Finchè vita non vi separi Dylan rimette piede nell’oscuro Oltretomba western, insieme alla bella Patty incontrata e frettolosamente lasciata in precedenza. Al suo fianco, affronterà inseguimenti, agguati e sparatorie e dovrà vedersela con un nuovo nemico, l’efferato Lafuente.
Il club dei suicidi Un gruppo di persone si ritrova per condividere i propri momenti felici del passato. Poco dopo, li vediamo gettarsi congiuntamente, dall’alto di un palazzo sfracellandosi al suolo. A Dylan il compito di scoprire quale enigma si cela dietro la loro storia.
Musica per corpi freddi Perché un assassino nell’ombra, che pare sbucate dal nulla, piomba nottetempo in una tranquilla abitazione borghese uccidendo soltanto la madre e lasciandone illeso il figlio? Che cosa lo spinge a fare a pezzi le sue vittime? E che ruolo gioca la musica in questa terribile vicenda?
Si conclude la trilogia western-horror by Di Gregorio e Piccatto. Che in realtà lascia spazio apertissimo a qualcos’altro. In ogni caso è abbastanza divertente, questo terzo capitolo, al pari degli altri. Il club dei suicidi gioca, in maniera abbastanza convincente, con l’ormai classico schema che vede l’old boy in estrema difficoltà spalleggiato da un Groucho coerentemente serio. La storia portante, che fa da sfondo, è godibile (ma non fa gridare al miracolo) tanto quanto i disegni di Torti. Molto belli invece i disegni della terza storia, a firma Alessandro Giordano: istintivi, dinamici, molto giocati sulle ombre, molto interpretati. Una specie di Ambrosini meets Dell’Edera. Il racconto di Simeoni non mi è dispiaciuto.
Finché vita non vi separi: è l'ormai consueta storia di Dylan nel mondo dei morti ambientata in un vecchio west permeato dall'horror. Non mi hanno fatto impazzire le storie precedenti e non mi ha fatto impazzire questa. Il club dei suicidi : molto onirica, tra sogno e realtà con un pizzico di psicologia che non guasta mai. Musica per corpi freddi: tipica storia da Dylan Dog con un po' di splatter a farcire il tutto. Nella sua totalità un old boy sufficiente ma ben lontano dalle storie migliori.
Mnja, Maxi izdaje Dylana Doga nikoli niso bile nič posebnega, tale ima pa samo dve kolikor toliko solidni zgodbi. "Dok vas život ne rastavi" je milo rečeno brezvezna, ta vestern v onostranstvu se ne more niti od daleč primerjati z birokratskim Peklom iz drugih zgodb. Akcijada, ki ima zelo malo z Dylanom. "Klub samoubojica" bi bil zanimiv, če bi ostalo pri bogataših, ki se poigravajo z življenji proletariata, a ob tem zaide še v neko indijsko mitologijo, ki ji ne najde ne prav vloge ne prave kompleksnosti. "Glazba za hladna tijela" je pa čisto spodoben klalnik, ampak dobro premiso - nekdo pobija vse, ki poslušajo bootleg neizdanega komada rock zvezde iz 60ih - zapravi za slabo strukturirano in izvedeno zgodbo, v kateri Dylanu vse pomembne informacije povejo, ostalo si pa milo rečeno namisli. Težko reči, da je neka logika v zgodbi, ki meša depresijo, partnersko nasilje, okultizem, obsedenost, maščevanje (koga in zakaj?), rop in vero.