Avvincente e poetico, Al canto delle Balene ci conduce alla scoperta di un vero e proprio universo, per molti ancora sconosciuto.
Esiste un posto, nel cuore dell’Artico, dominato dal biancore delle banchise. Un luogo incontaminato, regno di balene e orsi bianchi. È qui che ci accompagna Massimo Maggiari, da anni protagonista di viaggi in queste terre. Attraverso i racconti diretti dei cacciatori da lui incontrati, l’autore ci spiega il vero significato della caccia alla balena tutt’oggi praticata dal popolo degli un’usanza che affonda le sue radici nella partecipazione dell’uomo al tutto, nel rispetto assoluto del mondo animale e preceduta da una serie di riti tesi a propiziare il sacrificio spontaneo della balena, l’animale sacro nel cui occhio ogni essere umano si specchia in un incontro empatico ed emozionante. Lo sciamanesimo appare in quest’opera nella sua dimensione più lo strumento necessario all’uomo per sperimentare la fusione con il mondo animale. Mentre la Terra è sempre più minacciata dalla catastrofe ecologica, questo libro ci invita a viaggiare, lasciandosi cullare dal canto degli antichi inuit e dalla poesia ispirata dell’autore stesso, in un mondo intriso di miti affascinanti e ancora in contatto con la sua anima più profonda.
«Quando l'occhio della balena improvvisamente emerge dalle acque frigide e ci fissa per un attimo non è solo curiosità giocosa (come quella dei delfini) o la semplice apparizione di una diversa specie terrestre. La sensazione che noi percepiamo è assai strana, realmente insolita, in quanto il cetaceo dà l'impressione di sondarci da dentro e da fuori. La balena è difatti sensitiva (possiede l'equivalente di un sonar) alle molteplici vibrazioni del nostro corpo e forse senza saperlo, al primo contatto, intuiamo che è lei che sta entrando dentro di noi.»
Con questo breve brano (da pagina 91 e ripreso in quarta di copertina) abbiamo la presentazione e il senso di questo saggio / diario / viaggio iniziatico che l'autore fa nel Grande Nord sulle tracce di Knud Rassmussen e degli ultimi sciamani. Un'esplorazione fisica e psicologica nella Groenlandia dei ghiacci eterni, degli iceberg dal cuore nero, del silenzio potente, del mare blu e profondo (casa della misteriosa Sedna e della sua corte di balene, foche e pesci),nel potere di Sila (la dea del tempo meteorologico), nel vento e del cielo carico di stelle, su cui ogni tanto si ricamano le luci dell'aurora boreale, nel regno bianco e infinito di nanuk (l'orso bianco). Ma non solo: incontriamo anche la spettacolare e profonda fede nello Spirito del Mondo degli Inuit. Miti e leggende di un popolo che ha fatto della spiritualità e della pura sopravvivenza in un ambiente palesemente ostile e difficile (ma meraviglioso nella sua incomparabile bellezza), un unicum senza eguali nel mondo. Forse gli ultimi veri Uomini rimasti su questo pianeta. Perché, come dicono i loro sciamani, il ghiaccio si scioglie perché il ghiaccio è profondamente radicato nel cuore degli uomini.
I really read Aurora Borealis by Maggiari but it was not listed on goodreads. This was a poetry book about explorer Roald Amundsen, the arctic and Alaska. It was super cool to read while in the state and I felt that even though I was relating to the dual language poetry but it was the history and the feeling the author knew a lot about his topic that impressed me.
A tratti è un ottimo libro, a tratti è un libro noiosissimo. Quando l'autore spiega i suoi viaggi nel grande nord, la scrittura ed il racconto risultano molto interessanti; le parti più antropologiche risultano invece più noiose e poco coinvolgenti. È comunque un libro da leggere per chi trova interessante l'argomento e vuole cominciare a farsi un'idea.
Questo libro porta un interessante scorcio della mentalità degli Inuit. Massimo Maggiari, come Ulisse che "vide le città di molti uomini, e ne conobbe le menti" fa intraprendere a noi lettori un bel viaggio attraverso le tradizioni e la cultura di quei popoli che vivono nella nostra nordica calotta polare