Riccione, 1936. A pochi passi dalle residenza estiva di Benito Mussolini viene scoperto il cadavere di una prostituta assassinata. L'omicidio, che minaccia di turbare le vacanze del Duce, getta nel panico la Questura di Rimini: i poliziotti si impegnano allo spasimo e nel giro di qualche ora arrestano il presunto colpevole. Il caso sembra chiuso, con gran sollievo delle autorità, ma all'ispettore Marino, borghese piccolo piccolo e funzionario zelante, qualcosa non quadra... Sarà un'indagine non autorizzata, sul filo del rasoio, che porterà Marino a diretto contatto con la cerchia più intima del Duce, tra gerarchi, diplomatici, eroi dell'aria... e un assassino insospettabile.
Carlo Lucarelli was born at Parma, the son of a physician. He was interested in literature and theatre when he was young, and studied Literature and History. Nowadays he lives in Mordano near Bologna.
Already in his years of study, during his research for his thesis subject he got in touch with the material for his first two books, which take place during the time of fascism and the years immediately after the war. In Italy he became well known quite soon because of these two books, and it was only a matter of time before he quit his academic activities and turned to his career as an author and all other sorts of activities, such as writing plays, film scenarios, radio-plays and, moreover, singing in a Post-Punk-Band called "Progetto K".
He is a frequently invited moderator on an Italian television programme about crime (Blu notte misteri d'Italia). As a journalist he works for several newspapers and magazines, such as il manifesto, Il Messaggero and L'Europeo. He has written more than twenty novels, including Almost Blue, (City Lights, 2001) and numerous short stories. Together with Marcello Fois and Loriano Macchiavelli he founded "Gruppo 13", a collective of crime-writers in the region Emilia-Romagna.
Una morta. Una mondana, come si diceva allora. Una spiaggia riccionese con molte feste e moltissimi festini, un protettore incazzato, nobili, fascisti e correnti politiche fra il mignolo alzato e il pollice fracassato. Tra il Caso Montesi e Girolimoni "il Mostro di Roma".
Il colpevole è ovvio e il Duce, già potentissimo che siamo ormai nel 1936, non va disturbato.
"... lo sapete perché mi siete sempre stato simpatico, voi? Perché siete un sognatore. Sotto la vostra pelle di questurino, di piccolo funzionario dello Stato, batte un cuore che crede alle favole.." In questa battuta è racchiuso il protagonista di questo libro: ingenuo, strenuamente ligio nella ricerca della verità, assolutamente convinto che alla fine la legge trionferà. Una buona ricostruzione storica, una storia amara di cinismo e arrivismo sociale.
Gran bel libro come Lucarelli sa scrivere. Il giallo di per sè non è il massimo (Almost Blue è 100 volte meglio), ma la caratterizzazione dei personaggi, e l'aria di "quel periodo" è perfetta. Da leggere anche se non si è fan di Lucarelli.
Lucarelli si conferma un narratore eccezionale, che sa far appassionare il lettore pagina dopo pagina: le ultime 167 pagine sono volate via tutte d’un fiato.
Molto piacevole questo giallo ambientato in una Riviera romagnola dei "telefoni bianchi". Mi è piaciuta l'ambientazione, l'Italia del 1936 con tutto il suo generume: gerarchi, contesse, questurini, prostitute, ladri, giornalisti e se fossimo a teatro diremmo che anche il Duce ha la sua battuta. Gradevole anche il giallo vero e proprio, magari non sarà un capolavoro però mentre lo leggevo avevo la netta sensazione che una volta finito mi sarebbe dispiaciuto uscire dal suo "mondo di carta".
Lucarelli non si smentisce e la sua abilità di giallista emerge chiaramente da questo libro. Come per l'Isola dell'angelo caduto, l'ambientazione è collocata nel periodo fascista con il Duce, i gerarchi e gli intrighi di potere a fare da sfondo. Storia molto scorrevole, ben architettata e altrettanto ben scritta. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere e a tutti quelli che non conoscono Lucarelli.
Nella perfetta alternanza tra libri belli e libri incomprensibili, questo giallo ambientato all'epoca del fascismo tra le due guerre si merita quattro stellette di apprezzamento. Una storia semplice, lineare ma con dei personaggi ben caratterizzati che riesce a tener desto l'interesse del lettore fino all'ultima pagina. Questa volta Lucarelli è promosso.
Mi sono cimentato nella lettura di questo “noir” di Lucarelli ambientato a Riccione nel 1936 un po’ per caso, grazie a un regalo. Non mi ritengo un amante del genere ma ho apprezzato l’intera storia: essa si focalizza, da una parte, sulla ricerca del mistero che si avvolge intorno all’uccisione della prostituta Miranda la notte del 10 Agosto nei pressi della villa di Mussolini e, dall’altra, sullo studio e sull’analisi della società corrente, dei giochi di potere e del continuo tentativo di raggiungimento del proprio obiettivo, da parte di tutti i personaggi. La storia scorre piacevolmente e piuttosto in fretta e permette al lettore di empatizzate moltissimo con il protagonista, il vice commissario Marino, unico personaggio a sembrare mosso da un vero senso di giustizia. Concludendo, lettura molto consigliata anche a chi come me non è un accanito lettore del genere giallo-noir. Libro breve e sempre scorrevole.
Quasi quasi ho preferito il vicecommissario Marino a De Luca, è meno sconfitto o, meglio, non è ancora sconfitto. E poi… poi niente, il libro è freschissimo, adrenalinico e garbato al tempo stesso; la caratterizzazione del periodo è accurata ma non pedante o da compitino, è leggera, la percepisci sullo sfondo ma quel tanto che basta da lasciare l’amaro in bocca. E poi c’è Rimini, il Duce che nuota e gioca a tennis o si diverte al Grand Hotel. Un autore che sto riscoprendo libro dopo libro.
1936, Riccione. Il cadavere di una prostituta giace sulla spiaggia, proprio vicino alla villa del Duce, lì per trascorrere le vacanze. Doveroso per la polizia, quindi, dimostrare a tutti i costi l'efficienza fascista. E così, nel giro di poche ore il colpevole viene arrestato, con tanto di congratulazioni dello stesso Duce. Figuriamoci.
Per fortuna esiste l'ispettore Marino, che, più interessato alla Giustizia che alle leccate di culo di partito e non convinto dell'identità del colpevole, segue una pista non ufficiale per cercare di capire l'accaduto, infilandosi di fatto in una serpeggiante scia tra le file della Borghesia e soprattutto del Regime.
Toujours cette très bonne connaissance du ventennio fascista au service d’une intrigue trouble mettant en scène un enquêteur en décalage avec son environnement. L’auteur se paie même le luxe d’un clin d’œil au commissaire De Luca dans une enquête qui relève autant de la sociologie du régime que du polar proprement. Un bon roman.
Ambientato in epoca fascista più che un "giallo" è un romanzo storico. Un'immagine di un'epoca attraverso la vita e il lavoro dell'Ipettore marino. Avevo completamente dimenticato la prima lettura, se è interessante l'ambientazione l'indagine di suo non è particolarmente appassionante.
Lettura piacevole e scorrevole, anche se questo è un "Lucarelli" più acerbo; manca ancora lo stile diventerà più vivido e tagliente delle opere successive. Ottima ricostruzione storica del periodo fascista.
Tre stelline e mezzo piu' che quattro, perche' come giallo e' un po' debole, ma la ricostruzione storica, i personaggi , l'ambiente e tutto il "feeling" generale del libro valgono quattro stelle.
Ambientato al tempo del Regime, ben scritto, ironico, un soggetto pronto per la televisione, e infatti... Solo che nella serie tv Marino diventa già DeLuca.
Uscì sul pianerottolo, tirandosi il labbro con le dita. Tarantini, giudice istruttore a Forlì. Dannunzio, giornalista politico. Saltare il commissario per mettersi in mano a un magistrato di sospetti sentimenti fascisti. Lasciar perdere e andarsene a letto, come da regolamento per un gregario rispettoso della gerarchia. Un'altra occasione in fumo, come sempre.
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«Povero Marino...lo sapete perché mi siete sempre stato simpatico, voi? Perché siete un sognatore. Sotto la vostra pelle di questurino, di piccolo funzionario dello Stato, batte un cuore che crede alle favole.»
In un mondo in cui non esistono la libertà di pensiero e il valore della verità, essere un vicecommissario che sa pensare e che intende lottare per scoprire la verità non è facile. E infatti, invece di essere apprezzato per le sue intuizioni e le sue capacità investigative, il vicecommissario Marino si muove impacciato e insicuro tra colleghi che lo ridicolizzano, superiori che lo ignorano, una moglie che lo lascia perché privo di ambizioni. L'elemento giallo non mi ha coinvolto né convinto. L'ambientazione nella mia città del cuore, che mi ha spinto a leggere il libro, non ha peso nella narrazione. La scrittura non è sufficientemente sorvegliata per i miei gusti. La forza del romanzo è nelle caratterizzazioni dei personaggi, con le loro leggerezze, le piccole e grandi meschinità, la capacità di adattarsi a un mondo privo di vera libertà, scegliendo la via più semplice della complicità o quella difficile e pericolosa della distinzione.