"Sabun", di Alae Al Said (@alae.alsaid), è uno di quei romanzi che ti risucchiano e non ti lasciano andare fintanto che non hai concluso l'ultima pagina. L'ho letto in un momento di pausa dal mondo, ma l'ho finito in soli due giorni e ho instaurato coi personaggi una sorta di legame empatico. I loro fallimenti, la loro rabbia, le loro tristezze erano anche miei. Lo stile è semplice, diretto. Nessun arzigogolo linguistico, il che lo rende adatto a chiunque. Ho apprezzato, a livello espressivo e contenutistico, due particolari: l'uso di parole e locuzioni in lingua araba e i riferimenti storici, sempre puntuali ma brevi, importantissimi per spiegare le dinamiche storico-sociali della questione palestinese ai meno ferrati. Importantissima, a mio avviso, la figura del combattente e della Resistenza dipinta da Al Said, che non si limita al ben noto feddayyin, ma si dirama nel partigiano intellettuale, in quello obbligato dalla morale, in colui che spera nella Liberazione ma non partecipa e, ancora, chi ha perso ogni speranza. Ogni sfumatura di Resistenza (o accettazione) è resa molto bene, e questo è importantissimo, fondamentale per dare realismo e veridicità al romanzo. In ultimo, il libro non termina neanche quando il lettore lo conclude, perché ti resta quell'amaro in fondo alla gola che si dissipa soltanto quando afferri l'insegnamento ultimo della scrittrice: in una terra martoriata, in un luogo soffocato da soprusi, violenze e odio, le famiglie sono destinate all'infelicità. Che si combatta l'occupante o si tenti una collaborazione con lui, la propria vita e quella del propri cari è destinata a una sequenza apparentemente infinita di drammi. Consigliatissimo.
Libra carino, abbastanza impattante. Ho trovato molto interessante l’anbilità della scrittrice nel descrivere situazioni politicamente complesse attraverso gli occhi dei suoi personaggi. Purtroppo l’ho trovato un po’ piatto subito dopo la prima metà e poco prima della fine e forse un po’ sconclusionato. Nulla di speciale, m a neanche un errore. Comunque una bella lettura, che se tornassi indietro rifarei poiché sento che mi ha lasciato qualcosa