Un giorno, tanti tanti anni fa, quando offrivo i miei consigli a persone che venivano un po’ da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, incontrai nel mio studio di Napoli un architetto simpatico, sulla quarantina. Impiegai parecchio tempo a spiegargli che egli era Vergine e non Sagittario come pensava: era nato nelle due ore successive al tramonto e da ogni punto di vista il sesto segno zodiacale mi “saltava in faccia”. Lo vidi piuttosto scettico, contrariato e anche indispettito e allo stesso modo mi salutò. Ma, poi, soltanto due giorni dopo mi telefonò: “Vorrei vederla per una mezz’ora, non per un consulto… Vorrei solo spiegarle perché lei si sbaglia sulla mia appartenenza al segno della Vergine…”. Lo ricevetti pochi giorni dopo e devo dire, con un pizzico di sadismo, che quella fu una delle scene più esilaranti tra i miei consulti di tutta la vita.Il soggetto – che chiameremo Stefano – si accomodò, cercò e trovò la posizione più comoda anche dal punto di vista della visione e della prospettiva del nostro colloquio, quindi tirò fuori dalla sua ventiquattr’ore che sembrava comprata poche ore prima, un meraviglioso blocco note che non sono mai riuscito a trovare in commercio: un oggetto davvero prezioso, con carta lucida o semiopaca che i tipografi chiamavano “mozzarella” e con cui io stesso realizzavo agli albori dell’era informatica le pellicole – in mirror – dei miei libri che consegnavo direttamente ai tecnici della stampa che poi dovevano solo mettere in macchina e stampare il libro… Stefano, con la massima attenzione e cura, portò sul dorso del blocco la copertina dello stesso, facendo una enorme attenzione a non produrre “orecchiette”. Poi sfilò dalla tasca interna della giacca una bellissima stilografica, certamente costosa, ne svitò la parte superiore e la posizionò, pronta per l’uso, a pochi centimetri alla destra del blocco, ma non in un punto qualsiasi. Allora guardai di nuovo il taccuino e vidi un lungo elenco, vergato a mano e con grafia elegantissima e senza correzioni, di scritte, tutte precedute da un trattino orizzontale e da uno spazio bianco. A quel punto Stefano annunciò: “Ecco ventisette punti che le dimostreranno che non sono una Vergine!” e iniziò ad elencarmeli, cassando subito dopo la prima parola di ogni riga con la sua stupenda penna… Confesso che non riuscii a trattenermi ed esplosi in una fragorosa risata… (dalla Prefazione, continua...).