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The Secret Letters: From X to A
Written by an award-winning poet and former prisoner who lived some of the stories she recounts, this eloquent and thoughtful novel interrogates what it means to live under a regime where everyone can be considered a "prisoner who [hasn't] been arrested yet". In a time when democracy is increasingly under threat and when hidden truths are rising to the surface, this story resonates with universal significance far beyond its time and place.' Catherine Davidson, author of The Priest Fainted.
Paperback
Published June 30, 2018
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Community Reviews
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
November 18, 2025
Such a powerful depiction of torture under the Khomeini regime and yet a beautiful love story at the same time. Not quite 5 stars as it didn’t make me cry but I couldn’t stop thinking about it.
December 25, 2024
Brilliant book. A hard but necessary read to explain the unbelievable the amount of rights people don’t have in Iran - and a brilliant read that gets them across in an emotional way rather than relaying facts and stats.
March 17, 2019
questo libro mi ha fatto piangere. Credo non sia mai successo prima.
Il racconto si svolge su due piani, il giovane Faraz che d'impulso accetta di lavorare alla trasformazione del Joint Committee Interrogation Centre nell'Ebrat Museum of Iran, e l'invisibile Xavar che in quel luogo 20 anni prima ha vissuto, incarcerata e torturata.
C'è una realtà intima universale nelle lettere ritrovate di Xavar.
Si potrebbe dire la ragione mai sconfitta dei giusti, che con sé porta infinita pena e dolore.
Ciò che passa lungo tutte le pagine del libro è una lotta d'amore contro violenza e sopraffazione, testimonianza di piccoli eroi senza palcoscenico, sete di vita.
C'è poi il tema dell'esposizione al mondo di un museo delle torture. Qual è il fine? Creare anticorpi per le prossime forme di sopraffazione, o mettere in guardia le nuove opposizioni? Che ambiguità nei messaggi del potere.
E a latere poi, qual è il pensiero dell'Occidente? quali le forme di manipolazione delle opinioni ?
L'autrice Nasrin Parvaz è stata arrestata, imprigionata, torturata e condannata a morte. Dopo 8 anni di detenzione è stata comunque rilasciata. Nella lettura si percepisce la realtà dell'esperienza vissuta, nella delicatezza delle espressioni, nello scrivere agli altri per dialogare con se stessa, per non perdersi.
Veramente bello, mi dispiace di non saperlo descrivere al meglio.
Il racconto si svolge su due piani, il giovane Faraz che d'impulso accetta di lavorare alla trasformazione del Joint Committee Interrogation Centre nell'Ebrat Museum of Iran, e l'invisibile Xavar che in quel luogo 20 anni prima ha vissuto, incarcerata e torturata.
C'è una realtà intima universale nelle lettere ritrovate di Xavar.
Si potrebbe dire la ragione mai sconfitta dei giusti, che con sé porta infinita pena e dolore.
Ciò che passa lungo tutte le pagine del libro è una lotta d'amore contro violenza e sopraffazione, testimonianza di piccoli eroi senza palcoscenico, sete di vita.
C'è poi il tema dell'esposizione al mondo di un museo delle torture. Qual è il fine? Creare anticorpi per le prossime forme di sopraffazione, o mettere in guardia le nuove opposizioni? Che ambiguità nei messaggi del potere.
E a latere poi, qual è il pensiero dell'Occidente? quali le forme di manipolazione delle opinioni ?
L'autrice Nasrin Parvaz è stata arrestata, imprigionata, torturata e condannata a morte. Dopo 8 anni di detenzione è stata comunque rilasciata. Nella lettura si percepisce la realtà dell'esperienza vissuta, nella delicatezza delle espressioni, nello scrivere agli altri per dialogare con se stessa, per non perdersi.
Veramente bello, mi dispiace di non saperlo descrivere al meglio.
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