In un'appassionante carrellata attraverso i secoli, che investe grandi narratori e grandi poeti, grandi saggisti e grandi storici (ma anche un insuperabile "libro per fanciulli" come il Pinocchio di Collodi), Alberto Asor Rosa propone un modello di "nuova critica" e al, tempo stesso un'interpretazione delle "forme letterarie italiane nel tempo". E l"'italianità", anzi l"'italicità" che nasce dal "sostrato", a costituire il filo conduttore di questa galleria di grandi classici, in una cornice, tuttavia, di idee generali e di ipotesi critiche, che farà sicuramente discutere. Questo libro è la prova che la teoria letteraria migliore è quella che scaturisce dal concreto esercizio, critico, dalla penetrazione puntuale, rigorosa e insieme appassionata dei "testi", anzi, come l'autore preferisce scrivere, delle "opere". Nella premessa Asor Rosa enuclea il senso della propria posizione e la discute, mettendola a confronto con le scelte attualmente più avazate della critica letteraria, della linguistica e dell'estetica contemporanee.
Alberto Asor Rosa è stato un critico letterario, storico della letteratura, saggista, accademico e politico italiano. Di formazione marxista, vicino alle posizioni operaiste di Mario Tronti, ha collaborato alle riviste Quaderni rossi, Classe operaia, Laboratorio politico e Mondo Nuovo. È stato direttore della rivista Contropiano (1968) e, dal 1990, del settimanale del PCI Rinascita. Ha progettato e diretto la collana Letteratura Italiana Einaudi. Dal 1972 è professore ordinario di Letteratura italiana all'Università La Sapienza di Roma, dopo aver insegnato in altre università, come quella di Cagliari, e nei licei. Dal 1979 al 1980 è deputato per il Partito Comunista Italiano. Abbandona l'attività didattica nel 2003, una volta raggiunti i limiti d'età per la pensione, e inizia a dedicarsi alla narrativa, pubblicando i romanzi L'alba di un mondo nuovo (Einaudi, 2002), Storie di animali e altri viventi (Einaudi, 2005) e Assunta e Alessandro (Einaudi, 2010). Nel 2004 rianima la rivista Bollettino di italianistica, semestrale di critica, storia letteraria, filologia e linguistica, prendendone la direzione[3].
Riprende anche l'attività didattica nel 2006, come professore a contratto a titolo gratuito, presso la Sapienza.