Tre scarso (due, se dovessi basarmi sulla legenda delle stelline qui su Goodreads).
Questo libro ha di buono che è scritto bene, in modo molto scorrevole, tant'è che pensavo di impiegare più tempo a leggerlo, invece ho fatto piuttosto in fretta.
Le note dolenti arrivano soprattutto dai personaggi: non ne ho amato nemmeno uno, e non perchè siano pieni di difetti, ma perchè li ho proprio trovati piuttosto insopportabili.
Carlotta mi pare troppo immatura per l'età che dovrebbe avere e non è un problema di timidezza (con cui mi confronto praticamente da sempre).
Riccardo... vabè, di lui non so proprio cosa dire. Non mi è piaciuto. Così, a pelle, non mi è piaciuto per niente, nonostante sappia cosa voglia dire avere bisogno di esprimersi e riuscire a farlo solo in un certo modo. Nonostante capisca benissimo, dal punto di vista di una figlia, il problema di un rapporto difficoltoso tra genitori e figli, le critiche, il non sentirsi apprezzati nè tantomeno compresi.
In sostanza, mi sono ritrovata nei loro problemi, ma non per questo ho sentito i protagonisti più vicini. Ho provato solo una gran voglia di levarmeli di torno.
L'amica Cristina... no, grazie. Va bene avere un carattere diretto, ma qui si rasenta davvero la maleducazione, in certi casi. Non è il genere di amica che vorrei avere vicino, soprattutto nei momenti di bisogno. Forse perchè mi piace (e ho la necessità) che certe volte un'amica sappia ascoltare in silenzio, rispettare i miei tempi, piuttosto che togliere il filtro tra la bocca e il cervello e dire le prime cose che le passano per la mente come fossero da prendere per oro colato, così, senza il minimo tatto. Ma credo che ciascuno, in fin dei conti, si trovi con gli amici che si merita.
La storia è forse un po' carica di cose già lette, anche se il genere un po' impone questo tipo di struttura.
Ho avuto qualche problema con la storia d'amore principale, quella tra Riccardo e Carlotta. Le incomprensioni tra loro nascono, come spesso accade, dalle cose non dette, dai dubbi tenuti per sè. Questo tema particolare è molto caro a un'altra autrice che amo e che, secondo me, rende in modo meraviglioso il tema dell'incomunicabilità. Non ho ritrovato, in questo caso, le sensazioni che avrei dovuto provare. Empatia non pervenuta, sostituita da un fastidio crescente per ogni volta che mi è toccato leggere il mantra di Riccardo: "Sono uno stronzo".
Menzione speciale per il personaggio di Luigi che, se non sbaglio, dovrebbe essere... alle medie? Fosse anche in prima media (anzi,soprattutto in quel caso), non si può prenderlo in braccio e chiamarlo "cucciolo", non si può definirlo bambino e neppure connotarlo come uno di quei bambini particolarmente svegli che si vedono in certe sit com americane. Personaggio indispensabile per mostrare la svolta dell'atteggiamento di Carlotta nei confronti di Riccardo, mi ha fatto storcere un po' il naso per il modo in cui viene calpestata la sua dignità di preadolescente.
Torno a ribadire che è un vero peccato che non mi sia piaciuto il contenuto, perchè la penna è molto valida e piacevole.