"La sorpresa viene da lontano. Molto, molto lontano. Dalle sorgenti delle galassie, dalle fucine delle stelle, fonti di un'energia inesausta. Là dove abbiamo cominciato a guardare e ormai non possiamo più smettere." La materia e l'energia oscura sono il grande rompicapo della fisica del XXI secolo. E finché rimarranno un enigma, dell'universo conosceremo solo una piccolissima porzione e nulla sapremo della sua origine e del suo inevitabile destino. Perciò in questa ricerca si misurano, in una serrata competizione, schiere di fisici, astrofisici e cosmologi, professionisti e dilettanti, sperimentali e teorici, scienziati e filosofi. Tutti spinti dall'inarrestabile ambizione di contribuire a un passo decisivo nello sviluppo della conoscenza. Che scuoterà dalle sue fondamenta non solo la scienza, ma l'idea stessa che abbiamo dell'uomo e del suo posto nel cosmo. Cristiano Galbiati coordina l'esperimento DarkSide nei Laboratori del Gran Sasso. è uno dei protagonisti di questa ricerca e sa che la materia e l'energia oscura sono i segreti più misteriosi e affascinanti della natura. Gelosamente custoditi e ancora da decifrare. Ma che mandano segnali inequivocabili, lasciando sempre nuove tracce della loro esistenza: "Una serie di osservazioni ha lacerato il tenue velo che copriva l'infinito. Da questi strappi discontinui e irregolari fa la sua comparsa - rapida, sfuggente, momentanea e subito rimpianta - un mondo inaspettato. Talmente inatteso che desta tanta confusione quanta meraviglia". In questo mondo misterioso si cela il segreto, che queste pagine attraversano in un viaggio senza ritorno, alla scoperta dell'universo per come lo conosciamo e per come potremmo scoprire che non è mai stato.
A graduate of Università degli Studi di Milano, Cristian Galbiati is at Princeton University since 1999, where he is Full Professor of Physics, and joined GSSI in 2018 as Full Professor of Particle Astrophysics. His research focuses on the detection of dark matter and application of its technology to isotopic separation and health sciences.
Cristiano Galbiati, dottore di ricerca in Fisica all’Università di Milano, è attualmente full professor presso il Physics Department della Princeton University (Princeton, New Jersey) e professore ordinario di Particle Astrophysics presso il Gran Sasso Science Institute (L’Aquila). Autore di numerose pubblicazioni scientifiche sui neutrini solari, svolge attività di divulgazione scientifica. Coordina l’esperimento di ricerca della materia oscura DarkSide presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (L’Aquila) e il progetto Aria presso la miniera Monte Sinni di Carbosulcis (Gonnesa, Sardegna).
Parto dal presupposto di essere sempre stato una capra in fisica e nelle materie scientifiche in senso lato, ma quello che ho apprezzato di più di questo saggio è stato come mi ha permesso di comprendere aspetti estremamente complicati con la semplicità di un'esposizione romanzesca per la fluidità in cui è scritto, che rende la lettura fruibile anche a chi, come me, non ha conoscenze particolari nel campo. Chiaro che alcune cose io abbia dovuto cercarle e andarle a vedere, per riuscire a comprendere alcuni passaggi, ma credo sia normale. Una lettura diversa dal solito per me, ma davvero gustosa e consigliata a chi sia già del settore ma, anche, a chi come me non ha particolare dimestichezza con la materia (oscura)
Tutto quello che conosciamo dell’Universo è relativo a poco meno del 5% del totale della materia-energia esistente, sembra a dir poco incredibile. Il prossimo grande balzo da compiere per tutta la comunità scientifica e fare “luce” sulla materia oscura, che col suo 27% è una parte decisamente importante e rappresenta attualmente una delle tematiche di punta della ricerca di base.
Con il suo libro Cristiano Galbiati riesce a fare il punto della situazione circa lo studio della materia oscura, con un linguaggio chiaro e scorrevole e non risultando mai noioso. Molto interessante è la parte in cui spiega a grandi linee come funzionano gli attuali rilevatori di materia oscura e quelli in fase di costruzione, con un approfondimento su come ottenere i necessari isotopi speciali da utilizzare in tali apparati. La recente pubblicazione è un plus, dal momento che su questo tipo di saggistica l’aggiornamento è a dir poco fondamentale. Non mi è piaciuta molto la scelta di non fare i nomi degli scienziati che hanno contribuito alla storia della scienza e del sapere umano citati nel libro: personalmente ritengo che nella saggistica i nomi siano importanti.
Non do il massimo solo per l’inspiegabile assenza di tutti i nomi propri, vuoi dei ricercatori, vuoi dei luoghi relativi agli studi o per altri motivi citati. Una scelta precisa, a mio avviso incomprensibile. Evidentemente la privazione di essi è ad avviso dello scienziato favorevole alla narrazione più romanzata. Per il resto un plauso, rendendo l’argomento comprensibile (per quanto può esserlo…) anche all’uomo della strada quale io mi reputo.