Sahra si muove nel mondo con eleganza e fierezza ed è accesa, sotto il velo, da un sorriso enigmatico, luminoso. È una giovane somala che vive con la cognata Faaduma e la nipotina Maryan nel centro di seconda accoglienza di un paese in Calabria. Finché un giorno sparisce, lasciando tutti sgomenti e increduli. A mettersi sulle sue tracce, "come un investigatore innamorato", è il suo insegnante di italiano, Antonio Cerasa, che mentre la cerca ne ricostruisce la storia segreta e avvincente, drammatica e da un villaggio di orfani alla violenza di Mogadiscio, dall'inferno del deserto e delle carceri libiche fino all'accoglienza in Calabria. Anche quando tutti, amici compresi, sembrano voltargli le spalle, Antonio continua con una determinazione incrollabile la sua ricerca di Sahra e di Hassan, il fratello di lei, geologo misteriosamente scomparso. Dopo aver raccontato l'emigrazione italiana in Europa e nel mondo, Carmine Abate affronta di petto la drammatica migrazione dall'Africa verso l'Italia e lo fa con un romanzo corale e potente. Sahra, la giovane somala che anima il romanzo con la sua presenza (non meno che con la sua assenza), è un personaggio memorabile, destinato a rimanere definitivamente nella galleria dei grandi personaggi letterari femminili. Con naturalezza e autorevolezza, come accade solo con i grandi scrittori, Carmine Abate sa portarci nel cuore della Storia dei nostri giorni, là dove si decide il destino di tutti. E sa coinvolgerci senza artifici ideologici, moralismi o compiacimenti letterari, restituendoci un sentimento del mondo che - malgrado tutto - si apre alla meraviglia di esistere.
Carmine Abate was born in Calabria, southern Italy. He immigrated to Germany at a young age and now lives in Trentino, northern Italy, where he teaches university. His first book, a collection of short stories, was published in 1984. He has since published numerous prize-winning novels including Between Two Seas and a collection of poetry.
Miei cari lettori, con sommo gaudio, oggi vi parlo di questo romanzo di Carmine Abate.
Viviamo in un momento storico molto particolare, un periodo di instabilità e cambiamento; essendo il nostro Paese il ponte di collegamento tra l’Africa e l’Europa, negli ultimi anni ha visto la propria fisionomia mutare ed evolversi, e con questo romanzo Abate apre un piccolo scorcio sull’impatto dell’immigrazione su chi arriva e su chi accoglie.
La storia di Sahra, Faaduma e Hassan viene raccontata da diversi punti di vista, in diversi luoghi e periodi della loro vita, partendo dal centro di seconda accoglienza di Spillace, in Calabria, dove si trovano le due ragazze e dal quale, a un certo punto, scompare misteriosamente Sahra. Il romanzo segue due percorsi: uno con uno sguardo rivolto ai protagonisti, alla loro vita in Somalia, e uno che segue Antonio Cerasa, professore di italiano al centro di accoglienza, segretamente innamorato della bella e misteriosa Sahra, su e giù per l’Italia alla ricerca della sua amata. Ma quest’ultima ha una missione ben precisa: ritrovare il fratello Hassan.
Venire in Italia non era nei progetti dei ragazzi, i quali sin dalla più tenera età sono stati testimoni della crudeltà umana. Hanno visto i loro cari barbaramente trucidati, hanno poi avuto la fortuna di crescere in un villaggio sottoposto alla tutela di alcuni volontari, alcuni dei quali italiani. I tre hanno avuto la possibilità di studiare sino all’Università, ma ora i loro sogni vengono interrotti dall’avanzare della guerra civile. La Somalia trema, la Terra sanguina, i guerriglieri non hanno pietà per nessuno, in special modo per le donne. I ragazzi a un certo punto si dividono bruscamente e il lettore si troverà esso stesso protagonista, insieme a Sahra e Faaduma, di questo viaggio per uscire dall’inferno in Terra dalla Somalia all’Italia passando dalla Libia. La lettura procede spedita, senza sbavature, grazie a una scrittura semplice ma di impatto che lascia spazio alla riflessione personale. Penso sia proprio questa la forza del racconto. Nessuna verità preconfezionata, nessuna influenza istituzionale, solo una storia, una piccola goccia nel mare, che ci dà modo di metterci nei panni degli ultimi tra gli ultimi.
Romanzo che ognuno di noi dovrebbe assolutamente leggere. . Mumu' - per RFS
Carmine Abate affronta la disperazione di chi arriva e la reticenza di chi accoglie con schiettezza e senza moralismi di sorta. Mette in luce aspetti positivi e negativi di ogni essere umano, a prescindere dalla nazionalità e dal colore della pelle. E ci ricorda, soprattutto a noi calabresi, di quanto ammantarci di frasi come “Noi non siamo razzisti, però i problemi ognuno deve risolverli da solo, macàri al paese suo, e se non è capace peggio per lui…” siano un mero tentativo di scacciare più lontano possibile da noi i ricordi dei nostri familiari emigrati in Nord Italia, in Germania o in America e del loro sentirsi a propria volta inadeguati, non tollerati, con la continua sensazione che commettere uno sbaglio avesse come unica motivazione, da parte degli altri, il paese di provenienza.
Una storia attuale che dà voce al dramma dell'emigrazione, proprio partendo da un paesino della Calabria vicino Riace. E tra episodi brutti e belli, il sorriso di una ragazza somala si staglia tra le pagine del libro.
Tragic love story about Somali refugees in Southern Italy. I thought it lost momentum a bit towards the end, but it's involving and balances the Italian and Somali sides well.
Le stelle sarebbero, probabilmente, 3,5. La storia è commovente, il finale particolarmente azzeccato, ma leggendo si sente che il libro non sia "nato da solo", ma sia piuttosto il frutto di un impegno, di una voglia di trattare questo determinato argomento che, ahimè, si riflettono sulla spontaneità e sulla fluidità del testo. Ciò detto, l'argomento in sè e le cose che vengono descritte meritano essi stessi una lettura. A prescindere.
Molto bello e molto triste, come é giusto che sia considerato quello che racconta. Tutte storie conosciute per carità, ma ci vuole un grande autore per rendere normalità orrori indicibili. Un grande autore ed un mondo schifoso come quello attuale da raccontare, dove ormai ci siamo abituati alle peggio cose e non se ne parla nemmeno più, perché tanto non fa notizia.....
4 stelle e mezzo...storia d'amore o innamoramento poco "originale"e scontato, ma non per questo non "vero". Ai fini della "testimonianza"che l'autore voleva fornire, forse è stata la scelta migliore, permette al lettore di concentrarsi non sull'obiettivo di trovare Sahra (perchè é ovvio che la ritrova), quanto sul reale motivo di stesura del romanzo.Non è la migliore opera di Carmine Abate, ma ho letto la sua passione e la sua bravura come autore, la sua onestà intellettuale, il suo desiderio di riportare la realtà delle cose e il suo volerle rendere più concrete e corrette, seppur romanzate, si è documentato sulla materia e si legge la sua "competenza". A livello emotivo, è riuscito a cogliere le sfumature di un migrare differente, rispetto a quello che ha sempre raccontato, ma ha saputo dare la dignità che merita, (dignità maltrattata in questo momento storico), riportando le sofferenze dei protagonisti in maniera rispettosa, seppur descrivendo situazioni terrificanti. Ha dato uno spaccato dell'Italia come è realmente, divisa tra le varie "correnti di pensiero", forse perché è amante della "storie necessarie, mature per essere raccontate e che aspettavano solo la sua versione dei fatti" (citato liberamente dalle rughe del sorriso :) ). Credo sia necessario parlare delle tematiche affrontate e credo che il suo stile, onesto e rispettoso di tutti gli attori in causa, sia la giusta versione dei fatti.
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Siamo a Spillace, un paese della Calabria, dove è allestito un centro di seconda accoglienza per molti migranti e dove Antonio Cerasa, insegnante di italiano, ci racconta la storia di Sahra, una ragazza somala costretta a scappare dal suo paese. Oltre alla vita difficile di Sahra, strettamente collegata a quella della cognata Faaduma, della nipotina Maryan e del fratello Hassan, lo scrittore mette in risalto la condizione del migrante, ma tratta anche di razzismo, mancata tolleranza, paura del diverso. A bilanciamento di questi aspetti negativi si trovano le buone azioni di generosità e solidarietà compiute da altre persone e dal protagonista Antonio, che alla scomparsa di Sahra fa di tutto per rintracciarla e impara a conoscerla meglio dai racconti della cognata. Diverse prospettive, diverse opinioni, le storie dentro la storia che prendono forma in italiano e anche in dialetto, ma che riescono comunque a lasciare il segno e a far emergere una condizione universale.
Scrivo questa recensione pochi minuti dopo aver finito di leggere questo meraviglioso libro, forse, a mio parere, il migliore dell’autore. Sono estasiata e profondamente commossa non soltanto dalla storia, dal finale, ma anche dallo stile di scrittura semplice e diretto con il quale l’autore è stato in grado di trasmettere i drammi del fenomeno migratorio e le gioie del ricongiungimento familiare, le gioie dell’integrazione tra popoli e culture. E, soprattutto, trasmette che non c’è cosa più bella dell’aiuto del prossimo e dell’incontro tra le diversità. Ritengo che questo sia un romanzo che ognuno di noi dovrebbe leggere, in quanto contiene una molteplicità di temi e, forse, potrebbe essere una piccola spinta a cambiare delle idee profondamente sbagliate che ci vengono inculcate da pseudo-politici.
#CarmineAbate #LeRugheDelSorriso Questo libro va letto per tanti motivi. Innanzitutto per il valore di questo bravissimo scrittore italiano che ha uno stile di scrittura morbido, pacato, accessibile che ti fa partecipare appieno e con naturalezza sia alla bellezza dei buoni sentimenti, sia alla sofferenza causata da violenza e ingiustizie. Un altro motivo è che questo libro, come altri dello stesso autore, è un tuffo nelle tradizioni del nostro Paese, soprattutto del Sud, dando testimonianza della grande generosità e umanità dei suoi abitanti che purtroppo spesso coesistono con la meschinità e la mediocrità alimentate da interessi egoistici e dalla paura di aprirsi al cambiamento e alla piena integrazione. Un’altra ragione per leggere #LeRugheDelSorriso è che racconta una storia che fa riflettere sul tema dei migranti, sulla tragica realtà di intere aree geografiche ancora devastate da povertà e conflitti, malgrado viviamo nel terzo millennio. Ma anche le atrocità peggiori sono narrate con delicatezza e sempre compensate da salvifiche speranze e incrollabili amori. Indimenticabili i personaggi che ti accompagnano dall’inizio alla fine con la loro grande personalità espressa dalla tenacia, dall’affidabilità e dalla capacità di trovare sempre un motivo per sorridere, sia pure tra le rughe.