotto un reato. Così, quando le banconote con la misteriosa stampigliatura compaiono per una terza volta, Wilbur Smith non può fare a meno di avvertire un sottile brivido che gli segnala un pericolo imminente. Qualcosa sta per succedere. Qualcuno è in pericolo. Ma chi, quando, come? Questa, in sostanza, è la situazione iniziale che appare avvincente, ma che nello sviluppo non risulta molto convincente. Il mistero si fa sempre più fitto. Personaggi strani fanno il loro ingresso sulla scena. Oltre a Wilbur Smith, c’è anche Peter Correlly, personaggio altrettanto interessante, ma non abbastanza. Sommariamente, concludo che non è dei migliori. Più interessanti i 3 racconti in appendice della mia edizione del 1990.