Composte da Ovidio negli ultimi anni della propria vita, a partire dal 12 d.C. durante l'esilio a Tomi sul Mar Nero, le "Epistulae ex Ponto" sono quarantasei lettere in distici elegiaci che il poeta invia alla moglie, ai famigliari, agli amici o ai personaggi influenti della Roma augustea, supplicandoli perché si adoperino per farlo rientrare in patria. Tutta l'opera è pervasa da una straordinaria complessità di sentimenti nei confronti, prima di tutto, del potere, che viene adulato e smascherato insieme. Ma anche degli amici, soprattutto poeti, e di se stesso, protagonista di un'elegia che, nei forti tratti autobiografici, non cessa mai di essere letteratura di alto rango. Sono versi, questi delle "Epistulae," che hanno sempre suscitato intense reazioni nei lettori e sono stati un modello per autori, spesso grandissimi, che l'esilio lo hanno vissuto in prima persona, da Seneca a Brodskij. La costruzione letteraria apparentemente facile lascia intatto un denso nucleo di irrisolta umanità, nel quale ogni lettore finisce per ritrovare un'immagine di sé.
Edizione con testo latino originale a fronte. Libri I-IV.
Publius Ovidius Naso (20 March 43 BC – AD 17/18), known in English as Ovid was a Roman poet who lived during the reign of Augustus. He was a younger contemporary of Virgil and Horatius, with whom he is often ranked as one of the three canonical poets of Latin literature. The Imperial scholar Quintilian considered him the last of the Latin love elegists. Although Ovid enjoyed enormous popularity during his lifetime, the emperor Augustus exiled him to Tomis, the capital of the newly-organised province of Moesia, on the Black Sea, where he remained for the last nine or ten years of his life. Ovid himself attributed his banishment to a "poem and a mistake", but his reluctance to disclose specifics has resulted in much speculation among scholars. Ovid is most famous for the Metamorphoses, a continuous mythological narrative in fifteen books written in dactylic hexameters. He is also known for works in elegiac couplets such as Ars Amatoria ("The Art of Love") and Fasti. His poetry was much imitated during Late Antiquity and the Middle Ages, and greatly influenced Western art and literature. The Metamorphoses remains one of the most important sources of classical mythology today.
Cari amici di Ovidio, destinatari di queste lettere, vi abbraccio tutti. E se potessi, vi manderei dei fiori, per scusarmi io stessa in nome del poeta. Immagino quanto sia stato straziante e pesante ricevere continuamente lettere di suppliche e di preghiere, piene di egoismo e di distacco dalla realtà. Ovidio sembra poter vivere senza la moglie, senza gli amici (tranne quando gli servono favori), ma non senza la sua Roma. Egli sarebbe disposto a vendere l’anima al diavolo per rimettere piede nella città, o almeno per essere mandato, nella sua relegatio, in una città migliore rispetto a Tomi. Ma quello che voi non sapete, cari amici di Ovidio, è che questa famigerata Tomi, in realtà non è un luogo così brutto e malvagio. Quindi, non solo Ovidio è petulante e lamentoso, ma è anche un menzognero, perché ha inventato (quasi) tutto di sana pianta. Comunque, amici, gli diamo tre stelle, perché la letteratura latina non è intoccabile, ma come un libro qualunque suscita un’idea e merita un commento. Tre stelle, perché una va via per la continua ripetizione delle stesse cose (anche lui a un certo punto ammette questa colpa) e un’altra per le bugie a raffica. Non perdiamo di vista, però, la bravura metrica, mitologica, eziologica e altre cose che finiscono con logica. Spero, o amici, che abbiate riso molto di lui di sera, davanti a una coppa di vino, mentre a vicenda provavate a indovinare cosa avesse scritto a ciascuno, perché tanto non era mai una novità.
Questo è un libro in cui Ovidio illustra il suo dolore per essere lontano da Roma, tra tutte le opere di Ovidio, questo è particolarmente importante in quanto ci permette di avere un'idea di come fosse la Scizia in quel periodo. Questo libro fu scritto e pubblicato in Tomis (ora Costanza, Romania, 17 aC) durante l'esilio di Ovidio causato dalla pubblicazione dei suoi libri che incitavano l'adulterio (Amores, Ars Amandi e Remedia Amoris), contro gli ideali di L'imperatore Augusto
Questo lavoro descrive in parte le difficoltà di Ovidio durante il suo esilio, sebbene sia più concentrato sulle lettere indirizzate ai suoi diversi familiari e amici per poter intercedere per lui davanti all'Imperatore, e che questo gli permettesse di tornare a Roma, cosa che non è successo.
È un libro che vale la pena di leggere, anche se personalmente consiglio di leggere prima i libri precedenti per avere una prospettiva completa su parte della vita di Ovidio, perche è interessante.
Leggere i classici latini fa sempre bene all'anima, anche se generalmente mi lascia con il magone, e questo caso non è l'eccezione. Di solito trovo Ovidio piacevole, anche se non lo includerei per il momento tra i miei autori romani preferiti (principalmente perché ho letto meno delle sue opere di quanto vorrei). Questa raccolta, tuttavia, ha colpito nel segno. Al di sotto delle convenzioni del genere e della volontà di captatio benevolentiae che percorre queste epistole (entrambe, comunque, elementi interessantissimi per quanto riguarda la storia della letteratura e delle tematiche tra arte e potere in età primoimperiale) si percepisce tutto il dolore dell'esule, ed è sinceramente struggente. Quindi decisamente non una lettura allegra, ma una che comunque mi ha colpito nel profondo e, più in generale, ha risvegliato il mio amore per la poesia antica e il mio desiderio di indagare ciò che vi si coglie, al di là, della vita degli autori e di chi li circondava. Per quanto la traduzione sia ottima, consiglio di lanciare ogni tanto un'occhiata all'incantevole testo latino e anche all'introduzione, che contestualizza le epistole in modo più che completo senza risultare noiosa o pesante.
Sinto pena do maior coitado do começo do principado, mas concordo com alguns de seus detratores: suas cartas são bem monotemáticas. Com aquele toque extra de amargor de saber que ele morreu no exílio (que viria a ser revogado apenas em 2017, veja bem!).
Só preferia ter achado uma tradução em versos, mas para o conteúdo e linguajar essa está bem boa.